LA TORBIERA - riserva del Paluaccio di Oga

torbieraLA TORBIERA
Negli ultimi secoli in Europa, a causa di un intenso sfruttamento, la superficie delle torbiere è diminuita di oltre il 35%. I governi del vecchio continente, accortisi dell'importanza di preservare questi ambienti unici, si sono così dotati di strumenti capaci di proteggerli e conservarli.

In questo modo è nata anche la riserva del Paluaccio di Oga, una superficie di oltre 30 ettari, sottoposta a regime di tutela con legge della Regione Lombardia e affidata in gestione alla Comunita' Montana Alta Valtellina.

Il Paluaccio di Oga si presenta oggi come una zona di particolare interesse naturalistico.

Le torbiere sono infatti ambienti ormai quasi completamente scomparsi dal nostro Paese, sia per lo sfruttamento da parte dell'uomo, sia per cambiamenti naturali.

Sono importanti perché possono consentire "il rifugio", così come nel caso del Paluaccio, di particolari vegetali tipici delle fasi fredde postglaciali.

Inoltre sono dei veri archivi naturali poiché conservano pollini e carbonio intrappolati all'interno dei successivi strati, che gli studiosi possono studiare per risalire alle variazioni del clima negli ultimi millenni.

Che cos'è una torbiera? Il dizionario della lingua italiana non ci è di grande aiuto in quanto ci dice che è "il luogo dove si trovano ammassati grandi strati di torba".

In realtà una torbiera non è solo questo, ma rappresenta un ecomosaico di straordinaria importanza.
Spesso è possibile trovare in questi luoghi specie vegetali che altrove sono praticamente estinte. Per capire veramente cos'è una torbiera bisogna sapere come la torba si può formare.

torbiera_2Anzitutto è necessario che vi sia la presenza di acqua stagnante con l'accumulo, in lunghi periodi di tempo, di strati di vegetazione morta.

Il basso contenuto di ossigeno ed il clima freddo rallentano i processi di decomposizione naturale così che la sostanza organica può accumularsi originando i depositi torbosi.

La presenza di acqua e la mancanza di ossigeno nel terreno sono strettamente legati per ridurre drasticamente la presenza dei batteri. In questo modo la maggior parte del carbonio contenuto nei residui vegetali rimane inalterato.

Questo è facilmente verificabile osservando da vicino la torba: sono ben riconoscibili i resti di vegetali, prevalentemente muschi e sfagni, ed alcuni frammenti di tronchi e legni non ancora decomposti.

Con il progressivo interramento dello specchio d'acqua si colma il "lago" fino a trasformarlo in un acquitrino che può così dare origine alla torbiera.

Grazie alle proprie caratteristiche la torba costituì per secoli, specialmente nelle regioni del nord Europa, un importante combustibile. In Italia e in Alta Valtellina, il massimo sviluppo nell'utilizzo della torba si ebbe nella prima metà del XX secolo.

In questi ultimi anni in Italia la torba si usa quasi esclusivamente come concime per i vivai.

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