L'aggressività nel gatto

aggressività_nel_gattoL'aggressività nel gatto Fenomeno biologico complesso e diffuso, motivi e soluzioni aggressività costituisce un fenomeno biologico complesso e molto diffuso; la sua complessità aumenta se si considerano i suoi diversi aspetti e le relazioni che esistono tra aggressività e genetica, ambiente e alimentazione.

L'aggressività del gatto nei confronti degli esseri umani, seppur rara, è un'eventualità che può consumarsi anche all'interno delle pareti domestiche.

Nella maggior parte dei casi, le persone oggetto di aggressione pensano che il loro adorato gatto, straviziato, stracoccolato, iperamato fino a un attimo prima, sia improvvisamente impazzito.

In realtà, l'aggressività rientra in una serie di moduli comportamentali assolutamente "normali" nell'ambito di questa specie; tutte le specie animali la usano per difendere e per offendere, persino gli esseri umani. Posto allora che l'aggressività è una vera e propria strategia che tutti gli animali usano per risolvere determinate situazioni, è logico concludere che anche i gatti attacchino gli umani con cui vivono nel momento in cui ritengano di dover mettere in atto delle vere e proprie strategie adattative e la pazzia, pur essendo una giustificazione più facile a cui aggrapparsi da un punto di vista umano, di per sé non c'entra nulla.

I motivi che potrebbero spingere un gatto ad attaccare un essere umano sono molteplici. Molto spesso, soprattutto per un gatto che vive costantemente in casa, a contatto con i proprietari, l'aggressività ha origine difensive; il gatto codifica all'interno del suo ambiente una sorgente di pericolo o di minaccia, come un rumore improvviso mai sentito, oppure una persona che si muove in maniera inconsulta o che emette versi strani.

Altre volte, alla base di un comportamento aggressivo può esserci un malessere fisico: un gatto con un dolore articolare che, durante una visita venga manipolato esattamente nel punto in cui il dolore si fa più intenso, potrebbe sentire la necessità di difendersi contro chi, secondo lui, in quel momento glielo sta provocando.

Altre volte può essere la frustrazione a rendere un gatto aggressivo, come l'impossibilità di mettere in atto dei comportamenti istintivi, alla base del benessere del micio, (es. cacciare un gatto estraneo che sta attraversando il giardino, trovare la porta chiusa pur volendo uscire, ecc.) potrebbero indurlo a scaricare la tensione aggredendo un individuo con cui egli convive, animale o umano che sia.

Nei carnivori, in generale, anche la fame aumenta l'aggressività, nel cervello è stato individuato il centro dell'aggressività che ha stretti collegamenti con il centro della fame. E' interessante sapere che una fame specifica da carenza di carne e di proteine di tipo animale, incrementa l'aggressività e dopo l'ingestione di carne o di un altro alimento similare, compare una riduzione dell'aggressività e una certa calma.

Nella carne è presente il triptofano, un aminoacido che quando giunge al cervello serve per la produzione di serotonina, una proteina tranquillante naturale; nella carne e negli alimenti di origine animale sono contenute anche sostanziose quantità di amide nicotinica che, diversamente dall'acido nocotinico, ha un forte effetto tranquillante.

Carne, latte e alcuni vegetali sono la fonte di composti ad attività calmante o tranquillante e quindi anti-aggressiva. E molto importante riuscire a capire che un gatto non aggredisce mai "gratuitamente". Per qualunque gatto sferrare un attacco è un'attività che richiede un enorme dispendio di energie e, nella sua testa, il rischio di compromettere la sua stessa sopravvivenza; quindi, nel momento in cui attacca, ha evidentemente elaborato una situazione per lui non più sostenibile con altre strategie più conservative quali la fuga o l'immobilità.

La prima e più importante cosa da fare qualora un gatto aggredisse o, semplicemente, minacciasse con posture esplicite (es. dorso inarcato, pelo dritto, ringhio sommesso, orecchie all'indietro, sibili) è cercare, muovendosi molto lentamente, di lasciarlo so lo e aspettare che ritrovi: il suo equilibrio. La cosa assolutamente da non fare è quella che gli umani fanno sistematicamente: urlare, sbraitare, gesticolare animatamente, tutte cose che rischiano di spaventare, innervosire o eccitare di più il gatto.

In ogni caso, se avete bisogno di essere rassicurati, non esitate a chiedere il parere di un veterinario esperto del comportamento, che vi saprà senz'altro indirizzare al meglio non solo per quanto riguarda l'interpretazione di quanto successo ma che saprà anche darvi tutta una serie di suggerimenti su come evitare il ripetersi di spiacevoli eventi dello stesso tipo.

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