Pastina in brodo

Reale_per_minestrePastina in brodo. Con questo nome si indicano, soprattutto nel linguaggio familiare, i piccoli formati di pasta alimentare da cuocere nelle minestrine o in brodo. Le pastine vere e proprio sono messe in vendita dai pastifici industriali in numerose varietà (anellini, stelline, ecc.) oggi ridotte rispetto a un tempo a una quindicina di tipi.

Per abitudine, si chiamano «pastine» anche i formati lunghi e sottili, come i capelli d'angelo. Le pastine cuociono rapidamente (dai 2 ai 10 minuti) e aumentano molto di volume, non solo nella pentola, ma anche nel piatto.

Vanno quindi consumate subito. Qualcuno cuoce delle pastine più grosse e compatte delle altre (puntette, semi di melone, risone) uso risotto.

È opportuno tenere in casa un piccolo assortimento di tre o quattro formati, ognuno in un proprio barattolo di ceramica o vetro, in modo da poter variare con una certa frequenza: evitate però di far invecchiare la pasta che, specie in estate, può assumere odore sgradevole. L'industria propone anche pastine in busta, già miscelate con preparato per brodo, verdure essiccate, ecc., in modo da ottenere in pochi minuti una minestrina.

In casa si preparano soprattutto due tipi di pastine: i quadrucci, ottenuti tagliando la sfoglia in forma di tagliatelle da suddividere in pezzettini, o grattugiando un grosso gnocco di pasta all'uovo, lasciata un poco rassodare, sulla grattugia da formaggio. Si hanno così i « grattatini », da cuocersi dopo una breve essiccazione.

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