Emergenza avvelenamento

bassottoEmergenza avvelenamento Cosa fare quando si verifica questo fenomeno abbastanza frequente.

Gli avvelenamenti nel cane e nel gatto sono, purtroppo, un fenomeno abbastanza frequente, per cui diventa estremamente importante saperli riconoscere e affrontare il più precocemente possibile.

Gli animali domestici sono esposti ad un discreto rischio di intossicazione, sia che essi vivano in ambiente urbano o rurale; le sostanze potenzialmente nocive sono innumerevoli e possono determinare un'intossicazione attraverso l'ingestione, il contatto o l'inalazione.

Raramente il proprietario assiste al contatto tra l'animale e la sostanza tossica, quindi, spesso vengono apportate delle cure adeguate solo quando compaiono i primi sintomi dell'intossicazione, e cioè quando il veleno ha già provocato delle lesioni all'organismo.

I segni clinici dell'avvelenamento possono essere vaghi e comuni a molte altre patologie, possono insorgere anche ore o giorni dopo l'esposizione alla sostanza tossica.

Per questo motivo risulta importantissimo fornire al Veterinario tutte le informazioni possibili che riguardano la storia sia recente che remota del nostro animale, compreso l'eventuale vomito, la sostanza tossica sospetta e le etichette della confezione.

Fondamentale stabilire la dose della tossina responsabile dell'avvelenamento, perché da questa dipendono la gravità del quadro clinico e la sequenza di priorità nell'affrontare un'emergenza tossicologica; prima di tutto è necessario assicurarsi che le funzioni vitali dell'animale siano integre, poi si provvederà ad eliminare il veleno, a somministrare eventuali antidoti e fornire le cure di supporto.

Tra le prime cose da valutare è che le vie aeree siano libere e che la respirazione sia efficiente; spesso capita che vomito o altro materiale ostacolino il passaggio dell'aria e vanno, per questo, immediatamente rimossi, per consentire all'animale di respirare correttamente.

A volte è necessaria la somministrazione di ossigeno per far fronte alle emergenze tossicologiche.
Altra valutazione riguarda la funzionalità del sistema cardiocircolatorio, si provvederà a prelievi di sangue per gli esami di laboratorio e si inizierà una fluidoterapia; alcune sostanze tossiche possono dare disturbi della coagulazione del sangue o distruzione dei globuli rossi, in questi casi può essere necessaria una trasfusione.

Molto importante la valutazione del sistema nervoso, poiché può verificarsi un'eccitazione centrale che si manifesta con iperattività, tremori o crisi convulsive; al contrario si può manifestare una depressione che può aggravarsi fino al corna.

Fondamentale è la regolazione della temperatura corporea, bisogna controllare l'ipertermia e l'ipotermia farmacologicamente e con mezzi fisici. Il primo passo è di rimuovere la sostanza tossica il più presto possibile, pulire fisicamente l'animale con acqua e sapone e nel qual caso la sostanza sia stata ingerita indurre il vomito o fare una lavanda gastrica, per ridurre l'assorbimento specie se fatta entro 2-3 ore dall'ingestione; per contrastare la diffusione può essere utile la somministrazione di adsorbenti come il carbone attivato. Invece la somministrazione di un antidoto dovrebbe essere fatta il prima possibile, ma solo dopo che il paziente è stato stabilizzato e che una diagnosi presunti, va di intossicazione è stata formulata e che la fonte di avvelenamento è stata eliminata.

Una volta risolta l'emergenza ed eliminata la fonte di intossicazione, diventa fondamentale la terapia di supporto, che deve assicurare che le più importanti funzioni dell'organismo siano conservate.

Una volta che l'animale ritorna nel suo ambiente, deve essere tenuto lontano da possibili fonti di intossicazione; le sostanze che più frequentemente sono responsabili di avvelenamento sono: prodotti chimici e per la pulizia della casa, farmaci, topicidi, liquidi antigelo, insetticidi, pesticidi e piante, alcune molto diffuse nelle nostre case.

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