Aggressività e castrazione

cane_aggressivoQuando nel cane, soprattutto nel maschio, questo impulso diventa eccessivo a causa degli ormoni sessuali, eliminare la fonte principale (i testicoli per il maschio e le ovaie per la femmina) dà una consistente garanzia di successo.

Il proprietario di un cane aggressivo si sente spesso consigliare dal suo Veterinario di fiducia la castrazione come rimedio a questo problema caratteriale. L'intervento può effettivamente rivelarsi risolutivo, ma non sempre si raggiunge la totale scomparsa del problema.

Quando l'aggressività eccessiva dipende infatti dagli ormoni sessuali, caso più frequente in soggetti di sesso maschile, eliminare la loro fonte principale (i testicoli per il maschio e le ovaie per la femmina) dà una consistente garanzia di successo.

Oltretutto, rispetto al passato, l'intervento di castrazione è ormai considerato di routine, privo di rischi particolari quando il soggetto da operare è in buona salute.

E' sempre opportuno, e lo consiglio sempre, farlo precedere da un esame del sangue per verificare la normalità dei principali parametri ematici, in modo da eliminare il rischio operatorio in senso stretto prendendo le opportune precauzioni nel caso l'esame stesso evidenzi invece qualche alterazione dei valori.

Ovviamente, nel caso di soggetti da riproduzione la decisione è più difficile,ma è sempre il caso di valutare seriamente l'opportunità dell'intervento non tanto in base alla frequenza o all'intensità degli episodi di aggressività, quanto pensando alle possibili conseguenze anche di uno solo di questi episodi nei confronti di persone o animali aggrediti.

Esistono molti casi di aggressività eccessiva che poco hanno a che fare con gli ormoni sessuali e che quindi non verrebbero risolti da un semplice intervento chirurgico, che comunque potrebbe essere utile a migliorare almeno in parte la situazione. L'aggressività può essere un elemento del carattere e con questo termine s'intende la capacità dell'animale, innata o acquisita, di reagire aggredendo di fronte a una minaccia o a un atteggiamento che esso recepisce come un pericolo.

Non necessariamente, perciò, essa costituisce un problema, ma lo diventa nel caso sia diretta al bersaglio sbagliato, se si manifesta in modo esagerato o nelle situazioni in cui non è richiesta. I tipi più comuni di aggressività sono quelli legati alla dominanza sociale, più manifesta in certe razze e soprattutto nei maschi; al dolore che può rendere mordace anche i soggetti più docili; alla paura, tipica dei cani che hanno avuto scarsa possibilità di socializzazione sia con gli altri cani e sia con l'uomo; alla predatorietà, che spinge ad aggredire animali considerati prede, gatti e uccelli che siano.

Una psiche labile derivata magari da una selezione non corretta da parte dell'allevatore, o patologie come quelle genetiche, che comportano uno sviluppo non corretto dell'apparato muscolo-scheletrico e quindi la convivenza del soggetto col dolore più o meno costante e perciò con la paura di esso, sono difficilmente risolvibili.

E' opportuno valutare anche la possibilità offerta dai centri di addestramento, soprattutto quando i corsi sono organizzati prevedendo la frequenza insieme al proprietario. La terapia comportamentale passa anche attraverso la somministrazione di farmaci a effetto tranquillizzante e concorre alla risoluzione del problema.

Addestramento e terapia comportamentale sono particolarmente indicate quando il problema deriva da una socializzazione incompleta, o da errori nell'educazione fatti spesso anche in buona fede, o per superare traumi di tipo psicologico. Esistono cani che litigano con altri cani, ma solo con quelli di un certo colore, o sono terrorizzati dagli uomini ma sono molto socievoli con le donne, cose che indicano evidentemente una precisa esperienza negativa non superata.

Anche qui può essere opportuno affiancare una terapia farmacologica in senso stretto o in alternativa ricorrere a terapie naturali. Data l'estrema variabilità delle cause di aggressività, la prima cosa da fare per affrontare il problema è cercare di capire con un'attenta osservazione da dove origina, in modo da identificare gli strumenti più adatti al singolo caso, con la castrazione come prima scelta nella maggioranza dei casi.

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