II santuario della Madonna della Corona

Santuario_Madonna_della_Corona_1II santuario sospeso tra i monti Madonna della Corona, visita in un luogo di antico pellegrinaggio di Paolo Reale Difficile arrivarci per caso.

Solo chi ha l'abitudine di guardarsi attorno con attenzione può aver intravisto, viaggiando lungo l'autostrada A22 Modena - Brennero, il santuario Madonna della Corona, una delle costruzioni più ardite d'Italia.

Appare per pochi secondi, sul versante orientale del monte Baldo. Ancor più difficile è spiegare come la statua della Madonna - qui venerata - sia arrivata su queste montagne quasi inaccessibili.

Un racconto popolare vuole che nel 1522, tra luci prodigiose, una statua apparve su un piccolo balcone naturale tra le rocce. Fuggiva dalle armate musulmane che stavano conquistando l'isola di Rodi.

Quando i più coraggiosi provarono a trasportarla in un luogo più sicuro e accessibile la statua - misteriosamente - tornò tra le rocce ed allora lì fu lasciata. Un'interpretazione più concreta, invece, collega la statua ad una donazione di Ludovico Castelbarco: nel corso del Quattrocento, il nobile roveretano avrebbe donato la statua agli eremiti che, già da alcuni decenni, si ritiravano in ascesi e preghiera presso questo luogo.

Santuario_Madonna_della_Corona_2Quale che ne sia l'origine, il Santuario è cresciuto nel corso dei secoli, da modesto eremitaggio a frequentato luogo di preghiera. La costruzione attuale è il frutto di un'ultima ristrutturazione: completato circa quarant'anni fa, ha accolto tra le sue mura anche Papa Giovanni Paolo II .

Su diversi lati il Santuario non ha pareti costruite dall'uomo ma si integra armoniosamente nella roccia del monte Baldo con una sorta di abside naturale che dona all'intera struttura un fascino dawero particolare.

Il sentiero che sale da Brentino, ai confini tra Trentino e Veneto, è un'antica via di pellegrinaggio.
In partenza dal centro del paese, in via Santuario, il sentiero 73 alterna tratti su terra a gradoni rocciosi (in totale si contano più di millecinquecento gradini) e colma circa seicento metri di dislivello.

Si cammina all'ombra di un bosco molto ricco e proprio l'autunno può risultare la stagione ideale per godere di un cielo più terso, di un clima più fresco e di colori più vivaci. Particolarmente panoramico il tratto centrale che pare aggrapparsi alla parete verticale del monte Cimo.

Quasi alla meta, il ponte del tiglio (così chiamato perché prima della sua costruzione il passaggio sull'altro versante avveniva solo passando tra i rami di un tiglio) apre le porte della "via Matris" (via della Madre).

Santuario_Madonna_della_Corona_3E' l'ultima scalinata che, scavata nella roccia, conduce alle porte della chiesa: tra questi gradini, sette capitelli ricordano i dolori di Maria.

Oltre alla suggestione del Santuario non si possono trascurare i sorprendenti panorami sul "vajo", un canyon che si insinua nel gruppo del monte Baldo.

Notizie utili
A Brentino si arriva uscendo ad Affi dalla A22 e seguendo poi la viabilità ordinaria.

Attenzione: ad Affi, le indicazioni per il "Santuario della Corona" conducono a Spiazzi, piccolo paese da cui si accede tramite strada asfaltata al Santuario.

Nel 1922, infatti, furono ricavate alcune gallerie che consentono un agevole accesso a tutti: da allora, l'antica traccia che sale da Brentino e le scalinate che scendono da Spiazzi non sono più l'unico accesso alla struttura:

Qualora si vogliano percorrere il sentiero e l'antica via di pellegrinaggio è necessario seguire l'indicazione per Brentino e poi i cartelli escursionistici in paese.

www.madonnadellacorona.it è il sito dove trovare ulteriori informazioni sul Santuario.

Testo di Paolo Reale

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