L'obesità nel gatto di casa

gatto_obesoL'obesità nel gatto di casa La patologia colpisce il 5% della popolazione felina in Italia. obesità è una patologia che minaccia tutti i gatti che vivono in casa, che hanno meno di dieci anni, in maggior percentuale sterilizzati e di sesso maschile.

L'obesità è definita come un accumulo di quantità eccessive di tessuto adiposo nel corpo, è considerata tale quando il peso è superiore del 30% rispetto al valore ideale, mentre il sovrappeso è stato definito come peso superiore del 15%.

L'obesità, attualmente, è uno dei disturbi più comuni, rappresenta il 5% della popolazione felina in Italia, mentre il 35% è invece sovrappeso.

La causa più comune è lo squilibrio fra apporto energetico e spesa energetica, che determina un bilancio energetico positivo e conseguente accumulo di tessuto adiposo.

Questo squilibrio può essere causato dall'apporto alimentare eccessivo o dalla somministrazione di una dieta sbilanciata, ad esempio con eccessivo contenuto in carboidrati o grassi rispetto al contenuto proteico.
Dato che i gatti sono carnivori stretti, il loro metabolismo è adattato a diete ricche in proteine e povere in carboidrati; l'eccesso di questi ultimi viene accumulato come grasso, poiché, il metabolismo è adattato per utilizzare le proteine come fonte principale di energia e per produrre glucosio nel metabolismo proteico, persino in presenza di un abbondante apporto di carboidrati.

La mancanza di attività fisica è un'altra causa di incremento ponderale, persino quando l'apporto alimentare non è eccessivo, ciò è dovuto alla spesa energetica insufficiente. Molti gatti vivono in appartamento e non escono mai, trascorrono anche parecchio tempo da soli e ricevono stimoli ambientali minimi durante il giorno; in questa condizione, sono stati determinati molti fattori di rischio, quali la predisposizione di razza, maggiore tra i gatti europei a pelo corto in confronto alle razze pure; fattori comportamentali, con predisposizione maggiore nei gatti che soffrono di ansia, depressione e frustrazione, possono causare disordini dell'alimentazione e mancato controllo della sazietà, dove l'unica fonte del piacere sembra essere l'assunzione del cibo; quantità di cibo, soprattutto quando l'alimento viene offerto a volontà; una maggior predisposizione nel gatto maschio rispetto alla femmina sterilizzata, in seguito alle variazioni ormonali.

L'obesità del gatto è un fatta re predisponente per lo sviluppo di malattie come ad esempio osteoartrite e altri problemi muscolo scheletrici, diabete mellito di tipo II, iperlipidemia, disturbi urinari con calcoli o tappi uretrali, malattie dermatologiche non allergiche e anche alcuni tumori.

L'obesità non si limita ad aumentare l'incidenza delle succitate malattie, ma può abbreviare l'aspettativa di vita. Nel trattamento dell'obesità si deve usare una dieta dimagrante specifica, si applica una restrizione ai fabbisogni energetici per il mantenimento secondo il peso ottimale, ciò garantisce che il gatto usi le sue riserve di tessuto adiposo come fonte di energia, determinando il dimagrimento.

Tuttavia, è indispensabile continuare a fornire un volume adeguato di cibo in modo da non indurre frustrazione, che può provocare problemi comportamentali.

Molto importante motivare il proprietario, deve comprendere che un gatto sedentario o inattivo, che vive su un cuscino a un metro dalla lettiera e dalla ciotola del cibo, ovviamente piena, non è normale.

I gatti obesi sono solitamente felini particolarmente viziati in termine di alimentazione, o persino percepiti come difficili dalla maggior parte dei proprietari, si possono proporre numerose soluzioni adattandole ai fabbisogni individuali.

L'uso di una combinazione di diete commerciali secche o umide, sono una soluzione eccellente per mantenere un volume adeguato di cibo e prevenire i comportamenti non desiderati.

Una volta raggiunto l'obiettivo occorre stabilizzare il peso, quindi, promuovere una dieta di mantenimento a basso contenuto energetico, che dovrebbe essere diversificata e personalizzata, rispettando il periodo di transizione alimentare.

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