La scelta e la cura dei tappeti

SHIRVAN_KILIM_LAMPALYDi dimensioni e colori diversi, a tinta unita o con elementi decorativi, pregiati e non, i tappeti rappresentano sempre un elemento importante nell'arredamento di una abitazione, perché la loro presenza sa sempre rendere 'caldo' anche l'ambiente più freddo. Inoltre essi permettono di isolare un certo spazio di una stanza differenziandolo da quelli circostanti. Qui noi ci occuperemo di quelli orientali, molto belli e tra i più adatti a ogni tipo di arredamento a condizione che gli arredi di casa abbiano una linea sobria ed elegante.

Tappeti orientali e loro origini: come sceglierli
I tappeti orientali sono i più pregiati della categoria, per cui è sempre consigliabile acquistarli in negozi specializzati che forniscano il certificato di autenticità. Se invece vi affidate alle aste, ma non siete degli esperti, prendete le dovute precauzioni per assicurarvi dell'autenticità del pezzo.

Di solito molto costosi, i tappeti orientali, a seconda della provenienza, si distinguono in quattro gruppi principali: quelli dell'Asia Minore e dell'Anatolia; i tappeti della Persia o dell'Iran; i tappeti del Caucaso; quelli dell'Asi; Centrale e del Turkestàn.


• Asia Minore. In questa regione, in cui la popola zione è una mescolanza di elementi di pura razza greca, di curdi, di turcomanni di armeni, di israeliti e di europei, il tappeto è lo specchio fedele dell'incredibile sovrapposizione d razze, di religioni e di civiltà.

I tappeti anatolici ( l'Asia Minore fu chiamata Anatolia ai primi del 1000 d. C. dai Turcomanni che l'assoggettarono), prodotti in lana, lana e seta, o sole seta, furono quelli più diffusi e apprezzati in Europa per la particolare bellezza del disegno, per i colori brillanti e delicati, per i formato piccolo e facile da trasportare e, soprattutto per il tipo 'da preghiera' così diverso da tutti gli altri.

Oggi è possibile trovare ancora esemplari antichi d gusto e valore. La produzione attuale dei tappeti anatolici è invece divenuta un artigianato senza alcun valore intrinseco.

• Persia. In Persia, che in passato è sempre stata maestra di tutte le arti, furono lavorati i tappeti di più squisita esecuzione e di migliore disegno con il caratteristico medaglione centrale (ora lobato, ora festonato, arricchito da pendagli ecc.) e con soggetti che spaziavano dalle scene di caccia, ai 'tappeti giardino', a quelli decorati con versetti del Corano, poesie ecc.
Ancora oggi si producono esemplari finissimi in lana, cotone, lana e seta e, talvolta, in pura seta.

• Caucaso. Eseguiti, completamente in lana, dalle popolazioni nomadi della regione caucasica meridionale, sono tutti caratterizzati da motivi geometrici con disegni stilizzati di animali, fiori o da altri disegni che riproducono l'asprezza dei paesaggi caucasici (strapiombi rocciosi, cime ammantate di ghiaccio ecc.) eseguiti su fondi di unico colore, generalmente rosso o blu. Sono quasi sempre di formato piccolo e piuttosto allungato, e numerosi sono quelli da preghiera.

• Asia Centrale. Anche qui i tappeti sono eseguiti solo in lana e provengono dalla regione del Turkestàn dove vengono lavorati con molta cura e secondo tipi tradizionali che si mantengono invariati. Sono noti anche col termine `Bokhàrà', dal nome del più famoso e principale centro del Turkestàn.

Accanto a esemplari di grandi dimensioni e lavorati con estrema cura, troviamo tappeti piccoli, privi di qualsiasi genialità, grossolani e di colore tetro. In commercio si trovano anche tappeti dell'India e della Cina, molto belli ma di fattura e di tipo moderni.


Cure regolari e manutenzione

• Non stendete i tappeti in luoghi esposti al sole perché, specialmente quelli vecchi, sbiadiscono e perdono la loro luminosità.

• Sistemate i tappeti in luoghi asciutti, perché anche la minima traccia di umidità può danneggiarli.

• Soprattutto se antichi o pregiati, evitate di sistemarli nelle zone della casa più usate e percorse o sotto i mobili (tavoli, sedie, scrivanie ecc.): lo strofinio dei piedi o delle gambe degli arredi distrugge rapidamente il vello e rompe le delicate trame.

• Per la manutenzione quotidiana basta passare una scopa di saggina sia nel verso del pelo sia in senso opposto. Per raccogliere la polvere in profondità, passate l'aspirapolvere (anche sul rovescio) una volta alla settimana.

• I colori di alcuni tappeti si ravvivano se strofinati leggermente con acqua e aceto: prima però accertatevi che non lascino il colore. Per verificarlo è sufficiente mettere su un angolo del tappeto un fazzolettino di carta umido: se dopo un'ora non mostra la benché minima colorazione vuol dire che il tappeto ha colori stabili e che quindi potete procedere.

• Se i vostri tappeti sono pregiati, non tentate comunque di pulirli in casa, ma portateli in lavanderia da dove saranno inviati alle ditte specializzate.

• Se oltre a essere sporchi sono anche danneggiati, vanno assolutamente puliti prima del restauro.


NODO E MATERIALI: ECCO IL SEGRETO DEI TAPPETI ORIENTALI
Sono entrambi importanti perché consentono di riconoscere l'area di produzione del tappeto e di stabilire se si tratta di un esemplare più o meno pregiato. Per quanto riguarda il nodo, non è tanto il tipo che influisce sul valore, quanto la finezza dell'annodatura (una maggiore finezza esige l'impiego di filati di primissima qualità) e la quantità di nodi 'presenti in un decimetro quadrato.

Più noci ci sono, più aumentano i tempi di lavorazione e la quantità di materiale impiegato. Per esempio, un tappeto con più di 2500 nodi per decimetro quadrato è mediamente fine; quello che supera i 5000 nodi è molto fine. I tappeti con più di 10.000 nodi per decimetro quadrato costituiscono esemplari di grande pregio.
Per quanto invece concerne l'impiego dei materiali, quelli utilizzati in tutto l'Oriente sono essenzialmente lana, cotone e seta.

• La lana, la più usata nella tessitura dei tappeti perché dà vita a una superficie compatta e vellutata, è disponibile in abbondanza data la grande diffusione dell'allevamento degli ovini. Ha costo contenuto e si tinge con estrema facilità.

• Il cotone, molto resistente alla trazione, è la fibra ideale per l'ordito. Si tinge però con difficoltà perché assorbe il colore con grande lentezza. La sua diffusione su larga scala risale al XIX secolo, quando il suo trattamento è stato reso meno complesso e meno costoso dai procedimenti industriali.

• La seta, usata sia per il vello sia per la trama e l'ordito, è la fibra più preziosa e viene impiegata solo per esemplari di elevatissima qualità e ricercatezza e di straordinario valore.


BREVE STORIA DEL KILIM Di origine antichissima, tanto che è impossibile stabilire il luogo di provenienza e l'epoca, il Kilim è l'antenato del tappeto vero e proprio.

Sia presso i popoli nomadi sia presso quelli sedentari, i Kilim venivano usati come tende, coperte e tappeti da tavolo. Recentemente comparsi nelle case occidentali, vengono ancora lavorati come un arazzo e quindi tessuti in modo che le due superfici (diritto e rovescio) risultino uguali. L'assenza di nodi, quindi, e quella del vello li differiscono dai tappeti orientali veri e propri.

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