Risorgimento " I/II Guerra d' Indipendenza ", Spedizione dei Mille

Risorgimento " I Guerra d' Indipendenza "Luigi Gerosa Volontario

I soresinesi seguirono con entusiasmo i moti del Risorgimento.
I patrioti da quando l'Austria mise ancora il suo tallone sul popolo italiano, cominciarono a lavorare in silenzio mantenendo alta la fiamma dell'amor patrio in convegni e abboccamenti clandestini ai quali partecipavano, tra gli altri, molti elementi giovanissimi ansiosi di servire la causa.

Funzionava un comitato di liberazione che occultamente insegnava ai giovani l'uso delle armi, organizzava espatrii clandestini in Piemonte e, nello stesso tempo, cercava di rendere sempre più difficile il compito del presidio austriaco.

Era tutto un lavorio capitanato dai migliori esponenti della nostra cittadina che poi con l'esempio e l'azione avrebbero contribuito anche con un forte nucleo di volontari, sotto le bandiere del re e i vessilli di GARIBALDI, al trionfo della libertà e all'indipendenza della Patria.

Si giunse così alle radiose giornate di Milano.
L'eco della ribellione milanese accese gli spiriti di rinnovate speranze e il giorno 20 marzo 1848 la popolazione soresinese scese nelle strade a manifestare la propria ansia di libertà. Fattasi ardita rimosse gli stemmi del tiranno appiccandovi il fuoco sulla piazza maggiore. Si portò quindi minacciosa davanti alla sede del presidio austriaco per far sloggiare i gendarmi ma questi erano già fuggiti. In una spontanea manifestazione di giubilo Carlo Landriani arringò la folla mentre alle finestre veniva issato il tricolore.

La sfida era gettata e l'affronto suonò molto grave per gli austriaci. I soresinesi se ne resero conto quando il 22 marzo vennero a sapere che era giunto nelle vicinanze un forte contingente di truppe nemiche. Subitamente il borgo si organizzò a difesa: uomini, donne e fanciulli furono presto all' opera. S' ingombrarono con i banchi delle chiese le strade, si ruppe e ammonticchiò l'acciottolato, si provvidero i balconi e i tetti di pietre, si prepaò  olio bollente per una pioggia furiosa. Grossi bastoni, informi ferri, armi d'ogni genere, scuri e mazze : tutto serviva per le strette del caso.

Giuseppe Rizzini Capo della  comunità soresinese Ma il nemico fece sapere che in quei giorni di disfatta ben altro aveva da pensare e che lo si lasciasse in pace durante il suo passaggio obbligato non avendo, almeno per il momento, intenzioni ostili verso la popolazione.

Calmati dopo molti sforzi gli animi ad opera principalmente del capo della Comunità Giuseppe Rizzini, gli austriaci poterono transitare indisturbati il giorno 28 marzo diretti verso Soncino.

Il giorno appresso i soresinesi aprirono il loro animo entusiasta a 4000 soldati piemontesi che precedettero di un giorno la venuta di Re Carlo Alberto.

Breve fu la gioia della riconquistata liberà  perché il 28 luglio, frettolosi, già  passavano da Soresina i carri di polveri e provvigioni dei piemontesi in rotta e diretti verso Pizzighettone e Milano. Ancora una volta ritorna il dominio austriaco sulla Lombardia dopo la sconfitta di Novara.

In questa sfortunata prima campagna del Risorgimento molti sono stati i volontari soresinesi accorsi a combattere che persero eroicamente la vita.


Risorgimento " II Guerra d'Indipendenza

Garibaldi( Fotografia di Giuseppe Garibaldi )
Si riallacciarono intanto i rapporti clandestini con il Piemonte dal ricostituito comitato di liberazione. Nel 1859 una schiera di soresinesi accorse per prendere parte alla lotta di liberazione.

Durante la seconda guerra per l'Indipendenza, dopo le prime vittorie dei piemontesi e dei loro alleati francesi, a Soresina venne istituito un presidio francese che durante la sua permanenza fu oggetto di particolari cortesie.

Dopo la pace di Villafranca il presidio prima di partire volle esprimere in una lettera tutto il suo rimpianto per dover abbandonare Soresina e la sua gente.


La spedizione dei Mille

Francesco Genala
I volontari soresinesi che presero parte alla spedizione dei Mille di Garibaldi sono cinque : Felice Raj, Carlo Guida, Ferdinando Maestroni, Giuseppe Peroni e Antonio Bettoni.

Quello di Soresina è stato il più  alto contributo, in proporzione alla popolazione, dato alla spedizione, dopo quello di Bergamo. Garibaldi se ne ricordà e ben volentieri venne a Soresina nell'aprile 1862 per trattenersi in mezzo a una popolazione cosi  fedele e amante della libertà .

Intrattenne la folla dal balcone di Casa Guida con a fianco i valorosi combattenti Carlo Guida e Luigi Gerosa.

Prima di lasciare Soresina indirizzò alla Comunità  la seguente lettera :
" Riconoscente della manifestazione di simpatia di questo municipio e di questa popolazione io ricorderò per tutta la vita il caldo patriottismo di cui ebbi testimonianza in questa città  eminentemente libera e italiana.

Garibaldi l'anno 1863 da Caprera, in risposta alla nomina a presidente onorario della Società  Operaia di Mutuo Soccorso, cosi ha scritto al presidente avv. Francesco Genala : " Buoni operai, la vostra nomina mi onora. Possa la vostra Associazione prosperare per il bene vostro e della Patria. Addio di cuore.

Vostro Garibaldi " ( autografo conservato dalla Società Operaia di Soresina ).

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