Come vedono cani e gatti

Come_vedono_cani_e_gattiIl cane e il gatto sono animali che possiamo definire crepuscolari, sono cacciatori attivi all'alba e al tramonto, i loro occhi sono fatti per vedere bene nella semioscurità e per seguire le prede in movimento.

Il gatto ha occhi posti frontalmente, che permettono di valutare la profondità, mentre il cane ha occhi posti in genere più lateralmente, con innumerevoli variazioni nelle tante razze, perché la sua caccia è per inseguimento e deve dunque tenere d'occhio contemporaneamente la preda e lo spazio che ha davanti, nonché i propri compagni di battuta.

Il gatto ha pupille verticali come quelle dei serpenti e del coccodrillo perché il suo occhio, sensibilissimo alla luce, possa proteggersi maggiormente durante il giorno; il cane ha pupille circolari, simili alle nostre, perché svolge la sua attività prevalentemente durante il giorno e al crepuscolo.

Cane e gatto hanno delle cellule nella retina, chiamate bastoncelli, che permettono un'ampia visione notturna ma non a colori e cellule, dette coni, che garantiscono una buona visione diurna a colori. Per quanto riguarda i coni, il cane vede molto bene il viola e il blu, mentre vede verde, giallo, arancio e rosso come gradazioni diverse di uno stesso colore: il giallo. Il gatto vede molto bene viola, blu, verde e come il cane percepisce come gradazioni di uno stesso colore il giallo, l'arancio e il rosso.

I gatti hanno un campo visivo di 200 gradi rispetto ai nostri 180 gradi; la visione periferica per l'essere umano è di 20 gradi su ogni lato mentre la visione periferica per i gatti è di 30 gradi per ogni lato.
I gatti possono vedere da sei a otto volte meglio in penombra degli esseri umani anche grazie alla forma ellittica della loro pupilla e alla grandezza della cornea; in passato si pensava che i gatti avessero una visone dicromatica (come i cani e gli esseri umani affetti da una particolare forma di daltonismo, la protanopia, che non permette di vedere il colore rosso e il verde), e che vedessero essenzialmente la gamma dei blu-viola e giallo-verde, mentre oggi nuove ricerche stanno dimostrando la loro possibilità di vedere una terza gamma di colori, appunto quella dei verdi.

Benché sia generalmente considerata una disabilità, in alcune situazioni il daltonismo può rivelarsi vantaggioso; un cacciatore daltonico, ad esempio, può riuscire a distinguere meglio una preda mimetizzata su uno sfondo caotico e proprio per questo è disegnato l'apparato visivo dei nostri gatti.

La retina del nostro occhio ha molti più coni di quella dei gatti , soprattutto nella zona della fovea: questo ci permette di vedere un sacco di colori vivaci e di avere risoluzione dettagliata. Cani e gatti hanno molti più bastoncelli, che aumentano la loro capacità di vedere in penombra e durante la notte, non hanno fovea, ma una `zona centralis', che ha più bastoncelli di coni.

Questo permette loro di registrare movimenti molto veloci ed è molto utile quando si tratta di piccoli animali che cambiano direzione molto velocemente durante un inseguimento. Queste differenze permettono ai felini anche di avere un'ottima visione notturna, a scapito di una visione a colori meno vivaci e ad una risoluzione di meno dettagliata.

Noi abbiamo la capacità di vedere gli oggetti in movimento a velocità 10 volte più lente dei gatti, vale a dire che siamo in grado di vedere le cose che si muovono lentamente e che per un gatto invece sono statiche.

Il gatto ha, quindi, una visione binoculare ampia perché cacciando con il metodo dell'agguato e arrampicandosi sugli alberi deve calcolare il salto al millimetro, riesce ad individuare un oggetto che si muove anche a 900 metri di distanza in condizioni di scarsa luminosità.

Altri animali, come ad esempio i rapaci, hanno un punto centrale dell'occhio che funziona come un teleo biettivo e ingrandisce particolari di ciò che vede; la funzione d'ingrandimento è assicurata da una particolare area della retina, chiamata fovea, dove le cellule della visione sono molto concentrate.

Se nell'uomo vi sono circa 200 mila coni per millimetro quadrato, nella fovea dell'aquila ve ne sono 1 milione e questo fa sì che l'immagine percepita dall'occhio del rapace abbia una parte centrale ingrandita di 2,5 volte e ad altissima definizione.

Diversi animali, inoltre, hanno occhi sensibili alla luce ultravioletta: è il caso delle api, che così vengono attratte dai fiori in cui alcune strutture si vedono solo agli ultravioletti; altri animali sono invece sensibili agli infrarossi, per esempio i serpenti, che vedono le prede a sangue caldo grazie a recettori termici posti sotto gli occhi e che il cervello associa alla visione oculare.

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