Sformato di mele e pane

Sformato_di_mele_e_paneSformato di mele e pane
Tempo di preparazione: mezz'ora.
Tempo di cottura: un'ora.

Ingredienti per 4/6 persone :

Mezzo chilo di mele renette -
350 grammi di mollica di pane raffermo, tagliata a sottili fettine -
100 grammi di uva sultanina, ammorbidita in acqua tiepida -
100 grammi di mandorle pelate -
Mezzo litro di latte -
Tre uova -
Un pizzico di cannella in polvere -
La scorza grattugiata di mezzo limone -
150 grammi di zucchero -
Una bustina di vanillina -
Burro e poco pane grattugiato per lo stampo.


Ponete sul fuoco una casseruola
con quasi tutto il latte e 100 grammi di zucchero e portate a ebollizione. Disponete le fette di pane in un largo piatto, piuttosto fondo, e versatevi sopra il latte bollente.

Sbucciate intanto le mele, privatele del torsolo e tagliatele a fettine sottilissime. Fate quindi tostare leggermente le mandorle nel forno caldo e rompetele a pezzetti.

Imburrate abbondantemente uno stampo da sformato con il foro al centro, spolverizzatelo di pane grattugiato e formate sul fondo un primo strato di pane; su questo mettete parte delle mele a fettine; distribuitevi sopra parte delle mandorle tritate e dell'uva ben strizzata.

Continuate così, a strati alternati, sino ad esaurimento di tutti gli ingredienti, terminando con il pane. Sbattete le uova in una ciotola con il restante latte, la vanillina, la cannella, lo zucchero rimasto e la scorza di limone.

Versate il composto su tutta la superficie, in modo che venga assorbito uniformemente.
Passate lo stampo nel forno già caldo (190 °C) e lasciate cuocere per circa un'ora.

A cottura ultimata togliete dal forno e dopo circa cinque minuti capovolgete lo stampo sul piatto di portata e servite subito.


Note - Consigli - Varianti :

I dolci. Secondo una teoria esposta da Brillat-Savarin nel suo libro La fisiologia del gusto, i sapori fondamentali che consentono di classificare le vivande sarebbero quattro: il dolce, l'amaro, il salato e l'acido.

Per molti secoli, in pratica fino alla metà del Settecento, il sapore dolce venne considerato, in cucina, sullo stesso piano degli altri tre: molti piatti si preparavano in versione dolce oppure salata, come testimoniano ancora certe ricette come quelle delle preparazioni in agrodolce.

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