Leptospirosi, pericolo costante

leptospirosiLeptospirosi, pericolo costante.
La grave patologia si trasmette tramite le urine dei roditori.
La leptospirosi è una grave patologia che si trasmette tramite le urine dei roditori e degli animali selvatici, che sono detti appunto i "serbatoi dell'infezione".

Le Leptospire così eliminate nell'ambiente provocano la diffusione della malattia attraverso il contatto diretto con mucose o cute (sia integra che ferita) oppure, indirettamente, con acque stagnanti contaminate.

E' frequente in primavera e in autunno, ma anche nel periodo invernale se le temperature non sono troppo rigide ed è causata da microrganismi chiamati Leptospire, batteri elicoidali gram-negativi del gruppo delle spirochete. Colpisce gli animali selvatici e domestici e purtroppo può fare ammalare anche l'uomo.

Questi microrganismi, anche se hanno una scarsa sopravvivenza nell'ambiente, riescono a essere infettanti in presenza di umidità e a temperature inferiori ai 25°C., mentre la luce solare diretta, il calore, e l'assenza di umidità uccidono rapidamente le leptospire.

La Leptospirosi è una zoonosi presente in tutto il mondo, specie patogene e non, convivono e si sono adattate strettamente ai diversi animali vertebrati che eliminano l'agente attraverso l'urina; in tutto il mondo le leptospire sono state descritte in più di 150 specie di mammiferi.

Partendo dalla diversa composizione della componente di carboidrati dei lipopolisaccaridi, le lepto spire patogene sono suddivise in sierotipi e questi a loro volta vengono suddivisi in sierogruppi.

Anche se dagli anni settanta sono disponibili vaccini bivalenti contro i sierotipi L. icterohaemorraghiae e L. canicola, il numero di animali colpiti è aumentato perché altri sierotipi sono coinvolti nell'infezione.

La manifestazione clinica della leptospirosi è molto complessa e variabile e dipende sia dalla patogenicità del sierotipo infettante, sia dalla risposta immunitaria dell'ospite ma anche dal numero di batteri in gioco.

Leptospirosi_2 Le leptospire vengono contratte per contatto diretto (acqua, urina, terreno contaminato, ferite da morso, placenta) così come da ingestione di tessuti infetti (roditori).

Si moltiplicano già durante il primo giorno d'infezione nel sangue dell'ospite e colonizzano fegato, reni, polmoni, milza, SNC e occhi.

Nei reni dove si riproducono determinando infiammazioni acute e insufficienza renale, colpiscono rapidamente anche il fegato provocando la morte dei tessuti epatici.

Gli animali malati possono manifestare febbre, depressione, mancanza di appetito, pallore delle mucose, gastroenterite, vomito, insufficienza renale, presenza di sangue nelle urine, insufficienza epatica, ittero, tosse, dispnea, disturbi della coagulazione con piccole emorragie puntiformi sulla cute o sulle mucose, feci nerastre (indice di un'emorragia interna), sangue dal naso e congiuntivite.

La diagnosi precoce della leptospirosi e la tempestività delle cure specifiche risultano indispensabili sia per velocizzare i tempi di guarigione dalla malattia, sia per sfuggire alle sue complicanze, in genere, la somministrazione di antibiotici è utile per combattere il microorganismo patogeno e per accorciare il naturale decorso della malattia.

È doveroso sottolineare che la somministrazione di antibiotici è utile solo quando viene iniziata precocemente la terapia, entro i primi 3-4 giorni dalla manifestazione dei sintomi, però con risultati spesso mediocri. Importante è dunque il capitolo prevenzione, bisogna evitare di venire a contatto con le urine di animali potenzialmente pericolosi, evitare le acque stagnanti o quelle contaminate per la presenza di topi o ratti.

I cani giovani privi d'immunità materna che vivono all'aperto, i cani da caccia e da lavoro sono i più a rischio e dovrebbero essere vaccinati ogni sei mesi. Nel cane la mortalità da leptospirosi ha un tasso molto alto,

perciò è consigliabile seguire un regolare piano vaccinale
sin dalla più tenera età; oggi è disponibile un nuovo vaccino che copre da quattro ceppi inattivi di Leptospira (L. interrogans sierogruppo Canicola siero variante Portland-vere; L. interrogans sierogruppo Icterohaemorrhagiae sierovariante Copenhageni; L. interrogans sierogruppo Australis siero variante Bratislava; L. kirschneri sierogruppo Grippotyphosa siero variante Dadas), per ridurre l'infezione e l'escrezione urinaria.

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