Alessandro Manzoni

Alessandro ManzoniAlessandro Manzoni ha poco più di cinquantacinque anni e gode già di buona fama quando, dopo la pubblicazione definitiva dei Promessi sposi, viene riconosciuto come il più importante scrittore italiano del suo tempo.

Subito dopo l'unità d'Italia, nel 1861, è nominato senatore a vita e, quando muore, nel 1873, riceve l'onore di funerali solenni alla presenza del principe ereditario, il futuro Umberto I. Nel primo anniversario della scomparsa, Giuseppe Verdi gli dedica una Messa da Requiem, eseguita nella chiesa di San Marco e replicata al Teatro alla Scala.

Romanziere, poeta, drammaturgo e saggista, Manzoni è considerato ancora oggi uno dei massimi scrittori italiani, fra i più studiati dai critici e nella scuola.

Nasce il 7 marzo 1785, primogenito di Pietro Manzoni e Giulia Beccaria, figlia di Cesare, l'autore del celebre Dei delitti e delle pene. Il matrimonio però non è felice e dopo sette anni di difficile convivenza, i coniugi si separano: nel 1795 Giulia va a vivere a Parigi e il piccolo Alessandro, nel rispetto della legge del tempo, rimane con il padre. Comincia per lui un difficile peregrinare fra Merate, Lugano e Milano nei collegi dei padri somaschi e barnabiti, che gli impongono un'educazione formale e religiosa.

Quando, a sedici anni, esce dal collegio, le sue idee sono del tutto opposte a quelle ricevute e aderiscono allo spirito razionalista, libertario e anticlericale del giacobinismo francese. Nel 1805 riallaccia i rapporti con la madre, raggiungendola a Parigi.

Enrichetta BlondelL'incontro con la cultura vivace e aperta della capitale francese contribuisce a sprovincializzare il giovane milanese, che entra in contatto con gli ideologi repubblicani e con alcuni rappresentanti del romanticismo letterario, proiettandosi, così, in una dimensione intellettuale più europea.

Durante una vacanza sul lago di Como, Alessandro conosce Enrichetta Blondel, ginevrina di fede calvinista, e la sposa nel 1808 con il rito evangelico: sarà la sua amica più cara e una moglie tenerissima che in venticinque anni di matrimonio gli darà undici figli.

Nei due anni seguenti i Manzoni tornano a Parigi dove, inaspettatamente, Alessandro mostra un ritorno di interesse verso la fede cattolica e le tematiche religiose, preludio alla conversione totale e alla convalida del matrimonio secondo il rito cattolico.

Da questo momento la conversione si intreccia con la produzione letteraria: nel 1812 incomincia a comporre gli Inni sacri, per celebrare i momenti più importanti della liturgia. Ha intenzione di comporne dodici, ma in dieci anni ne scrive soltanto cinque.

conte di CarmagnolaVERSO LA FAMA
Manzoni abbandona i modelli letterari del formalismo neoclassico e si avvicina ai moduli espressivi e alle tematiche del romanticismo, alla ricerca di una letteratura "popolare" e impegnata.

Fra il 1812 e il 1827 vive gli anni più fecondi della sua attività letteraria. Nel 1821 compone due odi civili, Marzo 1821, dedicata ai moti risorgimentali di quell'anno, e II cinque maggio, ispirata dalla morte di Napoleone, che ebbe un successo strepitoso non solo in Italia.

Nello stesso periodo si dedica al teatro con due tragedie composte secondo i canoni stilistici romantici: Il conte di Carmagnola (1820), ambientata nel 1427 durante la guerra fra il ducato di Milano e Venezia, e Adelchi (1822), che narra della lotta tra Franchi e Longobardi nell'VIII secolo.

Il 1821 è soprattutto l'anno in cui incomincia la stesura del grande romanzo, l'opera che lo collocherà nella eletta schiera dei grandi scrittori europei. Nella prima stesura, conclusa nel 1823, il romanzo è intitolato Fermo e Lucia, ma sarà poi conosciuto con il titolo definitivo di Promessi sposi.

Fra il 1824 e il 1827 il Manzoni compie una prima revisione nella quale molti dei fatti narrati vengono completamente modificati. I suoi ideali romantici lo convincono sempre più che la questione della lingua è fondamentale.

ALESSANDRO_MANZONI_4L'ARNO E LA LINGUA
Nel 1827 con due carrozze stipate di persone, parte da Milano per Firenze, dove intende soggiornare per "risciacquare i panni in Arno".

Lo scopo dello scrittore è quello di revisionare I promessi sposi e di riscrivere il romanzo, senza modificare trama e personaggi, nell'autentica e moderna lingua fiorentina usata ormai da secoli da tutti i letterati della penisola.

È alla ricerca di una linguaggio vivo, ricco di sfumature ironiche, spigliato e musicale, animato da un'espressività che si avvicini il più possibile alla parlata corrente delle persone di ceto comune.

Il Manzoni centra l'obiettivo e se la prima edizione dei Promessi sposi si rivolgeva soprattutto ai lettori lombardi, l'edizione a dispense del 184042, realizza l'ambizioso progetto di coinvolgere il vasto pubblico italiano: in appendice a questa edizione il Manzoni aggiunge La storia della colonna infame, attenta ricostruzione della vicenda della peste a Milano. Nel frattempo, dopo la morte della prima moglie, nel 1837 sposa Teresa Borri.

ALESSANDRO_MANZONI_innominato
GLI ULTIMI ANNI
Ormai celebre e amato in tutta Italia, il Manzoni si dedica soprattutto a studi letterari con il saggio Del romanzo e, in genere, dei componimenti misti di storia e di invenzione, pubblica alcune opere filosofico-morali,

Dell'invenzione (1850), Del piacere (1851), Osservazioni sulla morale cattolica (1855), e il saggio storico-politico La rivoluzione francese del 1789 e la rivoluzione italiana del 1859 (1860-72), approfondisce la questione della lingua con il saggio Dell'unità della lingua italiana e dei mezzi di diffonderla (1868).

Aderisce alla politica del Cavour e si pronuncia, malgrado la formazione repubblicana, a favore dell'unificazione del paese da parte della monarchia sabauda. Nel 1860, dopo l'unità d'Italia, riceve la visita del conte Cavour e di re Vittorio Emanuele II; l'anno seguente accoglie a casa sua, con grande commozione, il generale Giuseppe Garibaldi che gli rende omaggio.

Dopo la morte della seconda moglie, nel 1861, il Manzoni vive gli ultimi anni amareggiato da molti lutti.
Si spegne la sera del 22 maggio 1873. Milano gli tributa onoranze solenni: il corteo funebre attraversa la città con grande partecipazione di popolo e la salma viene tumulata nel famedio del Cimitero Monumentale.

Photo Gallery