Lavatura. Pulitura e Stiratura di stoffe, tessuti e pelli

BAVERI E PARAMANI DI VELLUTO. — I baveri ed i paramani si puliscono sfregandoli con una flanella imbevuta in una soluzione di acqua e ammoniaca. La spuma formatasi si elimina subito passandovi sopra la parte non tagliente di una lama di coltello. Si ripete l'operazione sino a completa soddisfazione (3 o 4 volte); l'ultima si fa con acqua pura.

CALZE DI LANA. — Si lasciano a bagno in una soluzione fredda di acqua e sapone all'olio d'oliva; si lasciano asciugare, dopo averle ben distese con le mani per impedire che si restringano. Appena asciutte, si cospargano con naftalina, prima di deporle.

GUANTI. — 1) Collocare i guanti su di un piatto e sfregarli con spazzola dura intinta in un miscuglio di argilla ed allume in polvere finissima. Sbatterli poi e spolverarli con altro miscuglio di crusca e bianco di Spagna, che quindi si toglie sbattendo i guanti.

2) Mettere i guanti in una leggera soluzione di soda con poco sapone raschiato, lasciandoli due ore. Sfregarli poi con una spugna pulita fino a completa pulitura. Indi lavarli con acqua saponata perché quella pura li indurirebbe; infine torcerli con pezzuola e farli asciugare rapidamente.
3) I guanti lucidi, bianchi, giallastri o di altre tinte chiare si sfregano a più riprese con una spugna bagnata prima nel latte scremato e poi intinta nella polvere di sapone all'olio d'oliva. Poi ad asciugare, stirandoli bene prima che siano asciutti.
4) I guanti colorati si lavano con essenza di petrolio. Trattandosi di materie facilmente infiammabili occorre badare di essere lontani dal fuoco. Per ottenere un buon risultato si calzano i guanti e poi si immergono le mani nella essenza di trementina, sfregandole l'una con l'altra sino ad ottenere la pulitura 'completa. Si fanno asciugare in ambiente caldo od all'aria aperta per togliere l'odore sgradevole della trementina.


IMPERMEABILI. — Gli impermeabili, quando sono molto sudici, si possono lavare immergendoli in una soluzione di saponaria alla quale si sarà aggiunta qualche goccia di ammoniaca a freddo. Si sfregano ripetutamente con una spazzola; si risciacquano in molt'acqua e si fanno asciugare stesi all'ombra. La stiratura, ove occorra, deve essere fatta con un ferro appena tiepido e ponendo tra il ferro e l'impermeabile un pezzo di tela o di panno perché la gomma non si sciolga o non si alteri. Le macchie di fango si tolgono dagli impermeabiil passandovi sopra, ripetutamente, una spugna imbevuta d'acqua e aceto; non basta però accontentarsi di sfregarli una volta sola, ma è necessario che l'operazione venga replicata.

MAGLIE DI LANA. — Un sistema per lavare bene le maglie di lana, ottenendo che rimangano bianche e non si restringano, è quello di lavarle in acqua tiepida con sapone all'olio d'oliva e risciacquare in acqua abbondante sempre tiepida, evitando di torcerle troppo. Perché non abbiano a deformarsi è buona norma metterle ad asciugare possibilmente distese e non appese.

NASTRI DI SETA. — I nastri di seta sudici si lavano con etere o con alcool, poi si stendono sopra un pannolino pulito e si asciugano passandovi ripetutamente e da ambo i lati un panno asciutto, nel senso della lunghezza.

SATIN BIANCO. — Si lava in acqua con decozione leggera di saponaria tiepida; si risciacqua poi bene.

SCIARPE E FOULARDS. —Anche le tinte delicate si possono benissimo lavare: i capi si immergono anzitutto in acqua fredda, rapidamente, poi si insaponano con sapone all'olio di oliva, a freddo, si comprimono e strofinano leggermente per qualche minuto, senza torcerli. All'acqua fredda sarà bene aggiungere un po' di alcool. Si risciacquano bene e si comprimono in panno pulito, quasi ad asciugatura completa. Si stirano bene asciutti.

STOFFE E TELE DI COTONE STAMPATO O COLORATO. — Non scolorano assolutamente se immerse prima in acqua appena tiepida in cui sia stato sciolto un pugno di sale da cucina. Potete poi insaponarle e risciacquarle in acqua limpida e fredda, strizzarle e stenderle all'ombra, stirandole poi ancora umide.

TESSUTI DI PANNO. — Si lavano nel seguente modo: si fanno anzitutto bollire in 20 litri d'acqua 250 gr. di saponaria, lasciando che si formi una buona decozione (un'ora di bollitura). Raffreddata che sia, si filtra unendovi poi 15 gr. di ammoniaca.

TULLI E VELI. — Si lavano lasciandoli immersi qualche ora in bagno freddo di sapone all'olio d'oliva. Si estraggono poi e si ripassano diverse volte in soluzione d'acqua e sapone calda a 50 gradi. L'operazione va fatta molto rapidamente. Si risciacquano ben bene, passandoli in acqua azzurrata e dopo averli compressi in tessuto lindo, si fanno asciugare rapidamente.


PELLICCE. — Qualunque genere di pelliccia che si desidera pulire deve essere anzitutto spazzolata e battuta bene. Le pellicce acquistano una buona lucidatura sfregandole con una flanella imbevuta di essenza di petrolio, nel senso del pelo.
Ermellino. - Si pulisce sfregandolo prima con un batuffolo di bambagia inumidita con benzina, poi con bianco di Spagna. Si scuote e si sbatte per eliminare il pulviscolo.
Agnello, Capra, Pecora. - Si puliscono distendendole su un tavolo e sfregandole energicamente con magnesia in polvere e con crusca fine. Si scuotono e si sbattono.
Astrakan. - Si sfrega nel senso del pelo e poi contro pelo con un tampone di stoffa imbevuto di benzina.
Visone, Martora, Petit gris, Lontra. - Si sgrassano con la benzina e si sfregano con sabbia finissima e calda. Si sbattono e si spazzolano accuratamente.
Cincilla. - Deve essere lavato con la benzina, e poi sfregato con talco caldo e secco per eliminare ogni traccia di grasso.

PELLICCE BIANCHE PER BAMBINI (mongolia, coniglio, ecc.). — Mischiare 200 gr. di farina bianca con 200 gr. di albume, mettere al fuoco rimestando e, quando il miscuglio è caldo, versarlo sulla pelliccia stropicciando forte con le mani. Si spazzola la pelliccia a mano a mano che si procede con lo sgrassamento.


STIRATURA. — La biancheria da stirare deve restare sempre avviluppata umida, fino al momento in cui deve essere stirata. La stiratrice cominci dallo stirare sempre gli oggetti lisci, uniti, quando il ferro è più caldo, e passi a quelli minuti e più delicati, quando il ferro lo è meno. Una buona stiratrice sa che si acquista tempo e si lavora bene passando il ferro regolarmente sopra gli oggetti e non troppo ripetutamente.

STIRATURA ABITI DI TELA e LINONE. — L'amido dà alla tela ed al linone una rigidezza che riesce poco simpatica. E' perciò preferibile sostituirgli il borace. Si sciolgono due cucchiai di borace in cinque litri di acqua e, se l'abito che si vuol stirare è bianco, si aggiunge un poco di azzurro. Vi si immergono gli oggetti da stirare, indi si fanno asciugare. Poi si inumidiscono e si lasciano per qualche tempo avvolti in tela bianca bagnata. Umidi si stirano. L'acqua di cottura del riso servirà meglio dell'amido a ridonare un po' di appretto a tessuti leggeri: abiti ed abitini da bambini in organdis, tovaglie fini, tovagliolini, ecc. Per impedire ai ferri da stiro di arrugginirsi quando non vengono adoperati per un certo periodo di tempo il miglior sistema è quello di spalmarli di paraffina.

PER RENDERE NUOVI I VESTITI. — Si inzuppi una spugna od un tampone di tela in un po' d'acqua fredda nella quale si sarà lasciata cadere qualche goccia d'ammoniaca. Spremere bene la spugna in modo che l'acqua non goccioli più e poi passarla, fregando forte, su tutto il vestito, che prima si avrà avuto cura di ben spazzolare. Si lascia asciugare.

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