Totani in zimino

Ricetta_totani_in_ziminoTotani in zimino
Tempo di preparazione: mezz'ora.
Tempo di cottura: due ore e mezzo.

Ingredienti per 4 :

Mezzo chilo di totani,
Un chilo di spinaci,
Una cipolla tritata,
Una costola di sedano tritata,
250 grammi di pomodori pelati in scatola, spezzettati,
Mezzo bicchiere di vino bianco secco,
Uno spicchio d'aglio,
Due cucchiai di prezzemolo tritato,
Un pizzico di peperoncino,
Un quarto di litro di olio,
Sale,
Pepe

Preparazione:

Pulite i totani; eliminate occhi, bocca e sacchetto dell'inchiostro, lavateli sotto l'acqua corrente, quindi tagliate i tentacoli a pezzetti e il resto a striscette.

Pulite e lavate gli spinaci; fateli lessare in una casseruola con la sola acqua che resta sulle foglie e un pizzico di sale. Appena cotti passateli sotto l'acqua fredda, poi strizzateli e tagliuzzateli.

Mettete in un tegame metà olio e fatevi rosolare la cipolla e il sedano tritati; unite i totani, salate leggermente e quando saranno appena coloriti versate nel tegame anche il vino: fatelo parzialmente evaporare, quindi aggiungete i pomodori spezzettati.

Mescolate, incoperchiate e lasciate cuocere molto lentamente, a fuoco moderato, fino a cottura completa del pesce (potranno essere necessarie anche due ore).

Fate intanto rosolare in una padella, con l'olio rimasto, il peperoncino e lo spicchio d'aglio, che toglierete appena sarà dorato.

Aggiungete gli spinaci e lasciateli rosolare per cinque minuti, quindi uniteli ai totani; regolate il sale e lasciate cuocere ancora per 15 minuti, cospargendo la preparazione, appena prima di servire, col prezzemolo tritato.


Note - Consigli - Varianti :

Potete presentare questo piatto accompagnandolo con patate lesse o riso in bianco. Potete anche sostituire il peperoncino con un cucchiaino di curry; avvicinerete questo piatto a quelli della cucina indiana che utilizza spesso spinaci insieme al curry.


Seppie, totani e calamari sono molluschi che troviamo di frequente sulle nostre tavole, ma che spesso, per caratteristiche simili tra loro, non riusciamo a distinguere.

Tutti e tre appartengono all’ordine dei cefalopodi (dal greco kephale, testa e podos, piede) e decapodi, cioè con dieci braccia, delle quali 8 corte e tozze e le altre due più lunghe e retrattili che vengono estroflesse solo per catturare le prede.

Conosciuto anche con il nome di todaro, è caratterizzato da conchiglia interna, corpo allungato con pinne laterali più corte di quelle del calamaro e localizzate sul fondo della sacca, formanti una punta a lancia.

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