Pedalando nella valle del Serio Morto

val_serioPedalando nella valle del Serio Morto
di MARIELLA MORANDI E SONIA TASSINI
(da un'idea del Gruppo Volontari Mura ). ( le foto sono di PIETRO TESO ).


Questa volta l'itinerario cicloturistico che la nostra rivista propone ai suoi lettori secondo una consuetudine che da alcuni anni caratterizza il numero della primavera avanzata, si svolge nella campagna attorno a Pizzighettone, borgo murato che sta conoscendo (grazie soprattutto all'opera del Gruppo Volontari Mura) un grande sviluppo turistico.

Sono 22 chilometri da percorrere su strade quasi mai frequentate da auto, in una campagna ondulata dai terrazzi alluvionali che offre scorci suggestivi. Vi si scoprono chiese ricche di opere d'arte, fortificazioni inespugnabili e... tanta natura riposante. Buona pedalata.


val_serioPizzighettone è un paese ricco di storia e di essa conserva interessantissime testimonianze artistiche, inoltre presenta uno spiccato valore ambientale costituito dal fatto di essere composto da due nuclei, Pizzighettone appunto e Gera, divisi dal corso dell'Adda.

Entrambi i centri conservano l'imponente apparato difensivo delle mura; infatti la loro collocazione sul fiume comportò da sempre l'esigenza di controllarne il corso ed i traffici commerciali, fatto che determinò fin dal periodo comunale la necessità da parte dei cremonesi di realizzare fortificazioni efficienti.

A ciò si aggiunse sotto il dominio visconteo e sforzesco la necessità di controllare il confine orientale del ducato, il che diede al paese quella caratteristica di borgo fortificato che, mantenuta e rinforzata sotto il dominio spagnolo ed austriaco, è giunta fino ad oggi.


Il percorso ha inizio dalla Piazza d'Armi di Pizzighettone. Si attraversa il paese percorrendo la centrale via Vittorio Emanuele II e si attraversa l'Adda portandosi sulla sponda destra dove sorge il borgo di Gera. Qui si svolta subito a destra e si costeggia per un breve tratto il fiume, piegando poi a sinistra (fare attenzione al piccolo cartello indicatore) su una strada sterrata che in breve (700 metri circa) conduce alla chiesetta detta i Mortini di S. Pietro che sorge in bella posizione tra il verde dei campi ai piedi del costone di S. Francesco.

Fu forse costruita sul luogo in cui un tempo sorgeva la grande chiesa di S. Pietro, distrutta nel XVIII secolo, quando furono riformate le mura, ma è così chiamata a causa delle numerose sepolture che sono state scoperte nei dintorni. Semplice è la struttura architettonica e sobrio l'interno. Interessante nel cortile che l'affianca è l'antica croce stazionale di legno sormontata dalla sagoma metallica di un gallo.


Ritornati sull'argine dell'Adda, si ripercorre via Porta Bosco che costeggia una delle mezzelune dell'imponente complesso difensivo ancora ben conservato di Gera. La cinta bastionata fu completata nel 1720 ed era costituita da una doppia corona di fortificazioni con quattro mezzelune, rinforzata da un grande fossato in cui scorreva l'acqua dell'Adda che, in caso d'assedio, poteva essere utilizzata per impaludare le terre circostanti.

Al di là di questa un'ulteriore cinta di terrapieni allargava in profondità la superficie difensiva costringendo gli eventuali assedianti a porre l'offensiva lontano dal centro abitato.
All'interno delle mura sono ancora perfettamente conservate le casematte, ciascuna delle quali è articolata in un sistema di volte rette da un pilastro centrale.

Si lascia sulla destra la Porta Bosco, risalente al XIV secolo, che immetteva sulla strada per Lodi e che all'inizio del '900 fu incorporata nell'edificio che oggi ospita una trattoria. Si imbocca la via Antica Lodi e si prosegue costeggiando le mura finché si arriva in vista della chiesa di S. Pietro la cui facciata è caratterizzata da un'accesa policromia.

La costruzione della chiesa attuale venne decisa nel 1727, dopo che l'antica era stata demolita per lasciare posto alle nuove fortificazioni. Attorno al 1750 la chiesa era terminata, ad eccezione del campanile che fu costruito nel 1895. Negli anni Sessanta del XX secolo l'ampliamento della navata centrale offrì l'occasione per la nuova decorazione della facciata, caratterizzata dall'intenso colore dei mosaici, che rivestono con colori smaglianti anche l'interno.

Qui marmi, vetrate istoriate, affreschi completano la ricca decorazione che assorbe, inglobandoli, anche alcuni arredi settecenteschi. Nel 1956 la chiesa venne eretta in santuario mariano dal vescovo di Lodi, alla cui diocesi ancora appartiene.

Girando in via Smancini si incontra sulla destra la chiesa di S. Marcello. Già esistente nel 1578, anno in cui fu consacrata, venne ampliata nel 1616 per volontà della nobile famiglia Cazzaniga,che aveva il proprio palazzo nella stessa via, ed affidata alla confraternita dei Disciplini che la ressero fino al 1775.

L'interno è, al pari della facciata, architettonicamente sobrio ma dignitoso, come sa esserlo tanta architettura minore del Seicento lombardo, e conserva alcune interessanti testimonianze artistiche.

Fra esse spicca la grande ancona dell'altare maggiore, realizzata nel 1653 su commissione della Confraternita del SS. Crocifisso: è in legno dorato e intagliato ed elabora forme architettoniche tardomanieriste. Al centro è racchiuso un crocifisso che secondo la tradizione popolare venne miracolosamente trasportato dal fiume sul greto dell'Adda.

I due altari minori si caratterizzano invece per la scenografica decorazione a stucco in cui sono inseriti: un volo di cherubini infatti regge un finto tendaggio che si apre come un sipario mostrando l'ancona e le grandi statue che completano il contenuto teologico dell'ornamento centrale. L'altare di destra è infatti dedicato all'Epifania, cioè alla manifestazione di Cristo agli uomini, e reca una grande pala con l'Adorazione dei Magi, mentre le statue laterali coi profeti Isaia e Davide reggono lapidi con predizioni legate a questo Mistero.

L'altare di sinistra è invece dedicato alla Madonna Addolorata e reca le statue di angeli dolenti, dell'Arcangelo annunciante e dell'angelo custode. Tra i dipinti collocati alle pareti si segnala un affresco riportato su tela con la Madonna, il Bambino, san Giovanni Battista e san Marcello papa in origine posto nel coro.


Proseguendo lungo la strada si arriva a piazza Mercato prospiciente l'Adda dove fin dal Cinquecento si tiene il tradizionale mercato del giovedì. Qui sorge la chiesa dei SS.Rocco e Sebastiano, che conserva nell'intitolazione il ricordo del più antico edificio di culto sorto nella località di Gera, una modesta struttura votiva eretta in epoca imprecisata in questo luogo e dedicata ai santi invocati nelle epidemie di peste.

L'edificio attuale venne eretto nel 1486, ampliato circa un secolo dopo e consacrato nel 1599. Di questo periodo la chiesa conserva le linee architettoniche e parte degli arredi, il campanile è invece più antico risalendo alla primitiva costruzione tardo-quattrocentesca. Interessante è il patrimonio artistico che ne costituisce la dotazione.

All'altare maggiore la pala di spiccato carattere massarottiano presenta i santi titolari della chiesa, Rocco e Sebastiano, accompagnati da san Francesco Saverio e san Francesco Borgia; interessante è lo scorcio paesaggistico che si distende nella parte inferiore del dipinto in quanto rappresenta il borgo di Gera affacciato sull'Adda, ripreso da un punto di vista che inquadra proprio la piazza e la stessa chiesa.

Una bella cornice bertesiana a fogliami e girasoli inquadra invece la tela con l'Arcangelo Michele, i santi Francesco di Paola, Andrea Avellino e Filippo Neri, dipinto di buona qualità eseguito all'inizio del XVIII secolo.

Lo fronteggia una bella Natività realizzata nel secondo decennio del Seicento, che i dati stilistici conducono ad attribuire al catalogo di Giovan Mauro della Rovere e, all'altare successivo una Madonna col Bambino, san Giovanni Evangelista e san Antonio Abate eseguito negli ultimi anni del Cinquecento da Ermenegildo Lodi su un modello del Malosso.

Abbiamo diviso in tre parti il percorso, il testo è molto lungo.. vi ricordiamo che si tratta di 22-25 km, una gita molto piacevole da fare in bicicletta, immersi nella natura e dove troverete molte strutture che forse avete dimenticato..

Fonte : informazione (Cremona turismo )  della valle del serio Morto.

Photo Gallery