Museo Francesco Genala

francesco genalaMuseo Francesco Genala

Presso la Biblioteca Comunale
Sono esposte fotografie documentarie dei terremoti, le onorificenze e i doni ricevuti, i mobili residui dell’arredo di lavoro, di Francesco Genala, uno dei protagonisti della storia politica amministrativa dell’Italia Risorgimentale e del Regno unitario.

Collocato nello stabile che ospita la biblioteca comunale, contiene documenti, epistolario, oggetti, dello statista Francesco Genala (Soresina 1843 Roma 1893). Francesco Genala Eletto deputato di Soresina nel 1874 fu confermato per sette legislature.

Dal 1883 al 1887 è Ministro dei lavori pubblici del governo Depretis con incarico di dare soluzione al problema ferroviario. Nei quattro anni del suo ministero si adopera alacremente per affrontare i disagi arrecati alla popolazione da due terremoti.

Nel 1883 quello che distrusse quasi per intero Casamicciola nell'isola d'Ischia, e nel 1887 quello che colpì la Liguria in particolare Diano Marina e Bussana, meritandosi la stima dei cittadini dei luoghi che per gratitudine gli dedicarono vie e Opere Pie. ( foto sotto )

terremotoUn grande sindaco, un capo politico La grandezza di Caldara fu di essere "il sindaco di tutti i milanesi" come sottolineò Turati, e di mostrare profonda conoscenza delle leggi e della macchina comunale.

Fu un ottimo amministratore, ma non fece l'amministratore delegato" dell'azienda Comune di Milano (anche se non fece errori nei bilanci e con un governo ostile seppe trovare le risorse necessarie per la città): andò oltre, dimostrandosi un politico attento, vera guida di una città europea, la seconda capitale d'Italia.

All'inizio del 1919 ricevette Woodrow Wilson a Palazzo Marino e gli dedicò un concerto alla Scala, richiamandosi, con un discorso di notevole levatura, ai 14 punti del Presidente americano, tra i quali l'affermazione della democrazia, il riconoscimento della giustezza della rivendicazione dell'eguaglianza economica e l'autodeterminazione dei popoli: si attirò per questo la riprovazione della maggioranza rivoluzionaria" della sezione socialista milanese (protagonista dell'intervento Filippetti!) che lo deferì alla direzione del partito.

Andò a Berlino a raccogliere i bambini tedeschi bisognosi che dopo la guerra Milano volle ospitare in nome di un internazionalismo concreto. Fu in missione a Fiume per rendersi conto della situazione di quella città dopo l'occupazione dannunziana.

Non rifiutò, come detto sopra, malgrado le perplessità dello stesso Turati, di capeggiare una lista socialista a prevalenza massimalista per le elezioni municipali.

Fu un capo politico accorto e coraggioso insieme, un difensore dei lavoratori che seppe essere uomo delle istituzioni senza tradire i principi socialisti cui si ispirava.

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