Intossicazioni da monossido di carbonio

Quel nemico invisibile Le intossicazioni da monossido di carbonio. L'avvicinarsi della stagione autunnale e invernale implica l'attivazione di sistemi di riscaldamento che, se male utilizzati, creano seri problemi soprattutto alla salute delle persone.

L'ASL di Milano ha sviluppato una campagna di informazione per sensibilizzare la popolazione alla prevenzione e alla sicurezza, attraverso materiale informativo in diverse lingue (italiano, inglese, francese, spagnolo, arabo e cinese) che verrà distribuito presso i punti vendita COOP.

Le intossicazioni da monossido di carbonio (CO) costituiscono ancora un seria minaccia per la salute dei cittadini. Il CO è un gas inodore ed incolore, da qui la sua estrema pericolosità, che si produce durante i processi di combustione e quindi anche da alcuni impianti presenti all'interno delle abitazioni (caldaie, scaldacqua, stufe, camini, ecc.).

Nel 2010 in Lombardia si sono contate oltre 500 persone intossicate con 12 decessi. Nella ASL di Milano da maggio 2005 a dicembre 2010 si sono registrati 147 episodi con 295 persone intossicate e 5 deceduti.


Quali sono i sintomi?
L'intossicazione, che avviene respirando il gas, si manifesta con mal di testa, nausea, debolezza, vertigini, disturbi visivi e, via via che il gas si accumula nel sangue, può causare danni al cuore ed al cervello fino a provocare la morte. Siccome questi sintomi sono molto comuni e possono facilmente essere confusi con quelli di altre malattie, è necessario prestare molta attenzione alla loro comparsa, in particolare se si protraggono da diversi giorni e ne sono interessati anche altri componenti della famiglia che vivono negli stessi locali.


Cosa fare nel caso si sospetti una intossicazione?
In caso di dubbio è bene recarsi dal proprio medico o in pronto soccorso per gli accertamenti necessari. Se è possibile si raccomanda di areare immediatamente e abbondantemente i locali, di spegnere gli apparecchi e di chiamare un tecnico per la verifica degli impianti prima del loro riutilizzo.


Quali sono le cause?
Le cause dell'intossicazione sono da attribuire a impianti di riscaldamento difettosi o, molto frequentemente, all'utilizzo scorretto di sistemi di riscaldamento alternativi come camini, stufe e, a volte, di bracieri o barbecue in ambienti chiusi.


Che cosa fare per evitare il rischio d'intossicazione?
Innanzitutto è necessario utilizzare correttamente gli apparecchi a gas, i camini a legna e le stufe ricordando che questi apparecchi necessitano, per consentire la giusta combustione, di aria proveniente dall'esterno, per mezzo di fori di ventilazione, che non devono mai essere ostruiti.

È anche utile ricordare che gli stessi apparecchi devono sempre scaricare i fumi di combustione all'esterno mediante camini e canne fumarie ben funzionanti. Molte intossicazioni sono dovute proprio alla completa mancanza dello scarico all'esterno dei fumi di combustione.

È inoltre necessario che gli impianti vengano controllati, almeno ogni anno, da personale specializzato e che i controlli interessino anche le canne fumarie e i camini utilizzati per lo smaltimento dei fumi.

Qualsiasi guasto o difetto del funzionamento degli impianti deve essere risolto da personale specializzato senza ricorrere al fai date, anche perché vietato dalla legge. Inoltre bracieri, barbecue e generatori di corrente non devono mai essere utilizzati all'interno di locali chiusi.

Fonte: Consumatori

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