La tinca

Tinca-GobbaLa tinca, conosciuta anche con i nomi di: tenca, tencon, tenda, scuffione, trinca, è un pesce di acqua dolce (ve ne sono di diverse varietà); può essere pescato sia in acque limpide di lago o di fiume, che in acque stagnanti.

Il suo corpo è coperto da una materia viscida e da piccole scaglie aderentissime e difficili da staccare.
A seconda delle varietà cambia il colore della pelle.

Se vi è possibile, acquistate tinche di lago o di fiume perché hanno molto meno pronunciato il gusto di fango.

Non vi sono sistemi sufficientemente validi per stabilire se una tinca è stata pescata in un lago o in un fosso.

L'unica cosa controllabile visivamente sono le branchie: se le vedete ben rosse e pulite vuol dire che la tinca proviene da acque limpide di lago, se sono grigie e fangose, da acque stagnanti.

In ogni caso la tinca ha sempre, tanto o poco, sapore di fango (perché si nutre in prevalenza di quanto trova nel fango) perciò deve essere acquistata viva affinché sia possibile purgarla per togliere questo sapore poco gradito.


Per purgarla fatele ingoiare, mentre è ancora viva, unacucchiaiata o due di aceto.
Quando è morta raschiatela molto bene, più volte, per togliere le squame e quella parte limacciosa che, nelle tinche, è piuttosto abbondante; poi pulitela accuratamente, quindi immergetela in acqua corrente fredda per un'ora.

Se il pensiero di far ingoiare dell'aceto a delle tinche vive non vi sorride uccidetele prima dando loro una botta in testa.

Dopo averle uccise togliete loro gli intestini, poi immergetele per un minuto in acqua calda leggermente salata, scolatele, asciugatele e raschiatele molto bene, lavatele più volte e lasciatele immerse in acqua fredda corrente per circa quindici minuti. Sono così pronte da cucinare come preferite.

Ricordate che le tinche hanno carne grassa, perciò durante la cottura state scarse di olio o burro.

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