La cura dei mobili antichi

Acquistare un mobile antico non è un'impresa facile, soprattutto se il compratore è completamente digiuno di antiquariato. Innanzitutto bisogna distinguere tra mobili antichi, realizzati in epoche remote, e mobili In stile' (reperibili sul mercato presso i comuni mobilieri a prezzi notevolmente inferiori a quelli degli equivalenti antichi) che sono semplicemente ispirati all'antico essendo prodotti industrialmente. Poi bisogna fare molta attenzione alle imitazioni e ai falsi.

Come riconoscere un pezzo falso da uno autentico
Un indizio molto importante è la grana del legno. Con il passare dei secoli, infatti, i pori del legno (soprattutto del noce e di quelli duri) si restringono sempre di più fino a raggiungere una compattezza marmorea o ossea. Inoltre, il trattamento a cera conferisce ai mobili antichi una brillantezza difficile da ottenere su un legno di normale stagionatura.

Un altro fattore che caratterizza il mobile antico è il progressivo accentuarsi del colore del legno.
Così le varie tonalità di grigio e di bruno nel noce, nel rovere e nel castagno, l'aranciato rosso che affiora nel ciliegio e nel faggio, il paglierino che caratterizza il pioppo e gli altri legni teneri sono tutti elementi che depongono a favore dell'autenticità del mobile antico.

Un'altra importante indicazione può venire dal tipo di chiodi usati che, largamente impiegati anche nei tempi antichi, venivano fatti a mano, uno diverso dall'altro, con la testa grossa e il gambo a sezione quadrata.
Un discorso analogo si può fare per le serrature, i cardini, le bocchette, i paletti, le maniglie e le chiavi, anch'essi prodotti artigianalmente e, come i chiodi, tutti diversi tra loro.

Una buona base culturale,poi, che consente di distinguere i vari stili e le epoche di appartenenza, e la scelta oculata dell'antiquario sono ugualmente fattori indispensabili. Così come indispensabile è diffidare degli intermediari, dei trafficanti senza licenza, delle sedicenti contesse che intendono disfarsi dei beni di famiglia mantenendo l'anonimato.


Per conservarli in buono stato

• Spolverateli regolarmente e di tanto in tanto lucidate la loro superficie con la pelle di daino oppure con un panno di lana asciutti.

• Non usate mai un piumino di piume vere perché queste talvolta si spezzano e possono rigare la superficie.

• Lucidateli solo una o due volte all'anno con una pasta a base di cera vergine o con un prodotto adatto a mobili antichi: entrambi hanno anche potere nutriente per il legno. Usatene poco e strofinate finché avrete ottenuto la lucentezza desiderata: se ne mettete troppo rischiate di avere una superficie unta e difficile da lucidare.

• Le cere per mobili moderni vanno assolutamente evitate perché contengono emulsionanti dannosi.

• Evitate anche lucidanti per mobili al silicone o aerosol: i primi perché danno un lucido di breve durata e non nutrono il legno; i secondi perchè il solvente che contengono a lungo andare conferisce alla superficie un aspetto lattiginoso che va via solamente con l'intervento del restauratore.

• Se i cassetti non scorrono, toglieteli e passate le guide con del talco o con la cera di una candela bianca.

• Aprite sempre i cassetti tirandoli con entrambe le mani e se si inceppano non forzateli.


il tarlo: come combatterlo
Le larve di questo insidioso animaletto, prima di uscire all'esterno attraverso i noti buchetti che appaiono sulle superfici dei mobili antichi, scavano delle lunghe gallerie lungo la fibra molle del legno per un arco di tempo di circa tre anni. Il legno tarlato, oltre a diventare molto brutto, perde consistenza e, col tempo, può addirittura sgretolarsi.

La lotta al tarlo è lunga e difficile e non sempre dà i risultati sperati. Tuttavia vale sempre la pena di fare dei tentativi servendosi dei metodi più diffusi.

• Quello più sicuro e che dà risultati di lunga durata consiste nel trattare il mobile con fumi tossici che, oltre ad avvelenare l'insetto e le larve, impregnano iI legno delle sostanze venefiche impedendo al tarlo di allignarvi in futuro. Questo trattamento però può essere effettuato solo da ditte specializzate perché richiede locali adatti e personale esperto in grado di maneggiare sostanze che sono piuttosto pericolose. Inoltre, essendo molto costoso, è indicato particolarmente per mobili di un certo pregio.

• Gli altri interventi, che possono essere attuati direttamente da voi, consistono nell'avvelenare, con gli antitarli in commercio, lo strato del legno in profondità allo scopo di uccidere le larve. Anche questi, vanno utilizzati comunque con cautela perché contengono sempre sostanze tossiche.


MACCHIE E ALTRI DANNI: COME INTERVENIRE

• Le macchie di acqua si eliminano con un panno imbevuto di acquaragia; quelle di alcol con la trementina.

• Sulle macchie di inchiostro mettete un poco di burro e strofinate a lungo per facilitarne la penetrazione. Applicate poi un poco di cenere molto fine (non di sigaretta o di sigaro), impastatela col dito e, dopo aver strofinato l'impasto ottenuto sulla macchia, asportatelo con una lametta raschiando leggermente per non intaccare la superfice del legno.

• Un incavo sulla superficie di un mobile di legno, causato da un colpo, viene fatto rinvenire passando su un panno bagnato il ferro da stiro caldo.

• Sulle ammaccature delle gambe delle sedie e dei tavoli potete intervenire ponendovi sopra un batuffolo di cotone ben impregnato di acqua molto calda.

• Le incisioni a bassorilievo, nelle quali si accumula facilmente polvere e sporcizia, si puliscono applicando un prodotto pulitore con un pennello a setole rigide.


USARE L'ANTITARLO
• Per prima cosa pulite accuratamente il legno asportando re eventuali tracce di sporco.

• Introducete nei fori il liquido con una normale siringa. In questo modo l'antitarlo penetra in profondità impregnando le fibre più interne del legno.

• Esistono anche spray antitarlo dotati di un sottile tubicino che consente di spruzzare il liquido direttamente nei fori.

• Lucidateli solo una o due volte all'anno con una pasta a base di cera vergine o con un prodotto adatto a mobili antichi: entrambi hanno anche potere nutriente per il legno. Usatene poco e strofinate finché avrete ottenuto la lucentezza desiderata: se ne mettete troppo rischiate di avere una superficie unta e difficile da lucidare.

• Le cere per mobili moderni vanno assolutamente evitate perché contengono emulsionanti dannosi.

• Evitate anche lucidanti per mobili al silicone o aerosol: i primi perché danno un lucido di breve durata e non nutrono il legno; i secondi perchè il solvente che contengono a lungo andare conferisce alla superficie un aspetto lattiginoso che va via solamente con l'intervento del restauratore.

• Se i cassetti non scorrono, toglieteli e passate le guide con del talco o con la cera di una candela bianca.

• Aprite sempre i cassetti tirandoli con entrambe le mani e se si inceppanonon forzateli.

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