Giappone a tavola

COME CI SI COMPORTA A TAVOLA.

1) Prima di mangiare i commensali ricevono gli oshibori, piccoli asciugamani inumiditi che fungono sia da lavamani che da tovaglioli. Vengono serviti caldi in inverno e freschi d’estate.

2) Itadakimasu: equivale al nostro “buon appettito” .

3) Il padrone di casa, prima dei pasto, serve il sake (vino di riso) ai commensali, ma non deve mai servirsene. Sarà un ospite a provvedere. Non si deve mai bere il sakè con la mano sinistra, perché è considerato un segno di maleducazione.

4)  Kanpai: equivale al nostro “cin cin” .

5) Le porzioni che vengono servite in una “tavola giapponese” sono solitamente molto scarse.
È sconveniente rivelare agli altri commensali che si ha farne, si può ovviare con una serie di bis,
ma è da maleducati riempirsi il piatto.

6) Tutte le portate vengono servite contemporaneamente, in quanto non esiste la divisione occidentale in primi piatti, antipasti ecc. Di solito si inizia il pasto bevendo il brodo e successivamente si mangiano i cibi via via più saporiti, partendo dal riso bianco.

7) Gochisosama: si dice alla fine del pasto e significa “il pasto era delizioso e nutriente” .

8) Bacchette: sono presenti ad ogni pasto e vengono adoperate per quasi tutti i cibi; mon vanno infilate nel riso e non si deve passare il cibo da una bacchetta all’altra (atti che si compiono durante i funerali).

È maleducazione usarle per indicare qualcuno o qualcosa. Per servirsi da un piatto di portata si deve girarle e usarle dalla parte che non si è portato alla bocca. È cattiva educazione conficcare verticalmente le bacchette nella ciotola del riso.Le bacchette giapponesi sono più piccole e sottili di quelle cinesi, sono presenti ad ogni pasto e vengono adoperate per quasi tutti i cibi; quando non si usano bisogna appoggiarle sull’apposito sostegno (hashioki) o adagiarle sulla ciotola più bassa.

Non si prende in modo più assoluto un piatto mentre in mano si hanno le bacchette. Per servirsi da un piatto di portata si devono girare e usare dalla parte che non si è portato alla bocca. Porta sfortuna incrociare le bacchette ed è maleducazione appoggiarle sul tavolo.

9) Bevande: tradizionalmente durante il pasto si beve solo il brodo; bere il tè mentre si mangia è un’usanza di origine cinese. I giapponesi non vuotano mai il bicchiere, ma lo riempiono dopo ogni sorso. Se per caso decidono di non bere più allora lo vuotano e lo capovolgono.

È molto scortese versarsi da bere a tavola; sono i vostri commensali che riempiranno il vostro bicchiere, e voi lo riempirete a loro qualora sia vuoto.

10) Zuppe: si bevono direttamente dalle ciotole in cui sono servite mentre gli ingredienti solidi che ne fanno parte devono essere presi con le bacchette.

11) I noodles (spaghetti giapponesi) devono essere gustati bollenti direttamente dal brodo e quindi risucchiati rapidamente aspirando contemporaneamente aria per raffreddarli. Se mangiati correttamente si emette un forte rumore, così come per bere il rimanente brodo.

Questo “rumore”, sgradevole a noi occidentali, è invece gradito ai giapponesi perché significa che stanno apprezzando il piatto.

12) Ciotola: può essere portata tranquillamente all’altezza del petto.

13) Alla fine del pasto solitamente i giapponesi emettono un enorme sospiro, come di sollievo, che serve a far capire a chi li ha invitati che hanno molto gradito il pasto.

14) È assolutamente disdicevole soffiare il naso a tavola: i giapponesi lo considerano un atto così disgustoso che, se fatto al ristorante, può spingerli a uscire.



Ingredienti e condimenti tipici

-  Azuki: piccoli fagioli rossi cotti con lo zucchero
-  Bonito: una specie di tonno utilizzato per il dashi
-  Gohan: riso bollito servito in una ciotola (alimento base)
-  Daikon: rafano giapponese (è possibile sostituirlo con un rafano non troppo forte); si usa affettato sottilmente
-  Dashi: brodo fatto con alghe, tonno disidratato, funghi secchi e sardine essicate; è possibile  comprare surrogati di brodo istantaneo presso negozi alimentari orientali

-  Fagioli di soia: utilizzati per preparare il tofu
-  Harusame: spaghettini trasparenti usati per il sukiyaki
-  Kakiage: frittura di pezzetti di verdura e pesci
-  Konbu: alga verde scuro usata per il dashi
-  Mirin: salsa dolce fermentata di sake (al suo posto è possibile utilizzare zucchero mescolato a sake)
-  Miso: pasta di soia fermentata
-  Mochigome: riso dolce glutinoso che si usa per preparare pasticcini
-  Noodles: con questo termine anglossassone s’indicano gli spaghetti giapponesi
-  Nori: alga usata per i sushi arrotolati
-  Ocha: tè verde giapponese (diverso da quello cinese)
-  Olio di sesamo: se non si trova quello giapponese, è possibile utilizzare quello cinese
-  Radice di loto: particolarmente decorativo nei piatti a base di verdura
-  Salsa di soia: si usa per cucinare o per intingere i cibi
-  Sansho: le foglie fresche vengono usate come guarnizione delle zuppe
-  Sake: vino di riso (se non si trova, è possibile utilizzare lo cherry secco)
-  Sesamo: i semi possono essere bianchi o neri
-  Shichimi togarashi: misto di spezie a base di pepe e peperoncino
-  Shitake: funghi neri secchi (si possono utilizzare quelli cinesi)
-  Shoyu: salsa di soia
-  Soba: spaghetti marroni di grano saraceno
-  Su: aceto di riso (può essere sostituito da aceto di vino bianco)
-  Surimi: polpa pressata di pesce, si trova per lo più surgelata
-  Teriyaki: salsa di soia aromatizzata con vino e spezie
-  Udon: spaghetti bianchi di farina di frumento
-  Wakame: alga bruna utilizzata nelle zuppe e in insalata
-  Wasabi: cren verde giapponese molto piccante, si utilizza per il sushi e il sashimi
-  Zenzero: deve essere fresco, non in polvere.

Testo di: internetWeb

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