Il guardaroba, conservazione degli indumenti

CONSERVAZIONE DEGLI INDUMENTI GUARDAROBA. — Una buona massaia prima di mettere in ordine la biancheria, deve rammendarla e stirarla. E' solo dopo queste due operazioni che ella potrà disporla nell'apposito armadio. Quest'armadio deve essere destinato solo alla biancheria casalinga, non a quella personale, e cioè: lenzuola, federe, tovaglioli, tovaglie, asciugamani, salviette, canovacci, ecc.

Le lenzuola ben piegate e tutte eguali, disposte in pile simmetriche e legate con fettuccia. Le federe piegate tutte per lo stesso verso, tenendo divise quelle liscie da quelle ricamate; i tovaglioli legati per dozzina; le tovaglie ordinate secondo le qualità del tessuto; gli asciugamani di spugna separati da quelli di Fiandra; le salviette numerate e legate, ecc. Ogni cosa abbia il suo posto fisso.

La biancheria di cui ci si serve meno, messa più in alto; più giù le lenzuola e le federe; poi le tovaglie e tovaglioli; in ultimo la biancheria da cucina. Si tenga un elenco o un inventario della biancheria e si verifichi ogni tanto.

ABITI PESANTI. — Si spolverino bene i vestiti prima di riporli a fine della stagione invernale. Per bene spazzolare i vestiti bisogna rivoltarne le tasche per assicurarsi che non contengano nulla, e poi stenderli su una ringhiera preventivamente spolverata.

Gli abiti si battono a seconda della maggiore o minore delicatezza del tessuto, col battipanni foderato, o con un giunco flessibile (facendo attenzione ai bottoni); poi si stendono sopra una tavola e si spazzolano per diritto filo dall'alto in basso, prima al rovescio, poi al diritto.

Si sospendono per qualche ora all'aria badando, se fossero abiti di lana e fossero molto stazzonati, di lasciarli per qualche tempo in cantina e ripassarli poi, a rovescio, col ferro. Infine si disporranno negli armadi, appesi agli arpioni a grucce e ricoperti di un telo bianco. Negli armadi si introdurrà qualche sacchetto di canfora, della polvere di piretro (cacciadiavoli) o dei mazzi di lavanda.

BIANCHERIA. — La biancheria da rammendare si divide in due categorie. La prima è quella che richiede riparazioni minime: ricucire un orlo, riattaccare un bottone, saldare una fettuccia. Se un pezzettino d'orlo si è sfatto non rimandiamone l'aggiustatura alla ventura settimana: il bucato aumenterebbe il danno rendendo più lungo il lavoro. Questi piccoli e brevi lavori devono essere eseguiti prima della stiratura.

La seconda categoria comprende la biancheria che dev'essere rimessa a nuovo: una camicia strappata che bisogna rappezzare, un lenzuolo consumato in mezzo che si deve scucire, tagliare e ridurre più piccolo; una camicia da notte colle maniche logore ai gomiti che si deve rinforzare con una buona rammendatura o ridurre a maniche corte.

Quando invece la biancheria è ridotta in tale stato da richiedere, dopo ogni bucato, varie ore di lavoro per aggiustarla, allora è meglio metterla da parte per trasformarla, più tardi, in altri capi pratici. Da un vecchio lenzuolo usciranno pezze finissime, degli asciugamani da cucina, degli stracci, da una tovaglia colorata uscirà un tap_ petino da tè, qualche borsa per tovaglioli, ecc.

PELLICCERIE ED ABITI DI LANA. — Per ben conservarli nella stagione in cui riposano occorre assolutamente che, prima di riporli nei cassettoni colla consueta distribuzione di naftalina, siano con meticolosa cura ben battuti, spazzolati ed esposti all'aria per molte ore, poiché la conservazione stessa è basata sull'assenza della polvere e delle uova e larve di tarme in essi depositati.

PIUME E SCIALLI. — Dopo essere stati esposti all'aria, si avvolgono in carta di seta e si depongono in una scatola di cartone. Gli scialli esigono molta cura per essere ripiegati, perché debbono conservare sempre le stesse pieghe.

PARAPIOGGIA. — Per la buona conservazione quando è bagnato e non deve più servire, si apre a metà e si dispone col manico in basso per dar modo all'acqua di non accumularsi al perno delle stecche, arrugginendole in breve tempo e rompendone la stoffa per l'eccessiva macerazione.

SCARPE INVERNALI. — Si conserveranno morbide e pulite per tutta la stagione estiva, lavandole e spazzolandole con acqua calda e ungendole con olio di merluzzo.

PER PROFUMARE LA BIANCHERIA. — Si fa un cuscinetto che contenga il seguente miscuglio: foglie di rosa in polvere 500 gr., radice di giglio in polvere 100 gr., essenza di rose 2 gr., essenza di mandorle 1 gr. Queste quantità possono essere diminuite mantenendo però le proporzioni.

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