La spesa di Giugno

Frutta - Finalmente non ci sono più problemi per variare i tipi di frutta, ormai l'estate è vicina e si sente nella sapidità dei frutti che si sono fatti più dolci.

Troviamo ciliege, ciliegioni, amarene, albicocche, fragole, fichi e tra le primizie i meloni, angurie, pere e ribes.
Ora è l'occasione di servire prosciutto e fichi, la stagione è breve e i fichi non compariranno poi che all'inizio dell'autunno.

Il prosciutto deve essere crudo e dolce, i fichi maturi al punto giusto. Dopo saranno i meloni ad accompagnare il prosciutto: in giugno si trova già il prodotto nazionale che durerà per tutta l'estate.


Verdura - In questo mese trionfano le verdure «verdi»: lattuga romana, cicoria da taglio, erbette, spinaci novelli, fagiolini, piselli, zucchine, peperoni, melanzane e inoltre fagioli freschi, sedano novello e tante erbe aromatiche.

La preziosa clorofilla contenuta in queste verdure deve essere conservata nella percentuale più alta, quindi si dovrà cercare di utilizzare l'acqua di cottura delle verdure per la preparazione di minestroni, creme di verdura ecc.

Chi adora le paste asciutte o al forno non dimentichi le lasagne verdi fatte con spinaci freschi o i tortelloni di magro con ricotta ed erbette.


Carni e Pollame - I pulcini nati in primavera sono già pollastri buoni per una bella «cacciatora» o per una «diavola».
Naturalmente si parla di polli allevati ancora con grano e avanzi di cucina.

Carne piuttosto grassa, ma di buon sapore e discretamente digeribile, la fornisce l'anitra, cotta per lo più arrosto. E se invece riuscite a trovare dei piccioncini, meglio ancora; potrete cucinarli semplicemente arrostiti, fasciati con una fettina di pancetta e aromatizzati con alloro.

Buono è anche il coniglio: se non è più giovanissimo cuocetelo al latte per ammorbidirlo, oppure fatene un arrosto svelto, profumato di rosmarino.


Pesci - Le belle giornate di giugno portano tanti appassionati a pesca sul fiume dove è facile avere abbondanza di pesce d'acqua dolce: potrebbero essere barbi, carpe, lucci, pesce persico, tinche, trote e, se avete fortuna, anche qualche storione.

È un pesce dalla carne bianca, squisita; cucinatelo intero arrosto, in forno in un sughetto di funghi o, se volete sentire il vero sapore, lessato in un court-bouillon e servito con olio e limone o maionese.

Se è molto grosso si può tagliare a trance, cosí si potrà cucinare in modi diversi. Se invece è il pesce di mare il preferito, non avete che l'imbarazzo della scelta.


Lumache - Non sono pesce, non sono carne, le lumache fanno a sé e occorre considerarle un cibo a parte, a volte raffinato a volte rustico a seconda della preparazione.

Nel Lazio per la festa di S. Giovanni, che cade il 21 giugno, è tradizione mangiare le lumache, cotte nel loro guscio in una saporita salsa di pomodoro.

Diventano cibo raffinato preparate alla bourguignonne. In commercio si trovano lumache di allevamento (per tre anni vengono nutrite con ortaggi e crusca) e lumache cresciute libere. Le lumache di vigna sono le più pregiate.

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