Un draghetto in casa: il Pogona

pogona o drago barbutoFacile d'allevare se il terrario ricrea le condizioni ambientali d'origine.

Il Pogona (Pogonavitticeps), detto anche drago barbuto, è un sauro originario delle regioni aride e semidesertiche dell'Australia centrale. Se si vuole adottare uno di questi animali, il primo requisito per una corretta gestione è lo spazio: è indispensabile allestire.

un terrario più ampio possibile, almeno 150x60x60 centimetri. Prima di acquistare una Pogona bisogna raccogliere informazioni su questo animale: il drago barbuto è un sauro facile d'allevare, però, come tutti gli animali esotici, ha bisogno di un terrario che ricrei le condizioni ambientali del luogo di origine, poi mangia soprattutto insetti vivi (in particolar modo grilli e blatte), che sono abbastanza costosi e non sempre reperibili.

All'acquisto l'animale dovrà avere coda e dita integri, gli occhi devono essere aperti, puliti e attenti, le narici devono essere pulite da scoli nasali trasparenti, il margine della bocca deve essere pulito, integro e ben combaciante, non si devono intravedere i denti; la pelle deve essere priva di abrasioni, cicatrici e ferite, e attenti a piccoli puntini rossastri o neri, l'animale potrebbe essere infestato da acari.

Bisognerà valutare lo stato di magrezza dell'animale, se le ossa del bacino sono sporgenti, vuol dire che l'animale è mal nutrito, se poi la cloaca è incrostata di feci, sporca o infiammata allora l'animale può essere infestato da parassiti interni. Infine, dovrete osservare l'appetito dell'animale, un animale che dimostra un notevole interessamento verso il cibo è molto probabilmente un animale sano.

Il materiale migliore per il fondo del terrario sono i fogli di carta da giornale, economici e facili da rimpiazzare; altri materiali come sabbia, ghiaino o segatura potrebbero essere ingoiati, causando gravi problemi di costipazione intestinale.

I maschi sono molto territoriali e non vanno mai alloggiati insieme a causa della loro aggressività, inoltre, non si devono porre i giovani insieme a soggetti adulti, perché rischierebbero di essere divorati; se lo spazio è sufficiente, un maschio può convivere con due o tre femmine, per i principianti è però consigliabile iniziare con un solo soggetto.

La temperatura del terrario non deve essere uniforme: ponendo la lampada riscaldante da un lato si deve creare un gradiente, la temperatura ottimale durante il giorno è di 30° C. con la zona calda che raggiunge i 45° C.; durante la notte la temperatura non dovrebbe mai scendere sotto i 18° C.

I Pogona sono deserticoli e quindi richiedono bassi livelli di umidità: 30-40% di giorno e 50-65% di notte; nel terrario ci deve essere un buon ricambio d'aria, assicurato da griglie di ventilazione poste una in basso e una in alto su due pareti opposte.

I piccoli di Pogona sono insettivori ma crescendo iniziano a consumare quote sempre maggiori di vegetali, fino a diventare onnivori una volta adulti. A partire dai due mesi di età si deve quindi iniziare a offrire verdure in modo che imparino a nitrirsene, gli adulti devono consumare per il 50% insetti e per il 50% verdure; una dieta esclusivamente o prevalentemente insettivora ne abbrevia l'aspettativa di vita, al contrario i vegetali possono essere lasciati sempre a disposizione.

Come insetti si possono utilizzare grilli, camole del miele, tarme della farina, kaimani. I vegetali devono essere più possibile variati: radicchio, insalate, indivia, rucola, scarola, catalogna, carote e zucchine grattugiate, tarassaco, peperoni e vari tipi di frutta. Il tutto viene servito in piccoli pezzi, integrato con calcio carbonato e, quando serve, un integratore minerale - vitaminico.

Fra le patologie più frequenti, la costipazione intestinale e il prolasso della cloaca, la disecdisi (l'incapacità dell'animale di compiere correttamente la muta), gastroenterite e diarrea, distocia nelle femmine gravide, parassiti esterni e interni, e infine la MOM, la Malattia ossea metabolica, causata da errata alimentazione e da carenza di raggi ultravioletti di tipo B e di calcio.

I sintomi sono tremori muscolari, fratture spontanee delle articolazioni, paralisi e inarcamento della mandibola inferiore con conseguenza difficoltà a nutrirsi. La malattia si rivela tramite analisi del sangue e radiografie.

Sono animali molto tranquilli ma se attaccati, come difesa di solito ricorrono alla fuga; se non possono fuggire, partono all'attacco: si sollevano sulle quattro zampe, gonfiano il corpo e la barba in modo da sembrare più grandi, aprono la bocca e cercano di mordere l'aggressore.

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