Riserva naturale del Paluaccio e il Forte OGA

Riserva naturale del Paluaccio e il Forte OGALA STORIA DEL FORTE VENINI
Il Forte Venini, meglio conosciuto come Forte di Oga, è ubicato ai margini della riserva naturale del Paluaccio di Oga.

La storia del Forte cominciò circa 100 anni fa quando, nel 1899, la Commissione Suprema di Difesa stabilì che, per la difesa della strada dello Stelvio, fosse necessario costruire una postazione di artiglieria fortificata alle Motte di Oga.

L'idea, grazie alla tranquillità garantita in quel periodo dalla triplice alleanza, venne però accantonata per qualche anno sennonché, nel 1908, le difese della Valtellina tornarono ad essere considerate di primaria importanza. Si iniziò allora a costruire la strada che dal fondovalle raggiunge le Motte di Oga.

Nel frattempo il Comando individuò la posizione del Dossaccio (m. 1740 slm ) e la ritenne preferibile a quella delle Motte di Oga per l'ubicazione della struttura militare, in quanto meglio posizionata, più protetta e difficilmente raggiungibile. Dal Dossaccio era infatti possibile colpire obiettivi al Passo del Foscagno, alle Bocchette di Pedenolo, al Passo delle Torri di Fraele, allo Stelvio ed in Valfurva.

paluaccio_armamenti_2La particolare orientazione Est Ovest del Forte fu progettata affinché i cannoni a lunga gittata, analogamente a quanto awiene nelle navi militari, potessero ruotare e difendere tutti i passi ed i valichi potenzialmente soggetti al pericolo austriaco.

La costruzione terminò poco prima dell'esplosione della prima guerra mondiale. Il Forte fu attrezzato con 4 cannoni aventi una gittata di circa 13 Km, sufficiente per poter superare lo Stelvio e raggiungere Trafoi, paese allora ricompreso all'interno del confine austriaco.

Durante il conflitto, le vedette italiane che stazionavano sui crinali posti a nord rispetto al Forte, trasmettevano al comando del Dossaccio, mediante linee telefoniche, preziose informazioni sugli obiettivi da colpire.

Per i primi colpi venivano utilizzati dei traccianti così da poter verificare l'esattezza del tiro. Le vedette comunicavano quindi al comando gli eventuali "aggiustamenti di tiro" necessari e, una volta raggiunto con i traccianti l'obbiettivo, i cannoni cominciavano nella loro operazione di sparo.

Lo scopo del Forte non era comunque quello offensivo, bensì quello di ostacolare il transito di truppe nemiche sulla strada dello Stelvio, e di poter difendere il passo delle torri di Fraele e gli accessi di Valdidentro e Valfurva.

Le artiglierie del Forte operarono efficacemente durante tutto il periodo della grande guerra, tanto che gli anziani raccontano che: "Tremavano i vetri delle case a Bormio quando sparavano dal Forte di Oga! Sparavano al di la dello Stelvio, su Gomagoi e Trafoi! ".

Forte Venini armamentiTerminata la prima guerra mondiale il Forte fu presidiato da un reggimento di 30 uomini della fanteria e poi dell'artiglieria di montagna sino al 1938, anno in cui la struttura militare venne intitolata al valtellinese capitano Venini, medaglia d'oro al valor militare.

Da quell'anno sino all'otto settembre del 1943 vi fu di stanza un reparto del XII settore G.A.F. (guardia alla frontiera).

Nel periodo della Repubblica di Salò la caserma fu occupata da fascisti e tedeschi che, a più riprese, prelevarono le armi per portarle a Sondrio.

Il Forte non fu mai attaccato dai partigiani che vi fecero irruzione solamente nella primavera del 1945.

Al termine del conflitto il Forte fu abbandonato dalle truppe ma rimase custodito sino al 1958 quando l'esercito decise di abbandonare definitivamente la struttura ritenendo esaurita la sua funzione.

Prima dell'abbandono vennero murate porte e finestre, parte del materiale presente venne venduto come rottame ed i 4 cannoni se ne andarono definitivamente dal Dossaccio.

Purtroppo l'abbandono del Forte Venini sin dal 1958 favorì i furti e la distruzione di preziosi reperti storici.

Solo a partire dal 1985, su iniziativa della Comunità Montana Alta Valtellina, il Forte è stato parzialmente ripristinato e riaperto al pubblico.

Altre informazioni
Fonte dei testi : Consorzio Turistico VALTELLINA, Tel. 0342 902765 - Fax 0342 918483
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Pro Loco Valdisotto - Tel. 0342 903300 - Fax 904696
Per le visite al Forte Venini di Oga
informazioni presso: Cooperativa sociale SO. LA. RE. S. via Roma, 1 Bormio (SO) - tel. 0342 910736
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