Cos' è IL CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO

IL CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO (decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368)

Che cos'è?

E' una particolare forma di rapporto di lavoro nella quale assume rilevanza la durata che può essere definita in modo preciso (es.: dal___ al__) I oppure in via indiretta (es.: sino al rientro del lavoratore assente con diritto alla conservazione del posto).

Il datore di lavoro (con esclusione del datore agricolo nel caso di assunzione di operai agricoli) può assumere dipendenti con questa tipologia contrattuale per
"ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo".

Le ragioni, oggetto della causale d'assunzione, devono essere indicate nel contratto o nella lettera d'assunzione e devono essere oggettivamente verificabili da parte degli organi di vigilanza.

La durata del rapporto di lavoro a tempo determinato non può essere superiore ai tre anni, comprensivi dell'eventuale proroga (eccezion fatta per i cosiddetti contratti di breve durata). Per procedere all'assunzione il datore di lavoro deve aver effettuato la valutazione dei rischi ai sensi del decreto legislativo 626/94 e successive modificazioni.

Il lavoratore assunto a tempo determinato ha diritto a ricevere una formazione sufficiente a svolgere le mansioni oggetto del contratto al fine di prevenire eventuali rischi connessi all'esecuzione del lavoro.

Come funziona

• Il contratto a termine deve risultare da atto scritto (tranne quando la durata del rapporto di lavoro, puramente occasionale, non sia superiore a 12 giorni di calendario), altrimenti si considera a tempo indeterminato; deve essere firmato dal lavoratore per accettazione. Il datore di lavoro è obbligato a consegnarne una copia al lavoratore entro cinque giorni lavorativi dall'assunzione in servizio.
Il contratto può prevedere un periodo di prova proporzionato alla durata del rapporto.

• L'apposizione del termine deve avvenire in un momento anteriore o contestuale al concreto inizio della prestazione lavorativa. La scadenza può essere indicata con una data precisa oppure può essere collegata all'esaurirsi delle condizioni che hanno dato vita al rapporto stesso (per esempio in caso di sostituzione di lavoratrice assente per maternità).

• Il rapporto a tempo determinato della durata iniziale inferiore ai tre anni può essere, con il consenso del lavoratore, prorogato oltre la scadenza prefissata. La proroga è ammessa una sola volta e a condizione che sia richiesta da ragioni oggettive e si riferisca alla stessa attività lavorativa per la quale il contratto è stato stipulato. La proroga può avere una durata superiore al precedente contratto.

La durata complessiva del rapporto di lavoro, comprensiva della proroga, non può in ogni caso superare i tre anni. (esempio: durata iniziale 9 mesi — proroga per ulteriori 12 mesi — durata complessiva del rapporto di lavoro inferiore al triennio)

• Se alla scadenza del termine iniziale o della proroga il rapporto di lavoro continua, il datore di lavoro è tenuto a corrispondere al lavoratore una maggiorazione della retribuzione per ogni giorno di continuazione del rapporto pari al 10% fino al decimo giorno successivo, del 40% per ciascun giorno ulteriore. Tuttavia, se il rapporto di lavoro continua dopo il 20° giorno (nel caso di contratti inferiori ai 6 mesi) o il 30° giorno (nel caso di contratti superiori ai 6 mesi), il contratto si considererà a tempo indeterminato dalla data di scadenza dei predetti termini.

• Se il lavoratore viene riassunto a tempo determinato entro 10 giorni dalla scadenza di un precedente contratto, sempre a tempo determinato, di durata fino a 6 mesi (oppure entro 20 giorni nel caso di durata superiore a 6 mesi), il secondo contratto si considera a tempo indeterminato.

• Se il lavoratore, alla scadenza del primo contratto a termine, viene immediatamente riassunto a tempo determinato, il rapporto di lavoro si considera a tempo indeterminato fin dalla data di stipulazione del primo contratto.


Trattamento del lavoratore assunto a tempo determinato

Al lavoratore assunto con contratto di lavoro a tempo determinato spettano le ferie e la gratifica natalizia o la tredicesima mensilità, il trattamento di fine rapporto e ogni altro trattamento spettante ai lavoratori assunti a tempo indeterminato, inquadrati nello stesso livello d'assunzione, compatibile con la natura del contratto a termine e in proporzione al periodo di lavoro prestato.

Limiti quantitativi e esclusioni da tali limiti

Spetta ai contratti collettivi nazionali di lavoro definire limiti quantitativi all'utilizzo del contratto a termine. In ogni caso è possibile ricorrere all'assunzione con contratto a tempo determinato:

1. nella fase di avvio di nuove attività, secondo modalità definite dai contratti collettivi nazionali;

2. per ragioni di carattere sostitutivo o di stagionalità;

3. per l'intensificazione dell'attività lavorativa in determinati periodi dell'anno;

4. per specifici spettacoli o programmi radiofonici o televisivi;

5. per assumere lavoratori al termine di un periodo di tirocinio o di stage;

6. per continuare il rapporto di lavoro con lavoratori di età superiore a 55 anni (incentivi all'assunzione di lavoratori anziani in possesso dei requisiti di pensionamento);

7. per l'esecuzione di un'opera o un servizio definiti o predeterminati nel tempo aventi carattere straordinario o occasionale;

8. per la stipula di un rapporto di lavoro di durata non superiore a sette mesi, compresa l'eventuale proroga, Io di maggior durata stabilita dalla contrattazione collettiva) non rientranti nelle precedenti categorie (cosiddetti contratti di breve durata) a condizione che, nei sei mesi precedenti, non sia scaduto altro contratto di breve durata avente ad oggetto lo svolgimento di attività identiche.

Assunzione a termine per ragioni sostitutive

Il personale da sostituire può essere assente per ragioni imprevedibili e non programmabili oppure può essere assente con diritto legale alla conservazione del posto.

Diritto di precedenza

I contratti collettivi nazionali di lavoro possono prevedere un diritto di precedenza nella assunzione presso la stessa azienda e con la stessa qualifica. Il lavoratore può esercitarlo rivolgendosi al datore di lavoro entro tre mesi dalla data di cessazione del rapporto. Il diritto di precedenza si estingue comunque entro un anno dalla data di conclusione del rapporto di lavoro.

Divieto di stipulazione del contratto a termine

E' vietato procedere all'assunzione con contratto a termine:

a) per sostituire lavoratori che esercitano il diritto di sciopero;

b) salvo diversa disposizione degli accordi sindacali, presso unità produttive nelle quali si sia proceduto, nei sei mesi precedenti, a licenziamenti collettivi di personale adibito alle stesse mansioni alle quali si riferirebbe il contratto a termine da stipularsi; Eccezioni: presso le predette unità produttive, è comunque possibile assumere lavoratori con contratto a tempo determinato ove lo stesso:
1) sia concluso per sostituire lavoratori assenti;
2) riguardi l'assunzione di lavoratori inseriti in lista di mobilità effettuata ai sensi dell'art.8, comma 2, della legge 223/91 (durata massima 12 mesi);
3) abbia una durata iniziale non superiore a tre mesi, prorogabili.

c) presso unità produttive nelle quali siano operanti sospensioni di lavoro o riduzioni di orario, con diritto al trattamento di integrazione salariale, quando l'assunzione a termine riguardi le stesse mansioni attribuite al personale in CIG;

d) da parte di imprese che non abbiano effettuato la valutazione dei rischi ai sensi dell'art.4 del D.Lgs. 626/94 e successive modificazioni.

Settore del turismo e dei pubblici esercizi

E' ammessa l'assunzione diretta di manodopera per l'esecuzione di speciali servizi di durata non superiore a tre giorni (cosiddetto lavoro a giornata).

Settore aereo portuale

E' consentita l'apposizione di un termine al contratto di lavoro subordinato per l'assunzione di personale di terra e di volo, di assistenza a bordo ai passeggeri e merci, per un periodo massimo di sei mesi, compresi tra aprile e ottobre di ogni anno, e di quattro mesi per periodi diversamente distribuiti.

Contratti dei dirigenti

E' consentita la stipulazione di contratti di lavoro a tempo determinato, purché di durata non superiore a cinque anni, con i dirigenti, i quali possono recedere dal contratto trascorso un triennio e osservate le disposizioni sul recesso dal contratto di cui all'articolo 2118 del codice civile.

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