II linguaggio della coda del gatto

gatto_codaII linguaggio della coda del gatto E' basato su atteggiamenti del corpo, suoni e soprattutto posizioni. Importante indicatore dello stato d'animo, è fondamentalmente un organo di locomozione per mantenere l'equilibrio.

Ogni gatto ha un proprio carattere e manifesta sentimenti come affetto, spavento o irritabilità, utilizzando un linguaggio basato su atteggiamenti del corpo, suoni, e soprattutto posizioni della coda.

L'uomo e il gatto appartengono a due specie diverse e hanno linguaggi differenti, ma fin dal loro primo incontro hanno cercato di comunicare.

A differenza del cane che esprime in modo esuberante le proprie emozioni, la comunicazione tra gatti è più discreta e quasi impercettibile; negli incontri ravvicinati i gatti utilizzano soprattutto i segnali visivi, comunicando il proprio stato d'animo attraverso la postura del corpo, la posizione e i movimenti della coda, delle orecchie e la dimensione delle pupille.

Quando vogliono passare inosservati hanno un atteggiamento neutro: mantengono la coda eretta e distolgono lo sguardo dai presenti, raggiungendo in fretta un luogo meno affollato. La coda è un importante indicatore dello stato d'animo del gatto, è fondamentalmente un organo di locomozione che serve per mantenere l'equilibrio, è utile come contrappeso quando saltano, si arrampicano e corrono, funge anche da timone nel nuoto: i gatti sono eccellenti nuotatori, sebbene detestino l'acqua.

La coda è lunga in media 26 centimetri, pari alla metà della lunghezza del corpo; quando i gatti assumono andature meno veloci o sono fermi sulle zampe, la coda può servire a trasmettere messaggi.

I gatti li inviano attraverso il movimento, la posizione della coda e anche attraverso le espressioni facciali delle orecchie, occhi, baffi e bocca, dei segnali al mondo esterno tramite i quali parlano di se stessi e del loro stato d'animo; infine ci sono i messaggi olfattivi, un intero mondo di informazioni dal quale, noi umani, siamo per forza esclusi.

Imparare a riconoscere il linguaggio felino migliora la convivenza con il proprio gatto ed è un modo per entrare in relazione con lui.

Le principali posizioni della coda corrispondono a stati d'animo assai diversi tra loro; quando è dritta a candela, il gatto è contento in atteggiamento amichevole; se la coda è piegata all'estremità, a punto interrogativo, oltre a esprimere confidenza e amicizia, il gatto cerca di ottenere coccole e cibo dalla madre o dal suo padrone, rappresenta uno stato di amichevole attenzione, interesse e curiosità.

Se è rilassato, la coda viene tenuta orizzontale o con una piega naturale verso il basso, questa curvatura viene accentuata e la coda si gonfia quando il gatto manifesta aggressività e minaccia, mentre la coda piegata verso l'alto segnala ansia e incertezza.

Anche il movimento può essere parte integrante della comunicazione del gatto: la punta si agita nervosamente prima dello scatto nella caccia e quando il micio è irritato; la coda è rigida nel gatto che aggredisce, e viene scossa da destra a sinistra con ampi e veloci movimenti nel gatto sotto stress, come quando vorrebbe uscire da casa, ma non osa avventurarsi sotto la pioggia scrosciante o teme un incontro con un cane.

Una coda rigida, gonfia, con pelo arruffato indica che è impaurito per qualche eventuale pericolo, teme la presenza di rivali, rileva tutta la sua potenziale aggressività e di solito precede un attacco o la fuga.

La coda del nostro gatto è quindi uno strumento di comunicazione molto precisa e importante, per questo è fondamentale conoscere la complessa valenza semantica di ciascuna delle posture che questa assume, pena il non comprendere un particolare stato d'animo del nostro gatto o di ignorarne un'eventuale crescente insofferenza.

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