Ospiti a pranzo

Avere ospiti a pranzo è sempre un'occasione di incontro piacevole e distensiva. Ma è anche motivo di preoccupazione e di ansie per la padrona di casa cui spetta l'onere dell'organizzazione e, particolare non trascurabile, della riuscita. Dalla lista degli invitati all'apparecchiatura della tavola, dai posti dei commensali al menu e ai vini, ecco alcuni consigli che presiedono all'ospitalità a tavola e che possono aiutarvi a evitare errori talvolta grossolani.

Gli ospiti : chi e quanti
Per garantirsi la buona riuscita del pranzo, e al contempo un'atmosfera serena e distesa, è consigliabile invitare persone che abbiano interessi comuni e affinità culturali. È anche bene usare cautela quando si immettono personaggi nuovi in una compagnia già collaudata, a meno di non essere certi che ci siano punti d'incontro tra mentalità, abitudini di vita ecc.

Ci sono amici simpatici e 'brillanti', sempre in grado di reggere una conversazione, che sembrano fatti apposta per 'tirare su di tono' un pranzo impegnativo cui partecipano per la prima volta persone che non si conoscono a fondo. Non dimenticateli, quando preparate la lista degli invitati.

Quanto al numero degli ospiti, esso dipende soprattutto dallo spazio disponibile e dagli aiuti (per esempio, presenza di domestici) di cui la padrona di casa può avvalersi. È tuttavia consigliabile non superare il numero di dodici persone (compresi i padroni di casa) per non rischiare dispersioni nella convivialità.

Il rito della tavola
Poiché anche l'occhio vuole la sua parte, una tavola apparecchiata con gusto e semplicità contribuirà a dare tono all'insieme e a creare un'atmosfera gradevole.

• La tovaglia, prima di tutto. Possibilmente di colore bianco, quelle damascate in fiandra, o quelle in lino o in cotone stampato sortiscono davvero un bell'effetto. Ovviamente, se possedete tovaglie di un tempo, in lino e ricamate a mano, tiratele pure fuori dai cassetti: faranno la felicità dei vostri ospiti.

• I piatti saranno preferibilmente in porcellana Vanno disposti al centro dello spazio destinato al commensale e a due dita all'interno del bordo del tavolo.

• Le posate vanno così collocate: il coltello va alla destra del piatto con il taglio della lama rivolto verso l'interno; la forchetta a sinistra con le punte rivolte verso l'alto; il cucchiaio a destra prima del coltello.
Le posate da dessert vanno sistemate in alto sopra il piatto in posizione orizzontale: il coltellino contro il piatto con il taglio della lama rivolto verso l'interno e con l'impugnatura sulla destra; il cucchiaio e la forchetta al disopra del coltello con l'impugnatura verso sinistra. Se è previsto anche il pesce, le posate apposite vanno sistemate così: a destra il coltello speciale, tra il cucchiaio e l'altro coltello, e a sinistra la forchetta speciale prima della forchetta della carne.

• I bicchieri, preferibilmente in cristallo o in vetro trasparenti, vanno disposti sempre alla destra del piatto in ordine decrescente di grandezza: all'interno quello dell'acqua (il più grande), quindi quello o quelli da vino (a seconda che ci sia solo vino rosso e che siano previsti vini rosso e bianco). Il bicchiere da dessert, che verrà usato per ultimo, può stare leggermente spostato rispetto agli altri.

• I tovaglioli, a destra o sinistra, ma di solito vanno a destra, non vanno mai messi sopra o sotto le posate, ma sempre di fianco.

• Sulla tavola troveranno posto anche il portasale, il portapepe, la formaggiera (se prevista dal menu) e l'acqua in caraffa. Evitate accuratamente le lattine.
I vini invece andrebbero collocati su un carrello oppure su un tavolino posti accanto al padrone di casa cui spetta in genere il compito di servirli.


La disposizione dei commensali
In passato soggetta a regole molto rigide, oggi la disposizione degli ospiti a tavola è più libera, ma non per questo affidata completamente al caso. La riuscita di un pranzo infatti dipende anche dall'affiatamento degli invitati e dalla qualità della conversazione.

Perciò è opportuno distribuire in modo sensato i posti, basandosi su criteri di affinità e simpatia. Infatti, siccome il pranzo avrà una certa durata, è importante che gli ospiti si trovino bene tra loro e abbiano qualcosa da dirsi. I coniugi andrebbero `assortiti' e tenuti lontani, i fidanzati vicini e uomini e donne vanno alternati.

I bambini, infine, quando ci sono, vanno sistemati insieme in fondo alla tavola, ma non troppo lontani dai propri genitori che potranno tenerli d'occhio.

Se invece l'incontro per il pranzo ha carattere più formale, è consigliabile seguire il principio di base che vuole gli ospiti di maggior riguardo accanto ai padroni di casa, che siederanno l'uno di fronte all'altro a capotavola. Alla destra della padrona di casa siederà l'ospite d"onore' maschio della serata, alla sinistra verrà sistemato il secondo ospite di riguardo; all'altro capo del tavolo, a destra del padrone di casa si accomoderà l'ospite femmina più importante e a sinistra la seconda signora di riguardo, quindi a seguire in ordine di importanza tutti gli altri, alternati secondo il sesso.


I galatei tradizionali stabiliscono che gli ospiti di maggior riguardo vadano distinti in base a età, censo, cariche pubbliche, posizione sociale.
Oggi però questa distinzione, se seguita alla lettera, rischierebbe talvolta di creare situazioni imbarazzanti e spesso discutibili. Per cui, pur senza trascurare i dettami del galateo, è bene che la padrona di casa decida anticipatamente dove far sedere i suoi ospiti, ricorrendo soprattutto alla sua sensibilità e alle sue `arti' diplomatiche.


Menu e vini
La composizione del menu è l'elemento più importante ed è anche quello che impegna maggiormente la padrona di casa. Innanzitutto è opportuno stabilire il numero di portate, che devono essere almeno tre, combinate in modo armonioso ma che non devono essere sovrabbondanti.

Evitate invece un numero troppo alto di portate che renderebbe il pranzo interminabile, costringendo i commensali a rimanere seduti ore e ore intorno al tavolo.

Sono ammessi antipasti sia caldi sia freddi, ma leggeri. Come primo si possono servire pastasciutte, risotti, timballi o pasticci. Seguirà un piatto di carne e, talvolta, anche di pesce, accompagnati sempre da una o due verdure.

Non sono obbligatori, ma neppure controindicati, i formaggi assortiti da servire prima del dolce e della frutta. Una buona ispirazione per la composizione del menti può venire anche dalle stagioni: per esempio, in primavera si serviranno piatti a base di verdure fresche, di carni tenere e delicate, di frutta appena maturata; in autunno potrebbero essere molto graditi piatti a base di funghi, intingoli, dolci preparati con le castagne ecc.

Anche i vini svolgono il loro ruolo di protagonisti. L'antipasto sarà accompagnato da vino bianco secco e leggero; le pastasciutte o i risotti si accoppiano bene con vino bianco e secco, se sono a base di pesce, o con uno rosso e leggero se preparati con carne e verdure.

Con le carni sono d'obbligo i vini rossi: morbidi, se i secondi sono a base di pollame oppure di vitello; corposi ed eventualmente invecchiati, se le carni sono rosse (per esempio, selvaggina e manzo). Infine, con i dolci si servono vini bianchi dolci o spumanti dolci; con la frutta sono indicati i vini dolci liquorosi.

Photo Gallery