Bocconi avvelenati, triste realtà

bocconi avvelenatiBocconi avvelenati, triste realtà La prevenzione può rivelarsi un prezioso salvavita per cani e gatti Una buona parte dei casi d'intossicazione nel cane e nel gatto è dovuta ai cosiddetti bocconi avvelenati, come avvenuto recentemente anche nella nostra provincia.

Questo avviene per due motivi principali: primo, le sostanze tossiche più comunemente usate per uccidere gli animali odorano poco o sono addirittura inodori e insapori, per questo esse possono essere facilmente camuffate o amalgamate con cibi appetibili e gustosi per i nostri amici, come i salumi o pezzi di carne di vario genere e tipo.

Secondo motivo: i cani e i gatti sono molto esposti al rischio avvelenamento per la loro natura vorace e al contempo curiosa. I cani, soprattutto se lasciati liberi di girovagare dove preferiscono, sono dei veloci assaggiatori e non perdono occasione di sperimentare odori e sapori nuovi, a maggior ragione se si tratta di bocconi dall'aspetto e dall'odore invitante. Nemmeno il gatto si salva, da questo punto di vista, considerata anche la sua natura maggiormente indipendente e le assenze da casa che si concede spesso e volentieri.

La prima cosa che dobbiamo fare per combattere il rischio avvelenamenti è cercare di prevenire. Ad esempio, se in casa nostra abbiamo un cucciolo, abituiamolo a mangiare solo dopo aver ricevuto l'ordine, anche se la ciotola si trova di fronte a lui e il nostro amico ha tanta, tanta fame, questa misura, che può apparire eccessiva e anche un po' crudele, in realtà può rivelarsi un prezioso salvavita.

Se il nostro quattrozampe invece è già adulto, la situazione si fa più complessa, molti cani imparano il comando di mangiare anche da grandicelli, ma è pur sempre possibile che non riesca a trattenersi di fronte alla tentazione di un gustoso pezzo di prosciutto abbandonato in una siepe o in un prato.

In quel caso la museruola si rivela l'unica ancora di salvezza. I gatti sono più difficili da gestire, la loro natura fa sì che rispondano solo a comandi semplici e soprattutto subordinati a un qualche vantaggio che credono di ricevere in cambio. Per questo l'ideale è cercare di fare in modo che escano il meno possibile, e sempre dopo un lauto pasto che sia stato di loro gradimento, una volta a pancia piena i mici sono molto più schizzinosi nei confronti delle cose che trovano per strada.

Le sostanze tossiche che insidiano i nostri amici sono molte, di conseguenza gli avvelenamenti non sono tutti uguali, alcuni composti hanno un effetto locale, col loro potere caustico o irritante, cioè, fanno danno presso la sede d'introduzione (bocca, naso, a volte anche gli occhi); in quel caso si notano ulcere, arrossamenti, starnuti continui, ipersalivazione, tosse, sintomi di soffocamento.

Altre sostanze, forse le più pericolose, invece, entrano nell'organismo del tutto indisturbate attraverso l'ingestione e lì esercitano il loro potenziale tossico, lo spettro d'azione è vasto e va da sintomi neurologici (tremori, convulsioni, perdita di coscienza), sintomi generalizzati e quasi sempre letali ed emorragici.

La stricnina è uno dei veleni più tristemente noti, le convulsioni devastanti che provoca sono in grado di uccidere in pochi minuti, si manifesta con rigidità muscolare, convulsioni improvvise, sensibilità enormemente aumentata rispetto agli stimoli esterni, tetania dei muscoli respiratori e morte per asfissia.

Diserbanti, insetticidi e pesticidi, sono responsabili di tremori, crisi epilettiche, perdita di coscienza. I topicidi causano un deficit generale della coagulazione, nel giro di pochi giorni portano ad emorragie generalizzate quasi sempre con esiti letali, sono i veleni più lenti ed anche i più subdoli.

E poi ancora, veleni tossici che agiscono sul tratto gastro-intestinale, con dolore addominale, vomito e diarrea con sangue.

In caso di avvelenamento la prima cosa da fare è non perdere la calma e portare subito l'animale da un medico veterinario, un intervento tempestivo potrebbe salvare il nostro quattrozampe.

Photo Gallery