L'alimentazione del cane anziano

alimentazione_del_cane_anzianoL'alimentazione del cane anziano.
Ogni cane, a seconda della sua razza, taglia e stile di vita, invecchia a differenti età, in generale si nota che la vecchiaia inizia intorno ai 6-7 anni per i cani di taglia grande o gigante e intorno a 8-9 anni per le piccole taglie,

sarà poi l'osservazione attenta del padrone a notare quando il cane inizierà realmente a invecchiare, riscontrando che il cane è meno attivo, più sonnolento e più lento nel rispondere ai comandi o agli inviti al gioco.

Per l'appunto ci sono dei meticci di taglia piccola che possono arrivare ai 20 anni, mentre un alano di 9 anni è da considerarsi vecchissimo. Un animale giovane dispone di efficienti riserve corporee ed è in grado di tollerare una dieta sbilanciata per lunghi periodi senza mostrare sintomi clinici eclatanti.

Il cane anziano, al contrario, ha esigenze molto più specifiche e ogni singolo errore alimentare può avere serie ripercussioni sulla sua salute. La dieta, quindi, deve aumentare la durata della vita e migliorarne la qualità, oltre a minimizzare i sintomi delle eventuali patologie di cui l'animale anziano può essere affetto.

La necessità di un cambiamento nell'alimentazione nei cani anziani è motivata principalmente da tre fattori: si modifica il fabbisogno di nutrienti (carboidrati, proteine e grassi) che il cane deve assumere, diminuisce il fabbisogno energetico del cane e si altera il funzionamento di alcuni organi tra cui i reni, il cuore e tra tutti l'apparato digerente.

Non bisogna poi dimenticare che l'alimentazione è, in generale, un'ottima medicina per curare e prevenire una serie di disturbi e patolo gie che si riscontrano più comunemente nella terza età.

Con il giungere della vecchiaia, l'organismo subisce importanti trasformazioni: i muscoli perdono di tono e volume e lasciano il posto ai depositi di grasso. Il vostro animale trascorre la maggior parte del tempo a dormire e, magari a causa di qualche problemino articolare, è restio a muoversi.

Il metabolismo, quindi, si riduce drasticamente e, di conseguenza, anche la richiesta di energia diventa minore; in questa nuova fase della vita, il rischio di obesità è sempre in agguato, complici talvolta anche alcuni squilibri ormonali, quindi bisogna prestare molta attenzione all'aumento di peso, che potrebbe aggravare i concomitanti problemi di salute, il metabolismo rallenta e il fabbisogno energetico del cane diminuisce come conseguenza di una minore attività fisica, perciò a parità di cibo fornito il cane ingrasserà di più.

Per prevenire l'insorgere dell'obesità, particolarmente fastidiosa in vecchiaia perché sovraccarica un apparato scheletrico e muscolare debole, si consiglia di diminuire la quantità di cibo e di fornirne uno con meno grassi.

Dobbiamo limitare l'apporto di grassi della dieta, senza tuttavia eliminarli del tutto, i lipidi, infatti, non sono necessariamente dei nutrienti dannosi, permettono l'assorbimento delle vitamine liposolubili, apportano gli acidi grassi essenziali e migliorano l'appetibilità dell'alimento, aumentandone anche la digeribilità.

Queste esigenze sono soddisfatte scegliendo un mangime che apporti tra il 7 ed il 15% di grassi sulla sostanza secca. Per quanto riguarda il fabbisogno di proteine, esistono teorie controverse; molti suggeriscono di ridurre drasticamente il contenuto proteico della dieta, in modo da non affaticare i reni, altri, al contrario, sostengono che sia necessario somministrare una maggiore quantità di proteine, per sopperire ai deficit metabolici dell'organismo, garantire il tono muscolare e stimolare il sistema immunitario.

Io ritengo che piuttosto aumentare la quantità di proteine, è meglio migliorarne la qualità, preferendo quelle più digeribili e ricche di aminoacidi essenziali, somministrando un alimento che contenga dal 15 al 23% di proteine di alta qualità.

Invece, per garantire un'idonea motilità intestinale nell'animale anziano, che spesso soffre di costipazione, occorre controllare l'apporto di fibra, che non deve mai costituire meno del 2% del mangime. L'invecchiamento può provocare una diminuzione delle capacità filtranti dei reni, quindi, per evitare che i reni si affatichino troppo, è bene diminuire la quantità di proteine, fosforo e sodio presenti nel pasto.

Le articolazioni del cane sono ricoperte da un tessuto cartilagineo che ha la funzione di facilitare i movimenti riducendo l'attrito; con il tempo questo tessuto perde elasticità e si deteriora, ne consegue una riduzione della mobilità articolare unita a processi infiammatori anche dolorosi; affinché l'organismo possa ricostituire le parti della cartilagine danneggiate, è necessario arricchire la dieta con integratori che contengano sostanze chiamate glicosaminglicani, con aggiunta di sostanze antiossidanti, quali vitamina E, B carotene e luteina.

Tra le vitamine, è importante aumentare l'apporto di quelle del gruppo B, B1, B6 e B12 in particolare, poiché con l'avanzare dell'età l'organismo ne elimina maggiori quantità. Con la vecchiaia, la pelle perde di elasticità e il mantello diventa meno folto e lucente.

Per garantire un'ottimale salute della cute e del pelo è preferibile aumentare l'apporto dello zinco e della vitamina A.

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