Se il cagnolino è un "bastardino"

bastardinoSpesso scacciati, offesi, derisi, hanno elaborato in millenni di persecuzioni l'intelligenza e l'arte del sopravvivere che ancora li contraddistinguono.

Brutta parola, bastardo, ormai comunemente usata con significato dispregiativo e offensivo.

Il termine deriva dal francese antico"bastard", con il quale s'indicavano gli individui discendenti da genitori di diverse razze; in lingua olandese, "bastaards" sono stati chiamati alcuni gruppi etnici derivati dall'unione tra europei olandesi e donne dell'Africa sud-occidentale.

Oggi sono detti bastardi i prodotti dell'accoppiamento di soggetti di razze differenti o diverse specie e, per impropria estensione, chiunque sia spregevole o abbietto. Nel tentativo di addolcire un po' il termine, per quanto riguarda i cani si è cominciato ad usare il termine meticcio, quasi che bastardo potesse indicare disprezzo per questi animali.

Anche il vocabolo meticcio ha un'etimologia antica, deriva, infatti, dal latino mixtus, participio passato di miscere, cioè mescolare, da cui il sostantivo mixticius che è divenuto in volgare mesticcio, che vuol dire misto, di colore bianco e nero. Meticci sono detti i figli di genitori di carnagione bianca con gli indiani d'America.

Questo per quanto riguarda le parole, cioè per la mania degli uomini di descrivere, selezionare, catalogare, tentare di fermare storia e tempo in definizioni spesso superficiali e inutili. Ma la storia procede e sa che la salvezza delle specie viventi, tra le quali uomini e cani, è legata al rafforzamento genetico, sa che l'unico modo per amplificare le difese è di avere il massimo delle risorse da racchiudere nel DNA degli individui.

Molte delle razze oggi conosciute, tranne alcune eccezioni, sono di recente formazione, e sono nate nella forma che conosciamo al più tardi negli ultimi due secoli. Le razze considerate pure rappresentano solo il risultato del tentativo, da parte dell'uomo, di fissare certe caratteristiche fisiche e psichiche; tutto ciò col fine di avere cani particolarmente strutturati per assolvere determinati compiti e finchè tutto è rimasto legato alla funzionalità di un lavoro, le cose sono anche andate bene.

Il problema è che proprio a partire dai primi decenni del secolo scorso, si è cercato sempre più spesso di ottenere soggetti quanto più vicini possibile alle caratteristiche morfologiche richieste da una razza, talvolta esasperandole; qui si è spesso caduti nell'ipertipo e nella consanguineità. Anche con i cani, da tempi ormai immemorabili, si è costruito un patrimonio genetico di riserva, che oggi è quanto mai prezioso e indispensabile: i bastardini.

Da millenni, frutto d'incroci misteriosi e bizzarri, esistono, accanto alle varietà dette pure, un numero infinito di altri cani; alti, bassi, piccoli o grossi, bellissimi o buffi, con pelo lungo, corto o raso, di tutte le strutture e colori, accomunati solo dal fatto di non appartenere ad una determinata razza.

Spesso scacciati, perseguitati, derisi, utilizzati nelle barbare pratiche della vivisezione o dei combattimenti, quelli che si ritrovano su una strada, senza famiglia e che non vantano il pedigree; i bastardi hanno elaborato in millenni di persecuzioni l'intelligenza e l'arte del sopravvivere che ancora li contraddistinguono.

Da considerare anche la loro robustezza, perché a loro nessuno ha mai fatto sconti, e solo i più forti riuscivano a vivere, e se poi incontravano qualcuno che gli accoglieva con affetto, ne divenivano, e ne divengono ancora oggi, gli amici fidati.

Quando il cane inselvatichisce, a qualsiasi tipo appartenga, nel giro di poche generazioni tende ad assumere le fattezze che la natura ha stabilito essere le più adatte alla sopravvivenza, del lupo nei soggetti di taglia maggiore, della volpe, dello sciacallo, del dingo o del coyote negli altri.

Ma bastardo non vuol dire cane selvatico, quelli che sono a noi familiari hanno ereditato dai loro antenati alcune caratteristiche, che li rendono talvolta più simili ad un cane da pastore, o a un terrier o a un bracco. Capita anche che, se gli incroci sono limitati o recenti, si riesca a capire quali sono le razze che li hanno prodotti.
Questo articolo è dedicato a tutti coloro che, come me, li amano, poiché sanno che sono creature viventi.

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