• Pizzighettone
  • Curiosità

Pizzighettone

pizzighettonePizzighettone Attraversato dal fiume Adda, è uno dei comuni più popolosi ed economicamente rilevanti del territorio cremonese. L'origine di Pizzighettone sarebbe etrusca oppure romana; le prime citazioni del paese compaiono solo nel XII secolo.

La sua posizione a ridosso del fiume fu fonte di vantaggi (fu borgo franco, esente da alcuni dazi) e svantaggi (dovette dotarsi di un efficiente sistema difensivo soprattutto contro le incursioni da ovest).

Fu cosi' che attorno al nucleo centrale sorto nell'XI secolo, prese avvio l'edificazione nel 1131 di un castello subito potenziato dai cremonesi nel corso della guerra contro Milano e Piacenza.

Nel XIV secolo fu teatro di duri scontri fra guelfi e ghibellini ed entrò nell'orbita delle mire espansionistiche dei Visconti, che però riuscirono ad impossessarsene solo nel 1332.

Questa famiglia provvide ad ampliare il castello e a rafforzare le mura che ormai cingevano l'abitato, trasformandolo in uno dei baluardi piu sicuri del ducato.

La presenza dell'Adda collegato direttamente con il Po aveva favorito un'intensa attività commerciale portata avanti dalla corporazione dei "navaroli". Nel 1402 mori' Gian Galeazzo Visconti e l'esercito cremonese capitanato da Cabrino Fondulo occupò e devastò il paese.

pizzighettoneTre anni dopo il duca Filippo Maria visconti lo rioccupò e lo muni' di poderosi bastioni a pianta stellare. Durante la guerra con Venezia, il borgo venne assaltato e saccheggiato dai veneziani.

Ripreso dal duca, gli successe Francesco Sforza: Pizzighettone ottenne agevolazioni varie, alle dirette dipendenze della Cancelleria.

Fu l'inizio di un periodo di prosperità, in cui venne eretto il palazzo municipale (1479).

mure pizzighettone Dell'antico castello è sopravvissuta la torre merlata detta del Guado o di Francesco I (qui venne imprigionato nella primavera del1525).
La cinta muraria è una delle poche rimaste intatte nella pianura padana.

Il palazzo comunale è ricco di elementi tardo-gotici: il portico, con volte a crociera, presenta arcate ogivali rette da pilastri con capitello cubico.

La parrocchiale di S. Bassiano, presumibilmente ricostruita su una precedente chiesa paleocristiana, era originariamente in stile romanico. All'interno, tre altorilievi trecenteschi raffiguranti l'Annunciazione, la Natività e l'Adorazione dei Magi, oltre ad una serie di affreschi, opere giovanili di Bernardino Campi.

Nella frazione Roggione sorge il santuario della Beata Vergine, in stile barocco, edificato intorno al 1630. L'interno è riccamente decorato a fresco e stucco e custodisce opere di G. B. Tortiroli (XVII secolo).

A Gera, la chiesa di S. Rocco è affiancata dallo slanciato campanile del '400; l'interno barocco è abbellito da pregevoli cornici attribuite al Bertesi.

Il patrono S. Bassiano si celebra il 19 di gennaio.


Il fantasma nelle mura di Pizzighettone

pizzighettone piazza d'armifantasma nelle mura I pizzighettonesi stanchi di questo podestà che tassava i cittadini oltre misura lo giustiziarono e gettarono il cadavere nell'Adda: c'è lo spettro..

Anche il borgo rivierasco di Pizzighettone può vantare un proprio fantasma, la cui storia, tra leggende e racconti, si è tramandata nei secoli fino ai giorni nostri.

Si tratta del fantasma di Porta Cremona: 'Giovanni senza testa', il suo nomignolo.
Il cui spettro, si racconta, vagherebbe ancora tra le mura nelle notti di luna nuova alla ricerca del suo tesoro.

Narra una leggenda che un certo don Giovanni, avido podestà spagnolo di Pizzighettone, alle già pesanti contribuzioni richieste al popolo dal Governo centrale, ne aggiungesse di sue, tutte particolari, per i cittadini di Pizzighettone. Gli introiti delle tasse aggiuntive finivano naturalmente nelle tasche dell'astuto podestà e gli consentirono di mettere assieme in breve tempo un'autentica fortuna.

Diffidente per natura, si narra che don Giovanni avesse riunito i suoi loschi guadagni in un enorme scrigno che il podestà seppellì personalmente nella campagna fuori Porta Cremona. Un bel giorno però i pizzighettonesi, stanchi delle continue angherie e in preda alla fame, assalirono il palazzo del podestà per cercare di farsi restituire il maltolto.

Don Giovanni però negò tutto, anzi sostenne di aver fatto anche più del suo dovere per il popolo e per convincere gli agguerriti cittadini li sfidò a trovare in casa un solo centesimo. Un'accurata perquisi none delle sue stanze dimostrò che non mentiva ma lo scaltro spagnolo non riuscì comunque a salvarsi dall'ira del popolo. Fu infatti catturato, trascinato per le vie del paese, portato in piazza D'Anni e decapitato pubblicamente.

Il suo cadavere fu poi gettato nel fiume Adda, affinché non avesse neppure il conforto della sepoltura. Da allora si vide spesso nelle notti di luna nuova una figura evanescente, un fantasma senza testa vagare nella campagna nei pressi di Porta Cremona. I superstiziosi giurarono che si trattasse proprio dello spettro di 'Giovanni senza testa' di guardia al suo tesoro. Molti, dopo aver aspettato che facesse giorno, si provarono a scavare nei pressi delle mura, là dove era stato visto vagare il fantasma, ma del tesoro non fu mai trovata traccia.

La tradizione popolare narra che 'Giovanni senza testa' seppellì il suo tesoro appena fuori le mura di Porta Cremona. Ma c'è anche un'altra versione: l'oro dell'avido podestà si potrebbe trovare nel cuore del centro storico, anziché all'esterno della cinta muraria: esattamente tra cantine della casa parrocchiale e del ristorante 'Da Giacomo'.

Nella prima metà del Novecento i vecchi titolari del locale (allora Bonzi) avevano deciso di far ampliare la cantina, spingendosi fin verso la cantina della vicina casa parrocchiale, dove ancora oggi esiste una zona di circa un paio di metri- riempita con ferraglie e detriti e poi cementata.

Ma poco dopo l'avvio dei lavori i muratori risalirono in fretta e furia le scale della cantina, col terrore sul volto: appena iniziati gli scavi avevano sentito una voce soffocata bisbigliare loro con insistenza 'continuate a scavare, venite avanti: c'è un tesoro qui vicino!'.

I lavori vennero sospesi e mai più ripresi. Secondo questi racconti il tesoro potrebbe quindi essere stato nascosto nei sotterranei tra l'ex bar Bonzi e la casa parrocchiale, oppure essere stato trasportato in zone vicine attraverso i cunicoli.

Fonte : Articolo di Fulvio Stumpo (laprovincia)