Calamaro e todaro

CalamariCalamaro comune e todaro comune
Calamaro e todaro sono conosciuti anche con i nomi di: caamà, totano gentile, totanessa, trufello, lempete, calamaro verace, calamarielli, calamarìcchiu, toutinu. Anche se possono essere cucinati allo stesso modo, non sono però uguali fra loro.

I calamari hanno le pinne unite al sacco circa alla metà di questo e assomigliano, come forma, a un rombo allungato. All'altra estremità sono muniti di tentacoli. Il dorso del calamaro è, quando è freschissimo, di un colore bianco rosato con macchioline bruno-violacee, il ventre invece ha un riflesso luminoso verde-giallo.

Hanno carni pregiate, migliori di quelle dei todari, tenere, saporite, specialmente negli esemplari giovani (i calamaretti sono molto indicati da fare fritti).


I todari o totani hanno carni più dure e si distinguono dai calamari perché la loro pinna, che è a forma di lancia (triangolo), è più corta ed è attaccata al termine del sacco (non al centro come i calamari). Sono di colore violaceo e sono anch'essi muniti di tentacoli.

Più sono piccoli e migliore è la carne. Vi accorgerete se calamari e totani sono stati pescati da diversi giorni perché hanno un colore uniforme, biancastro.

Si puliscono togliendo la "penna", gli occhi, il becco corneo e tutto quanto è all'interno, poi si spellano e si lavano molto bene più volte.

Si cucinano fritti gli esemplari più piccoli (calamaretti e piccoli totani); in umido, con o senza ripieno, gli esemplari più grossi.


Fate attenzione perché è facile che qualche pescivendolo disonesto cerchi di vendere totani invece di calamari... il prezzo si intende sarà quello dei calamari.

Escluso gennaio e maggio tutti i mesi sono indicati per questi molluschi.

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