La tartaruga mediterranea

tartaruga_mediterraneaLa tartaruga mediterranea Tra i rettili più comunemente allevati nei giardini delle case Le tartarughe terrestri mediterranee sono fra i rettili più comunemente allevati, per questo è molto facile incontrarle nei giardini delle case italiane.

Per allevare in modo adeguato questi affascinanti animali è necessario disporre di uno spazio erboso ampio e soleggiato (di solito vengono tenuti nel giardino di casa).

Queste tartarughe sono del tutto inadatte alla vita in terrario: esse sono molto attive e non possono restare relegate in uno spazio ristretto, hanno bisogno del sole, dell’aria aperta e di pascolare liberamente l’erba che cresce spontanea.

Le tartarughe sono animali solitari, non hanno bisogno di compagnia e non soffrono se passano la vita senza vedere mai un loro simile. Al contrario, avere più tartarughe può creare dei problemi, soprattutto se si possiedono più maschi adulti; infatti, i maschi tendono a corteggiare le femmine in modo insistente, mordendo loro le zampe e speronandole con la corazza, in particolare nel caso di Testudo Hermanni.

Il corretto rapporto tra maschi e femmine è di un maschio ogni 5-6 femmine, in caso di un numero inferiore di femmine, è opportuno tenere separati i due sessi, almeno per la maggior parte dell’anno. Dopo l’accoppiamento, che avviene in primavera, la femmina continua ad essere fertile tutto l’anno e non ha più bisogno del compagno per riprodursi.

La corazza molto robusta e convessa nella sua parte superiore costituisce la caratteristica fondamentale che accomuna tutte le tartarughe e le distingue dagli altri gruppi di rettili; si divide in due parti: una dorsale, chiamata scudo o carapace, e una ventrale, chiamata piastrone.

La Testudo Hermanni è l’unica testuggine mediterranea terrestre allevata in Italia, può raggiungere una lunghezza di circa 30 centimetri, il carapace è di colore giallo-bruno, con tipici disegni geometrici di colore nero. Una corretta alimentazione, ricca di fibra e calcio, è importantissima per garantire salute e longevità alle tartarughe.
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Le tartarughe del genere Testudo sono tutte erbivore e si nutrono di piante che crescono spontaneamente, se possibile, non si dovrebbe dare loro alcun alimento; meglio sarebbe lasciarle pascolare liberamente su un terreno incolto. In caso di necessità si possono somministrare verdure a foglia (radicchio, cicorie, coste) o ancora meglio erba, trifoglio, tarassaco raccolti in un campo in cui siamo sicuri non siano state applicate sostanze tossiche.

Tuttavia, si possono nutrire di larve d’insetti, vermi di terra, chiocciole, ma anche di carogne e feci; sono molto ghiotte di frutta matura, pomodori, banane senza buccia e perfino pane duro; accettano anche carne finemente tagliuzzata e riso bollito. Le tartarughe terrestri sono animali che bevono molto, è quindi necessario lasciare sempre in giardino un sottovaso colmo d’acqua.

Tutti gli altri alimenti sono da bandire completamente: pasta, cibo per cani e gatti, carne, prosciutto e simili possono essere graditi ma molto dannosi, e causare intenerimento e crescita deforme della corazza, insufficienza renale, gotta e malattie del fegato. Il giardino in cui vivono le tartarughe spesso è un ambiente pieno di pericoli: conoscerli e prevenirli è indispensabile per evitare situazioni spiacevoli.

Tra gli incidenti più comuni e più gravi vi sono gli schiacciamenti dovuti alle automobili e le aggressioni da parte dei cani (solitamente di casa); da predazione da parte di uccelli (corvi, gazze, gabbiani, aironi, ecc.), topi e ratti.

Per impedire questi problemi il modo più efficace consiste nel recintare la zona destinata alle tartarughe, tenendo conto che la rete o il muretto devono affondare nel terreno per parecchi centimetri: le tartarughe, infatti, sono abilissime nello scavare e possono infilarsi sotto la recinzione e allontanarsi con una velocità considerevole.

Altri pericoli sono rappresentati da falciatrici e tagliaerba: prima di metterli in funzione occorre raccogliere e mettere al sicuro tutte le tartarughe.La maggior parte delle malattie che affliggono le tartarughe in cattività, sono causate da deficienze ambientali (temperatura sbagliata, acqua sporca, scarsa luce solare, ecc.) o nutritive (dieta poco varia, carenze vitaminiche e di calcio ecc.).

Le più comuni forme patologiche riguardano: alterazioni della corazza (rammollimento, marciume del carapace, necrosi della corazza, perdita di squame, lesioni, piaghe e fratture); patologie oculari (congiuntivite e infiammazione della ghiandola di Harder); parassitosi (miasi, zecche, micosi, amebiasi e verminosi); patologie gastro-enteriche (stomatite micotica, ostruzioni intestinali, stipsi e diarrea); patologie respiratorie (raffreddamento e polmoniti).

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