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Caduta del gatto

caduta_gattoCaduta del gatto Tra gioco e rischio. La natura ha dotato questo mammifero della famiglia del fetidi di un sofisticatissimo sistema di atterraggio che gli consente di sopravvivere a cadute da altezze superiori a 10-12 metri senza riportare danni fisici La sua colonna vertebrale è estremamente elastica e le vertebre aiutano ad assorbire l'urto con il terreno, ma i pericoli esistono.

Una delle caratteristiche più affascinanti dei gatti è la loro capacità innata di cadere e, magicamente, di orientarsi e di girarsi in aria fino ad assumere la posizione che gli consente di atterrare morbidamente sulle zampe.

La natura ha dotato il gatto di un sofisticatissimo sistema di atterraggio che gli consente di sopravvivere a cadute superiori ai 10-12 metri senza riportare nessun danno fisico.

Siamo, difatti, abituati a considerare normali le acrobazie, i salti e le arrampicate, che i nostri felini domestici compiono ogni giorno. Lo scheletro dei gatti ha una conformazione tale che li rende capaci di compiere ampi movimenti delle zampe anteriori, di piegarsi e ruotare il corpo con agilità; tutto questo, insieme a un grande equilibrio, li rende capaci di recuperare la posizione corretta durante una caduta e di atterrare senza complicazioni.

La struttura del gatto è progettata proprio per questo tipo di prestazioni. Infatti, la sua colonna vertebrale è estremamente elastica, le vertebre sono allineate le une alle altre in modo che possano assorbire l'urto con il terreno; inoltre, ci sono sotto le zampe, dei morbidissimi cuscinetti che, al termine di una caduta, funzionano come quattro piccoli airbag.

Quando il gatto è in caduta libera, dispone le zampe anteriormente a lui, la schiena assume la posizione di arco per assorbire meglio l'urto e per proteggere gli organi interni, la coda assume una posizione diritta per con trobilanciare il movimento. Questa è la migliore posizione per atterrare, il gatto la assume istintivamente in pochissimi attimi; il movimento è così rapido che si può svolgere in soli 60-70 centimetri.

I gatti in aggiunta al raddrizzamento riflesso hanno un certo numero di altre caratteristiche che riducono i danni da caduta: le loro piccole dimensioni, la struttura ossea leggera e la pelliccia densa possono diminuire la velocità terminale che in caduta è di 100 km/h. Però se un gatto cade da un'altezza considerevole, per esempio da due o più piani, può farsi davvero molto male con il rischio di lesioni letali, perché le zampe non sono più in grado di assorbire e neutralizzare lo shock della caduta.

A volte anche cadute di 6-7 metri possono risultare davvero pericolose, quando non riesce a girarsi e mettersi in posizione di atterraggio, il gatto può fratturarsi gli arti, il rachide cervicale e la mandibola e la mascella. Perciò, è una buona idea mettere in sicurezza balconi, terrazzi o finestre e sui quali il gatto di casa potrebbe camminare rischiando di cadere.

Solo pochi gatti particolarmente dotati e fortunati sono sopravvissuti cadendo da grandi altezze; in letteratura si hanno notizie di gatti rimasti illesi dopo un volo di oltre venti piani. Qualche anno fa, in Lombardia, un gatto è sopravvissuto cadendo dal campanile di una chiesa alto 45 metri; un episodio simile in Canada nel 1973 dove un micio è precipitato dal balcone di un palazzo da un'altezza di cento metri, fortunatamente vivo nonostante una frattura al bacino e una alla mandibola.

Ma il fatto più incredibile è accaduto negli Stati Uniti a Long Island, dove un gatto siamese di otto anni è precipitato da 335 metri da un aeroplano leggero rimanendo miracolosamente vivo, nonostante fratture multiple.