I diritti del consumatore

Il nostro ordinamento giuridico prevede una serie di norme che tende a tutelare il consumatore dalle eventuali frodi cui può andare incontro, in campo sia commerciale sia industriale. Nonostante ciò, colui che intende far valere i propri diritti in sede giudiziale ancora oggi è costretto a fare i conti per prima cosa con le spese legali, talmente alte da indurre i più a lasciar perdere.

La lunghezza dei procedimenti civili, poi, è così scoraggiante da costringere l'intrepido consumatore che abbia intrapreso un'azione legale a rinunciare spesso alla prosecuzione degli atti e ad accettare le transazioni proposte dall'impresa incriminata.

Come difendersi Una soluzione efficace è data oggi dalle numerose associazioni dei consumatori che da anni operano sul territorio nazionale contro produttori di beni e servizi lesivi degli interessi dei cittadini. Queste non si limitano solo a consigliare e a fornire indicazioni utili a evitare le possibili frodi commerciali. ma si danno anche molto da fare per segnalare il fatto alle autorità competenti e, nei casi più gravi, offrono gratuitamente un'assistenza legale al cittadino che intenda intraprendere un'azione giudiziaria.

Se il cittadino rimane vittima di una frode alimentare (per esempio, acquista cibi avariati) ha il diritto, che peraltro è anche un dovere, di chiedere l'intervento dei vigili sanitari telefonando, o meglio ancora recandosi personalmente con il prodotto 'sospetto', alla USSL di zona.

Un altro organismo preposto alla tutela della salute è il NAS (Nucleo Antisofisticazioni Sanità) che fa parte dell'Arma dei carabinieri ed è presente in ogni capoluogo di regione.
Questo organismo, che ha il compito di reprimere le frodi in campo alimentare e farmaceutico, grazie a uno speciale addestramento e a un'ottima organizzazione, opera con efficacia su tutto il territorio nazionale.


Consigli utili prima di ogni acquisto

• Qualunque cosa acquistiate, mettete da parte la fretta e preoccupatevi di discutere col rivenditore sia per fargli presente le vostre esigenze sia per acquisire tutte le informazioni utili sulle condizioni di vendita.

• Prima di firmare un contratto, leggete attentamente tutte le clausole e, se non vi sono chiare. chiedete chiarimenti a un legale di fiducia. Se comunque, dopo aver firmato il contratto, vi è rimasto ancora qualche dubbio, potete sempre avvalervi della 'facoltà di recesso' (quando è prevista) che consente di risolvere il contratto entro sette giorni dalla data in cui l'avete firmato.

• Se acquistate un elettrodomestico o apparecchi complessi come un videoregistratore, un computer ecc. accertatevi che rechino il marchio IMQ e che il venditore vi fornisca un servizio assistenza anche quando è scaduto il periodo di garanzia.

• Visionate sempre il prodotto, ed eventualmente provatelo, per accertarvi che le caratteristiche vantate dal venditore o dagli annunci pubblicitari siano reali.

• Prima di spedire il certificato di garanzia, leggetelo con estrema cura perché, spesso, scritte in caratteri molto piccoli, contengono clausole che escludono l'obbligo del consumatore di rimborsare i danni eventuali, per esempio, le spese della manodopera impiegata per ridare il buon funzionamento all'oggetto acquistato. Attenzione: la garanzia di buon funzionamento è valida anche se non spedite la cartolina.
L'importante è conservare sempre lo scontrino dal quale risulta la data dell'acquisto e il nome del negozio che vi ha fornito un certo prodotto.


QUANDO IL CONSUMATORE PUÒ 'RIPENSARCI'
Quando è invitato a firmare un pezzo di carta per comprare qualche cosa, il consumatore dovrebbe fare attenzione, innanzitutto, se tra le tante clausole compare l'aggettivo 'irrevocabile', perché ciò significa che dopo la firma egli non ha più diritto a 'ripensamenti'.

Ci sono tuttavia diversi casi in cui il consumatore ha comunque il diritto di 'ripensarci', anche se nel contratto (o nell'ordine, nella commissione ecc.) non è previsto questo diritto e anche se compare la scritta 'irrevocabile'.

Le norme stabiliscono un periodo di tempo preciso entro il quale occorre dare la disdetta, mediante raccomandata R/R, senza che ciò comporti il pagamento di penali o di indennizzi e con il diritto a essere rimborsati di quanto eventualmente già pagato. Ecco alcuni tra i casi in cui ciò è possibile:

• vendite a domicilio. Il 'ripensamento' deve essere comunicato entro 7 giorni dalla firma. Riguarda anche le vendite per strada, durante una gita, una visita in ufficio ecc.;

• vendite per corrispondenza. Il termine è sempre di 7 giorni, ma dal ricevimento della merce, che deve essere rispedita alla ditta;

• vendite televisive. Anche in questo caso è di 7 giorni dal ricevimento della merce;

• titoli mobiliari. Se il consumatore firma un contratto di acquisto di titoli azionari, obbligazionari, fondi di investimento ecc. durante una visita in casa di un agente o rappresentante, ha 5 giorni di tempo per 'ripensarci'. Per la disdetta è sufficiente un telegramma.


I SALDI DI FINE STAGIONE
Si tratta di vendite che "vengono presentate al pubblico come occasioni favorevoli all'acquisto", e di solito lo sono, a patto che vi forniscano alcune garanzie.

• Lo sconto deve essere espresso chiaramente in percentuale e il capo deve comunque riportare il vecchio prezzo di vendita.

• Non devono essere messi in saldo articoli fuori moda o fondi di magazzino.

• I capi devono riportare sempre l'etichetta sulla loro composizione, obbligatoria per legge dal 1983.

• Vi deve sempre essere rilasciato lo scontrino fiscale per eventuali cambi di merci difettose. Anche se in quasi tutti i negozi, nel periodo dei saldi, vi viene detto che la merce scontata non può essere cambiata, sappiate che ciò non è esatto.

Si tratta di una arbitraria e grave violazione di precisi articoli del Codice civile che prevedono la sostituzione degli articoli difettosi senza alcuna distinzione sul fatto che siano in saldo o meno.

Le regole possono cambiare, Informatevi prima di ogni acquisto.

Photo Gallery