Esche e bocconi avvelenati

Esche e bocconi avvelenati Norme sul divieto di utilizzo e detenzione contro una triste realtà. In vigore un'ordinanza del febbraio 2012 a seguito dei casi di avvelenamenti e uccisioni di animali domestici e selvatici.

Il pericolo di incappare in bocconi avvelenati durante una passeggiata con il nostro cane è purtroppo una triste realtà, un diritto è saperli riconoscere e un dovere segnalarli a chi di competenza.

esche_bocconiE' in vigore un'Ordinanza del febbraio 2012, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n° 58 del 9 marzo 2012 sulle norme del divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati.

Considerato il verificarsi di avvelenamenti e uccisioni di animali domestici e selvatici a causa di esche o bocconi avvelenati, accidentalmente o intenzionalmente disseminati nell'ambiente e considerato che la presenza di veleni o sostanze tossiche rappresenta un serio rischio per la popolazione umana, in particolare per i bambini, a causa della contaminazione ambientale e tenendo conto che la presenza di sostanze tossiche abbandonate nell'ambiente è causa di danni al patrimonio faunistico, comprese le specie in via d'estinzione e all'ambiente, l'Ordinanza ha reso possibile un maggior controllo del fenomeno con significativa riduzione dell'incidenza degli episodi di avvelenamento e con individuazione dei responsabili che sono stati perseguiti ai sensi delle norme penali vigenti.

L'articolo 1 prevede che ai fini della tutela della salute pubblica, della salvaguardia e dell'incolumità' delle persone, degli animali e dell'ambiente è vietato a chiunque utilizzare in modo improprio, preparare, miscelare, abbandonare esche e bocconi avvelenati o contenenti sostanze tossiche o nocive, compresi vetri, plastiche e metalli o materiale esplodente; è vietata, inoltre, la detenzione, l'utilizzo e l'abbandono di qualsiasi alimento preparato in maniera tale da poter causare intossicazioni o lesioni al soggetto che lo ingerisce.

Il proprietario o il responsabile dell'animale deceduto a causa di esche o bocconi avvelenati deve segnalare l'episodio alle autorità competenti tramite il medico veterinario che emette la diagnosi di sospetto avvelenamento. L'Ordinanza prevede inoltre che le operazioni di derattizzazione e disinfestazione, eseguite da imprese specializzate, debbano essere fatte con modalità tali da non nuocere in alcun modo alle persone e alle altre specie animali non bersaglio ed essere pubblicizzate dalle stesse ditte tramite avvisi esposti nelle zone interessate con almeno cinque giorni lavorativi d'anticipo; gli avvisi devono contenere l'indicazione di pericolo per la presenza del veleno, gli elementi identificativi del responsabile del trattamento, la durata del trattamento e l'indicazione delle sostanze utilizzate.

Il medico veterinario che, sulla base di una sintomatologia conclamata, emette diagnosi di sospetto avvelenamento di un esemplare di specie animale domestica o selvatica, ne da' immediata comunicazione al Sindaco e al Servizio Veterinario dell'Azienda Sanitaria Locale territorialmente competente e invia all'Istituto Zooprofilattico Sperimentale di competenza per territorio eventuali campioni e in caso di decesso dell'animale anche la carcassa, al fine dell'identificazione del veleno o della sostanza che ha provocato l'avvelenamento, accompagnati da referto anamnestico utile a indirizzare la ricerca analitica.

L'invio di carcasse di animali deceduti per avvelenamento e campioni biologici da essi prelevati, nonché di esche o bocconi sospetti di avvelenamento avviene per il tramite delle Aziende Sanitarie Locali competenti per territorio o delle imprese convenzionate.

Gli Istituti Zooprofilattici Sperimentali sottopongono a necroscopia l'animale ed eseguono gli opportuni accertamenti e analisi di laboratorio sui campioni pervenuti o prelevati in sede necroscopica.

Questi Istituti eseguono la necroscopia entro quarantotto ore e le analisi entro trenta giorni dall'arrivo del campione, comunicandone gli esiti al medico veterinario che ha segnalato l'evento, al Servizio Veterinario dell'Azienda Sanitaria Locale territorialmente competente, al Sindaco e, in caso di accertato avvelenamento, all'Autorita' giudiziaria.

Photo Gallery