Soufflé di spinaci

Soufflé_di_spinaciSoufflé di spinaci
Tempo di preparazione: 20 minuti.
Tempo di cottura: 25 minuti.

Ingredienti per 4 :

700 grammi di spinaci,
80 grammi di burro,
50 grammi di parmigiano grattugiato,
Tre tuorli d'uovo,
tre albumi montati a neve,
8 filetti d'acciuga dissalati,
Tre cucchiai di pane grattugiato,
Sale.


Preparazione:

Pulite gli spinaci, lavateli a lungo e fateli cuocere a fuoco medio, senza aggiunta d'acqua, in un recipiente incoperchiato.

Strizzateli, tritateli e passateli al setaccio, raccogliendo la purea ottenuta in un tegame.
Unite 50 grammi di burro, un pizzico di sale e fate asciugare il composto su fuoco basso, quindi versatelo in una terrina, unite il parmigiano grattugiato e, uno per volta, i tuorli d'uovo, facendo amalgamare il tutto molto bene.

Incorporate infine gli albumi montati a neve ben ferma, facendo molta attenzione a non smontarli. Imburrate uno stampo da soufflé, cospargetelo di pane grattugiato e formate nel fondo un primo strato di composto di spinaci; livellatene la superficie con la lama di un coltello, distribuitevi sopra quattro mezzi filetti di acciuga e continuate così sino ad esaurimento degli ingredienti, terminando con uno strato di purea di spinaci.

Distribuite sulla superficie del soufflé il burro rimasto a fiocchetti e passate in forno, a calore medio (180 °C), per 25-30 minuti; quindi servite immediatamente nello stesso recipiente di cottura.


Note - Consigli - Varianti :

Si tratta di un soufflé particolarmente saporito per la presenza dei filetti d'acciuga; pertanto si consiglia di condire gli spinaci con pochissimo sale.


Spinaci. È una pianta originaria dell'Asia occidentale e diffusamente coltivata come ortaggio nelle varie parti del mondo. Tra le numerose varietà, che si distinguono in base al periodo della semina (primaverili, autunnali, ecc.) e alle dimensioni e alla forma delle foglie, ricordiamo la riccio d'Asti, la gigante d'inverno, la Nobel e la Viroflay, la più coltivata in Italia.

Oggi è largamente diffusa la conservazione industriale di questo ortaggio, in scatola, disidratato o surgelato: appunto la surgelazione (che fornisce un prodotto, in foglia o già tritato, molto apprezzato dai consumatori) ha favorito anche in Italia l'impostazione industriale di questa coltura.


Acciuga o alice. Pur essendo squisite anche fresche, le acciughe sono prevalentemente destinate alla conservazione: a tal fine dopo aver tolto la testa, il fiele e le interiora, si adagiano in un barilotto in strati intervallati da sale, riempiendo i vuoti con salamoia concentrata; la particolare fermentazione che ne deriva conferisce un caratteristico sapore ed assicura una conservazione prolungata.

Per poter utilizzare le acciughe occorre dissalarle e liberarle delle lische e della pelle rimasta. In casa questa fatica può essere evitata grazie all'industria, che prepara i filetti già conservati sott'olio.

Si ricordi però che con questo sistema la vita batterica, pur essendo resa assai difficile, non viene completamente distrutta: anche se mantenuto in luogo fresco, il prodotto non è perciò di conservazione illimitata.

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