Piatti e Vita contadina lombarda

Un tempo, venti / trent'anni fa, c'era un sistema infallibile per scegliere una tavola semplice e onesta: bastava guardare il parcheggio. E se lo vedevi ingombro di camion e tir potevi star sicuro che lì si mangiava bene ed a prezzo conveniente. Oggi con questo criterio c'è il rischio di trovare solo un comodo parcheggio, i mezzi pesanti non sono più ben visti nei centri abitati..

I prodotti della mia zona:

Latticini : Burro Latteria Soresina
Formaggi: Grana padano, Provolone dolce e piccante, Latte Soresina
Insaccati : Salame di puro suino ,  Cotechini e Zamponi
Dolci: Bussolano di Soresina

I Piatti dei nostri nonni..
La polenta  : polenta fritta - polenta pasticciata - polenta grigliata - crostini di polenta
La gallina    : La galina col pié, Brasato di manzo, Spezzatino di vitello

C'è un vecchio proverbio che dice :
Quant en paisàa el mangia na galina, u gh'è malat el paisàan, u la galina.
Traduzione: quando un contadino mangia la gallina o è ammalato il contadino o la gallina.


contadiniLa cucina soresinese come del resto quella lombarda è semplice non ricca ma molto gustosa.
Un tempo i cibi predominanti erano la polenta fatta con farina di granoturco; le minestre di riso, pasta, orzo e altri cereali; le verdure (cavoli, cicoria, lattuga, carote, sedano, patate, zucche, etc.); la frutta e il latte.

Il pane biscotto conservato normalmente in un sacco di tela bianca non mancava mai in una casa, era una riserva alimentare molto importante ( quando eravamo piccoli mi ricordo che una leccornia particolare era il pane biscotto con latte e zucchero e ve l'assicuro contrariamente all'evidenza era buonissimo ).

La carne al contrario compariva molto raramente sulle tavole dei contadini, solo in occasione delle grandi festività Natale e Pasqua o talvolta quando c'era qualcuno ammalato e così era pure per il vino.

contadini 5Generalmente il contadino allevava un maiale
(molto economico da allevare visto che è omnivoro ) che el masadur ( il norcino ), con grande abilità, nella stagione invernale trasformava in un grosso tesoro per la sua famiglia, un tesoro fatto di salami e cotechini che dovevano bastare fino all'inverno successivo.

Molte ricette sono basate sui prodotti del maiale, di questo animale non si mangia solo il prosciutto ( cotto o crudo ), il culattello, la pancetta o la coppa, le nostre massaie hanno saputo valorizzare anche le parti più povere come il lardo, lo strutto etc..
( un tipo di condimento insostituibile per certe pietanze ), con certi accorgirmenti e molti anni d'esperienza anche le parti del maiale apparentemente poco appetibili si sono trasformate in piatti da veri intenditori come ad esempio : lo stinco, il musetto, i ciccioli, la torta di maiale, etc...


contadini 4Altri piatti sono legati ad elementi facili da trovare nel nostro territorio come pesci d'acqua dolce; lumache; funghi; lepri, fagiani e animali da cortile. Con questi ingredienti le massaie seppero creare con molta abilità e dedizione squisite pietanze che si sono tramandate negli anni fino a noi e sono diventati piatti da veri intenditori.

Le modeste e un pò anguste case coloniche nella bella stagione spesso sembravano trovare una naturale espansione sulla corte semplicemente ponendo al lato della porta d'ingresso qualche seggiola ( la screnià) o una vecchia panca, sulle quali le donne e gli anziani intrattenevanovita di relazione con gli altri abitanti della cascina, ricamando o compiendo altri piccoli lavori manuali.

StallaSe l'aia poteva definirsi la piccola "piazza" della cascina, in inverno la stalla, il luogo più caldo, diveniva verosimilmente il "salotto" dei contadini, dove gli uomini fumavano, le donne ricamavano recitando il rosario comunitario, i bambini ascoltavano la storia Sacra, le filastrocche o i piccoli aneddoti di una vita paesana e dove piccole compagnie improvvisate inscenavano brevi commedie scherzose in dialetto.

Erano momenti di vita comunitaria, dove il senso civile e quello religioso si intracciavano e si fondevano toccando livelli altissimi di solidarietà, di reciproco sostegno, di partecipazione agli eventi lieti e a quelli tristi delle singole famiglie.

D'altronde il senso comunitario fu sempre il vero propulsore della vita contadina, quando il lavoro era svolto assieme, sull'aia o nei campi, scandito dal suono della campana che segnalava l'inizio o la fine della giornata, la gioia era comune, ed era festa per il raccolto, per la fine dei faticosi e pressanti lavori estivi, per un matrimonio, per il semplice piacere di " stare assieme".


Lavori sull'aia .. e la sbozzolatura

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Testo e fotografie di : Il Passato che scompare Le cascine e la vecchia economia, Il libro è stato sotenuto dalla famiglia Pini, a ricordo del Cav. Erinio Pini con testi e fotografie di : Cristina Vianini , Andrea Mancastroppa.

Continua : Museo della Civiltà Contadina Cascina II Cambonino Vecchio

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