Pollo e pollame

gallinaPollo e pollame. Se con il termine «pollame» si intendono, genericamente, galline, oche, anatre, tacchini, ecc., con il termine «pollo» vengono non meno genericamente indicati il gallo e la gallina domestici.

Fino agli anni Cinquanta il pollo ha rappresentato un cibo di prestigio, la cui possibilità di consumo era sinonimo di benessere.

Successivamente, lo sviluppo e il perfezionamento degli allevamenti hanno progressivamente assicurato oltre alla quantità anche la qualità del prodotto e hanno fatto del pollo uno degli alimenti oggi più accessibili sul mercato.

Inoltre mentre, una volta, il pollo era venduto intero o spaccato in due, la distribuzione attuale consente di acquistarne le parti singole già pulite e private delle parti di scarto. Fra le carni, il pollo è uno degli alimenti più versatili, poiché si adatta a tutte le preparazioni, dalle insalate alle zuppe, dalle cotolette al bollito.

Anche gli odierni capi di allevamento dunque, se cucinati con cura (per le carni lesse è meglio servirsi di capponi, pollastre o galline), sono eccellenti e offrono una carne che si cuoce rapidamente e senza creare problemi. Sia l'animale intero, sia i pezzi (esclusi i fegatini) si conservano bene in frigorifero, o nel freezer.

Il pollo alla griglia o fritto deve essere consumato subito, mentre quello arrosto sopporta anche d'essere riscaldato: da ciò il successo dei polli allo spiedo, venduti, caldi, da rosticcerie e supermercati, e che in casa si ripassano nel forno.

Anche gli avanzi di pollo cotto, bollito o arrosto, si adattano bene per insalate, ragù o creme. Il brodo di pollo ha seguito l'evoluzione di gusti comune a tutti i consommés: un tempo lo si preferiva grasso e saporito, mentre oggi lo si vuole magro, aromatizzato e, se di solo pollo, serve per risotti, creme e simili; si utilizza per tortellini o minestrine, di solito unito a brodo di carne o insaporito con estratti.

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