Le tartarughe d'acqua dolce

tartarughe_di_acquaLe tartarughe d'acqua dolce Tutto quello che c'è da sapere per un acquisto consapevole.
Le tartarughine d'acqua dolce sono i rettili più diffusi nei negozi di animali, di solito vengono acquistate con una vaschetta di plastica e un piccolo barattolo di gamberetti secchi, spesso convinti che tutto ciò di cui avranno bisogno è un cambio periodico dell'acqua.

La realtà è completamente diversa e solo conoscendo bene le esigenze e la biologia di questi rettili è possibile fare un acquisto consapevole, in modo da assicurare a questi piccoli animali tutto ciò di cui hanno bisogno per vivere bene.

Prima di tutto bisogna sapere che le piccole tartarughe che vengono acquistate sono neonati, in molti credono che 3-4 centimetri sia la loro taglia definitiva ma, in realtà, raggiungono dimensioni che vanno dai 25 ai 40 centimetri, in relazione alla sottospecie e al sesso, con una crescita abbastanza rapida.

E' quindi evidente che la vaschetta di plastica con la palmetta al centro, già inadatta all'acquisto come prima sistemazione, diventa in poco tempo insufficiente a contenere l'animale; la soluzione ideale è quindi quella di poter allestire una vasca adeguata ma solo finché la tartaruga non raggiunge i 10 centimetri di lunghezza, dopodiché qualunque vasca è troppo piccola e il rettile va trasferito in un laghetto esterno, cosa che non sempre è possibile.

Per allevare correttamente le tartarughe d'acqua dolce serve una vasca dotata di una zona emersa, che viene chiamata acqua terrario, la profondità dell'acqua deve essere superiore a quella della lunghezza del rettile, in modo che possa nuotare comodamente.

Per facilitare l'accesso alla zona emersa deve esserci una rampa di risalita, l'acqua deve avere una temperatura di 22-25°C, mantenuta tramite un riscaldatore dotato di termostato. Sul fondo è preferibile non mettere ghiaia o sassi, che complicano la pulizia e rischiano di essere ingoiati dal rettile, ma lasciare eventualmente dei pezzi di cortecce e qualche pianta acquatica per fornire nascondigli di cui la tartaruga ha bisogno per sentirsi al sicuro. Sono utilizzati dei filtri per mantenere pulita l'acqua, poiché l'igiene è fondamentale per prevenire problemi di salute.

L'alimentazione basata solo sui gamberetti essiccati può causare la morte delle tartarughine entro il primo anno di vita; questo alimento è infatti privo di vitamina A, la cui carenza causa cecità e danni agli organi interni, infatti, dopo qualche mese di soli gamberetti, il piccolo rettile chiude gli occhi, resta inerme e muore lentamente.

Una dieta salutare deve essere variata e completa, come i mangimi in palline o stick, che comprendono tutto il necessario. Durante la crescita, ad un certo punto, bisogna integrare con vegetali, come zucchine e carote grattugiate, insalate e radicchio a striscioline, pezzetti di frutta; con la crescita passano da una dieta carnivora a una prevalentemente vegetariana.

Schematizzando, ecco una tabella per una corretta alimentazione: carne macinata cruda e gamberetti secchi, 2 volte la settimana; pesce crudo, tra cui alici, merluzzo e carpa, 3 volte la settimana; ogni tanto frutta fresca, verdura e un reintegratore di vitamine.

Le tartarughe d'acqua dolce, se ben tenute, possono superare i trent'anni di vita: prendersene cura è un impegno a lungo termine; quindi, come tutti gli animali, merita rispetto e considerazione, se non è possibile offrirgli un ambiente adatto per tutta la durata della sua vita è meglio rinunciare all'acquisto.

Le tartarughe d'acqua non soffrono la solitudine, non hanno bisogno della compagnia dei loro simili e, se anche da piccole tendono ad aggregarsi per istinto di difesa, da adulte possono mordersi a vicenda e farsi del male.

Pensare che disfarsi di una tartaruga d'acqua, divenuta ingombrante o troppo impegnativa, sia sufficiente liberarla da qualche parte, non solo è un gesto irresponsabile e crudele ma anche illegale e punibile per legge; rappresenta anche un danno all'ambiente perché questi rettili competono con la fauna locale e rappresentano un grave pericolo per gli anfibi e per la tartaruga palustre europea.

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