Altri consigli diversi della nonna..

PER DISTINGUERE IL LATTE PURO O ANNACQUATO. — Immergere nel recipiente per qualche centimetro la punta ben pulita asciutta di un comune ago da ricamo; se sollevandola si formerà alla sua estremità una grossa goccia di latte che stenterà a cadere, esso sarà puro; se invece nulla vi restasse ed anche quel poco sfuggisse subito è segno che il latte è stato allungato.

PER DISTINGUERE LE UOVA FRESCHE DALLE VECCHIE. — Immergere le uova nell'acqua fresca e queste prenderanno nell'acqua una posizione diversa secondo la loro età: un uovo freschissimo rimane in posizione orizzontale sul fondo; quello di 5 o 6 giorni tende a sollevarsi dalla punta e tanto più le uova sollevano la punta tanto meno sono fresche. Se l'uovo è vecchio di un mese rimane ritto sul fondo e se è più vecchio galleggia sull' acqua. Usando invece dell'acqua salata al 15 per cento, l'uovo della giornata va fino in fondo; quello del giorno prima non vi arriva; se ha più di tre o quattro giorni galleggia.

PER DISTINGUERE BENE LE STOFFE. — Sfilacciare un campioncino e bruciarne ad uno ad uno i fili alla fiamma di una candela; quelli che bruciano a stento e dànno cattivo odore lasciando piccoli residui carbonizzati sono di origine animale, lana o seta, quelli che bruciano in fretta senza tracce di odori né di residui sono invece di origine vegetale. Oppure si prendano i fili e si pongano a bollire per dieci minuti in cento grammi di acqua nella quale sia stato aggiunto un grammo di potassa caustica: le fibre di lana si sciolgono e scompaiono mentre quelle vegetali rimangono inalterate.

PER OTTURARE LE BOTTIGLIE DI VINO. — Per facilitare la conservazione dei vini nelle bottiglie, molti usano applicare la ceralacca sopra il turacciolo all'imboccatura della bottiglia allo scopo di impedire ogni contatto con l'aria. Invece è molto più semplice ed economico tenere per un'ora i turaccioli a bagno nella paraffina fusa a 38 gradi e poi, una volta così trattati adoperarli per otturare le bottiglie. In tal modo si ottiene una chiusura perfetta, col vantaggio d'impedire anche che il vino prenda cattivo gusto dal contatto coi turaccioli. La paraffina infatti serve anche da isolante.

PER TOGLIERE I TAPPI DI VETRO. — Scaldare il collo del flacone con acqua bollente oppure riscaldarlo con cordicella avvoltolata due volte su esso e facendola scorrere velocemente con forte attrito. Il calore dilaterà il collo di quel tanto che basta per togliere il tappo.

PER FACILITARE L'USCITA DEL SALE DAI FORI DELLA SALIERA. — Si immettano nella saliera da tavola con fori alcune grosse grane di riso.

PER TAGLIARE TURACCIOLI - o sughero in genere senza scricchiolio o guasti, basta bagnare la lama che devesi adoperare a tale bisogna.

PER TAGLIARE IL CAUCCIU'. — Si taglia facilmente ponendosi coll'istrumento tagliente sotto un filo d'acqua che lo bagni durante questa operazione.

PER RENDERE MORBIDE LE SCARPE. — Per rimediare all'inconveniente del dolore procurato dalle scarpe nuove non ancora conformate al piede si metta la sera, nell'interno delle scarpe, una palla da tennis, spingendola il più possibile in fondo. Sarete molto sorpresi nel constatare al mattino seguente che la notte ha lavorato per voi.

PER TOGLIERE LE AMMACCATURE DEI MOBILI. — Bagnarle con acqua calda e, sovrapponendovi uno strato di sei-sette fogli di assorbente bagnata, passare sopra un ferro da stiro caldo, fino a completo asciugamento della carta. Indi ripetere fino alla scomparsa della ammaccatura.

PER TOGLIERE LA RUGGINE AGLI AGHI DA CUCIRE. — Non bisogna tenere gli aghi in scatole o in agorai di metallo perché si ossidano. Se sono arrugginiti si lasciano immersi in un po' di petrolio e di olio per qualche giorno, poi si strofinano accuratamente con una pezzuola morbida di lana.

PER TOGLIERE L'ODORE AL PETROLIO. — Aggiungete 25 gr. di cloruro di calce per litro di petrolio. Agitate fortemente, poi versate il tutto in un recipiente contenente calce viva. Di nuovo agitate fortemente, poi decantate il petrolio, che sarà inodoro perché il cloruro sarà assorbito dalla calce.

PER ATTACCARE BOTTONI ALLA MAGLIA. — Il filo comune non è adatto perché taglia la lana. Servitevi invece di un filo di lana oppure di seta grossa. Non fate dei nodi, perché un giorno o l'altro scapperebbero di posto dalle maglie. Incominciando, lasciare un piccolo capo di filo libero, che poi si annoderà due o tre volte col capo finale. In tal modo il bottone sarà attaccato con solidità garantita.

PER DIVEZZARE UNA GALLINA CHE VUOL COVARE. — Ritirare la gallina in locale fresco, farle trangugiare al mattino presto una cucchiaiata d'olio di ricino, darle come pasto dell'insalata tritata finemente e rifornirla spesso di acqua freschissima. Si ripeta tale trattamento per tre o quattro giorni ed entro una settimana la voglia di covare sarà passata.

MACCHINA DA CUCIRE. — Per ciò che riguarda il filo, ricordate che esso deve essere di buona qualità. Quello della bobina sia più sottile di quello del rocchetto. Quando il filo forma dei nodi si tenda di più quello del rocchetto e se anche, tirando, i nodi si rifacessero, vuol dire che il filo è troppo grosso per l'ago e bisogna cambiarlo. Quando si vuole facilitare le impunture su stoffe grosse, si insapona a secco la parte da cucire. Oliare frequentemente la macchina, ma mai mettere nell'olio del petrolio.

AGHI CHE TAGLIANO I FILI. — Per evitare l'inconveniente è sufficiente tenere per qualche attimo la cruna su una fiamma.

COME SI RENDE SCORREVOLE UN FERRO DA STIRO. — Riscaldate molto il ferro e passatelo rapidamente su di un pezzo di sapone o di cera e poi sfregatelo fortemente sopra uno straccio pulito e ruvido. Ripetere l'operazione finché avrete ridotto il ferro scorrevole.

PETTORINE E SOTTOPIEDI - ISOLANTI E RISCALDANTI. — Un comune giornale opportunamente piegato e messo sul petto protegge e riscalda quanto la più soffice pettorina di lana. Con qualche foglio del medesimo, ritagliato in misura del sottopiede, si ha un'ottima protezione contro il freddo ai piedi.

IL SAPONE secco è più conveniente di quello fresco: ecco perché bisogna farne provvista all'ingrosso e conservarlo in luogo asciutto.

COLLA FORTE A FREDDO. — Basterà far fondere a bagnomaria 250 grammi di colla di pesce in 250 grammi di acqua per sei ore, poi aggiungere 100 grammi di cloruro di zinco e mettere in flaconi che si terranno ben chiusi. Questa colla è molto resistente.

IL BICARBONATO DI SODA. - negli usi di cucina va sempre messo nell'acqua calda, perché sviluppa anidride carbonica che volatilizzando lascia la soda che serve ad intaccare i legumi.

PROFUMO DI MUGHETTO. — E' relativamente facile conservare il profumo soave ma effimero del mughetto. Fate macerare per alcuni giorni una bella manciata di questi fiori in 150 grammi di alcool e 50 gr. di glicerina. Avrete così un'acqua da toeletta superiore a quella venduta dai profumieri.

MODO DI CONSERVARE A LUNGO I FIORI RECISI. — Perché i fiori recisi, disposti in vasi nelle camere, possano conservare il più a lungo possibile la loro freschezza e il loro profumo, bisogna anzitutto immergere nell'acqua i gambi in vasi piuttosto ampi al fondo, dopo averli liberati dalle fogliuzze e nei quali si sarà posto qualche pezzo di carbone vegetale. L'acqua va cambiata ogni giorno tagliando con le forbici un pezzetto di gambo. Fiori e foglie vanno poi irrorati con goccioline d'acqua, per mezzo di un polverizzatore o di un finissimo innaffiatoio a guisa di rugiada. La notte i fiori vanno tolti dalle camere ed esposti all'aria libera, sul balcone o sulla finestra.

L'ESSICCAZIONE di foglie, radici, fiori di piante medicinali da voler conservare, deve avvenire all'ombra, poiché essiccandole al sole perderebbero col calore anche l'aroma e buona parte delle loro proprietà medicinali.

PRECAUZIONI CONTRO LA CORRENTE ELETTRICA. — Le lampadine elettriche ed in genere qualsiasi contorno metallico di impianti elettrici non vanno assolutamente toccati con mani o piedi a contatto del pavimento bagnato; assicurarsi in tal caso che sia levata la corrente.

PRECAUZIONI CONTRO IL FUOCO. — Spegnete sempre i fiammiferi prima di gettarli, gli incendi provocati da tale trascuratezza sono innumerevoli.

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