L'alitosi nel cane e nel gatto

L'alitosi nel cane e nel gatto Sottovalutare o trascurare questo disturbo vuoi dire mettere a rischio la salute e la qualità di vita dei nostri animali.

L'alito cattivo, in altre parole l'odore sgradevole che spesso fuoriesce dalla bocca di cani e gatti, è un chiaro segno di cattiva salute del cavo orale, è uno dei problemi più comuni e più lamentati.

Sottovalutare o trascurare questo disturbo, ignorando ciò che rappresenta e soprattutto quello che possiamo fare per risolverlo, vuol dire mettere a rischio la salute e la qualità di vita dei nostri animali.

Questo disturbo può compromettere la convivenza in casa, inducendo i proprietari più intolleranti a rinunciare a incontri ravvicinati con il proprio cane o gatto. Nella maggior parte dei casi l'alitosi è un problema medico, indice di una scarsa igiene orale e spesso sintomo di una lunga lista di malattie localizzate nella bocca dei nostri pet.

Ignorare o trascurare l'alito sgradevole del proprio animale significa permettere ai batteri della placca di continuare a proliferare, interagire con le parti proteiche dei residui di cibo e a produrre in quantità sempre maggiori i temibili composti volatili solforati; oltre a determinare un persistente alito cattivo, questi composti, sono capaci insieme ai batteri che li hanno prodotti, di innescare un'infiammazione vera e propria del cavo orale, dapprima limitata alle gengive con conseguente gengivite, ma se trascurata, destinata inevitabilmente a distruggere gli altri tessuti del cavo orale, cioè la paradontite, che può causare la perdita dei denti stessi.

E sono proprio questi composti volatili solforati i responsabili di quell'odore sgradevole di uova marce e pesce, che tanto ci rende difficile condividere il divano o l'abitacolo dell'automobile con il nostro cane o gatto. Quindi, per disattenzione o per trascuratezza nei riguardi di un problema inizialmente di facile risoluzione, cani e gatti rischiano di veder compromessa la loro capacità di alimentarsi, se non addirittura incappare in disturbi molto più gravi in seguito alla diffusione, attraverso la circolazione sanguigna, dei batteri della placca, che possono raggiungere e poi danneggiare organi di fondamentale importanza come cuore, reni e fegato.

Uno studio clinico nel cane, presentato al congresso europeo dalla Società Italiana di Odontoiatria Veterinaria, ha dimostrato che una particolare alga bruna chiamata Ascophillum Nodosum, è in grado di migliorare l'alito dei cani trattati; miscelata quotidianamente al cibo, sia secco che umido, quest'alga è assorbita a livello gastroenterico e, attraverso la circolazione sanguigna, raggiunge le ghiandole salivari e si concentra nella saliva.

Nel cavo orale, le componenti specifiche dell'alga sono in grado di interferire con la crescita e la proliferazione dei batteri della placca e di tenere sotto controllo la formazione del tartaro, stabilizzando le caratteristiche chimico-fisiche ella saliva stessa, dove il risultato finale è il miglioramento dell'alitosi. Occuparsi in maniera attenta della salute del cavo orale del proprio animale è un dovere di tutti i proprietari responsabili, un atto che può migliorare di molto la qualità, ma anche la durata, della vita del nostro animale da compagnia.

Un colloquio con il Veterinario potrà farci capire l'importanza di un piano completo d'igiene e cura del cavo orale, dai controlli medici, precoci o regolari, alle cure da eseguire a casa, anche tutti i giorni. Infine, è importante sottolineare che l'igiene orale dei nostri quattrozampe non può in alcun modo venire intesa come un vezzo cosmetico, un capriccio di proprietari alla moda o fanatici dell'estetica, ma rappresenta un problema medico su cui collaborare con il proprio Veterinario.

In altre parole, anche per il nostro cane o per il nostro gatto, l'alito gradevole e l'igiene della bocca non devono essere considerati un lusso, quanto piuttosto un diritto alla salute, a garanzia del benessere e della qualità della sua vita.

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