Il coniglio domestico

coniglioIl coniglio domestico, che deriva da quello selvatico, è caratterizzato da una notevole prolificità e da un breve ciclo biologico, inoltre in poco tempo raggiunge un buon incremento ponderale.

Viene allevato soprattutto per il valore della carne bianca e secondariamente per la pelliccia. Lo sviluppo corporeo è assai vario: il gigante di Fiandra può raggiungere i nove chili di peso.

Fra le altre razze da carne possiamo citare il gigante blu di Vienna, il gigante di Normandia, il nostrano, il bellier inglese, il papillon francese.

Si tratta infatti di un cibo eccellente, adatto a diverse preparazioni (comprese le cotolette), saporito, molto gradevole purché si abbia l'avvertenza di preparare i pezzi, tenendoli per qualche ora in una marinata a base di aceto, o anche mettendoli per pochi minuti in una casseruola, sul fuoco vivo senza nessuna aggiunta, affinché si liberino dall'acqua che ha leggero sapore selvatico.

In certe regioni, come nell'entroterra ligure, il coniglio fa parte della cucina locale; così pure nelle Marche, da cui ci viene la ricetta del coniglio in porchetta. Di solito il coniglio si compera, in macelleria, già scuoiato.

Generalmente è venduto intero ma, come avviene per i polli, vi è ora la tendenza, specie nei supermercati, a distinguere le diverse parti, differenziando i prezzi: cosce, schiena, parti anteriori.

Si conserva in frigorifero, come le altre carni. Cotto, può essere riscaldato e consumato dopo uno o due giorni. Importante è poter disporre di animali giovani, nei quali l'odore tipico è molto meno avvertibile che negli adulti.

Da qualche anno il considerevole aumento di consumo ha imposto l'importazione anche di conigli congelati.

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