Filariosi, tempo di prevenzione

filariosiFilariosi, tempo di prevenzione Siamo nel periodo dove si rischia maggiormente di contrarre la malattia.

Con l'avvicinarsi della stagione calda ricompaiono le zanzare, responsabili della diffusione di un parassita chiamato Dirofilaria Immitis che provoca la filariosi cardiopolmonare, una malattia molto grave che può anche portare alla morte.

Il periodo durante il quale gli animali rischiano maggiormente di contrarre la malattia, nelle nostre zone, è quello che va da maggio a novembre, periodo in cui sono attive le zanzare.

Con la puntura della zanzara vengono inoculate nel cane le forme immature del parassita, chiamate larve, che accrescono nei tessuti e dopo sei mesi si riversano nel sangue, raggiungendo la loro sede definitiva, che è la parte destra del cuore.

La pericolosità di questa malattia è dovuta principalmente ai danni che i parassiti adulti provocano a livello cardiaco, cioè la dilatazione della parte destra del cuore e l'occlusione dell'arteria polmonare; il sintomo che possiamo riscontrare con maggior frequenza nel cane è il facile affaticamento e l'intolleranza all'esercizio fisico.

Il gatto si è dimostrato resistente alla malattia e raramente si ammala, ma se questo accade, il decorso è solitamente acuto e si può avere anche morte improvvisa. E' possibile la trasmissione dalla madre al cucciolo, attraverso la placenta, delle forme immature del parassita, però non potranno mai trasformarsi in adulti perché hanno bisogno di completare il loro ciclo vitale nel corpo della zanzara.

La diagnosi della filariosi può essere facilmente eseguita attraverso un prelievo di sangue con due modalità diverse; la prima, detta esame a fresco, ha lo scopo di verificare attraverso il microscopio, la presenza del le forme immature del parassita chiamate microfilarie, però questa metodologia, non permette di avere una diagnosi certa, in quanto non sempre sono presenti nel sangue, anche se l'animale è infetto.

Il metodo che permette una diagnosi certa consiste nell'utilizzo di un test molto rapido che in circa dieci minuti rileva anche l'intensità della filaria; si possono fare anche una radiografia o un'ecografia, per l'eventuale riscontro delle lesioni cardiache causate dalle filarie adulte.

Tipici segni che si possono osservare in radiografia, sono l'allargamento delle arterie polmonari e della parte destra del cuore, il tessuto che circonda le arterie polmonari può risultare infiammato.

L'esame ecocardiografico può essere utile per valutare l'ingrossamento delle camere cardiache e per osservare le macrofilarie nel ventricolo destro e nelle arterie polmonari.

Per quanto riguarda la terapia, esiste una cura efficace che tuttavia presenta degli effetti collaterali non trascurabili, per questo motivo, viste le problematiche non indifferenti, l'arma migliore che abbiamo a disposizione è la prevenzione.

Esistono in commercio farmaci efficaci contro le forme immature del parassita e impediscono che queste si trasformino in adulti; esistono in diversi formati, compresse o tavolette masticabili appetibili, da somministrare ogni mese, oppure sono disponibili iniezioni, sicure ed efficaci, che vengono inoculate per via sottocutanea dal veterinario una volta l'anno.

Esistono anche altri principi attivi efficaci reperibili in commercio sotto forma di pipette, che si applicano una volta al mese tra le scapole; questi prodotti si trovano in confezioni diverse, suddivisi per fasce di peso con differenti dosaggi di farmaco.

I prodotti medicinali usati per la prevenzione appartengono alla famiglia dei lattoni macrociclici e tra questi abbiamo: ivermectina, milbemicina ossima, selamectina e moxiclectina.

La malattia interessa prevalentemente il cane, ma può colpire anche canidi selvatici come volpe e coyote, il furetto, fetidi domestici e selvatici.

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