PARCO NAZIONALE DELLA VAL GRANDE

val_grandePARCO NAZIONALE DELLA VAL GRANDEIstituito nel 1993
REGIONE: Piemonte, provincia Verbano-Cusio-Ossola
SUPERFICIE: 11.733 ettari
ALTITUDINE: 550-2.301 metri
SEDE: via San Remigio 19, 28048 Verbania Pallanza - Tel: 0323 557960

CENTRI VISITA E ACCESSI: Rovegro (12 km da Gravellona Toce), Intragna (10 km da Verbania Intra), Malesco (20 km da Domodossola per la S.S. 337)


val_grande_2VAL GRANDE Silenzio e foreste impenetrabili territorio del Parco nazionale della Val Grande, incuneato nelle Alpi Lepontine meridionali, costituisce la più vasta area wilderness alpina e d'Italia, la cui natura selvaggia e l'abbandono da parte dell'uomo garantiscono un livello superiore di conservazione.

Si tratta di un territorio detto "di ritorno", cioè originato dalla nuova colonizzazione della vegetazione, dopo che sono cessate le tradizionali attività della forestazione e dell'allevamento del bestiame.

Il parco ha la forma di un quadrilatero, delimitato a nord dalla val Vigezzo, a ovest dalla vai d'Ossola, a est dalla vai Cannobina e a sud dal lago Maggiore.

val_grande_3Al suo interno vi sono i profondi solchi delle valli Grande e Pogallo, dalla morfologia frammentata in una serie di piccoli sistemi idrografici che hanno scavato vallecole e profonde forre, delimitate da aspre pareti e crinali rocciosi.

L'intero territorio è ricoperto da una foresta quasi impenetrabile, formata in prevalenza da latifoglie (castagno e querce a foglia caduca) e in misura minore da faggio, rovere, betulla, acero, tiglio. Importante la presenza di tassi, relitti dell'antica vegetazione.

La flora comprende alcune rarità, come il tulipano alpino (Tulipa australis) e il rododendro bianco (Rhododendron album). La fauna annovera circa 500 camosci e qualche famiglia di caprioli,volpi, lepri comuni, marmotte; l'avifauna conta due coppie di aquila reale, numerosi rapaci (falco, sparviere, gheppio, poiana, gufo, civetta, ecc.), anche perché sono molto numerose le vipere, sia aspis che berus, specialmente presso gli alpeggi abbandonati.

Presenti gallo forcello, corvo imperiale, merlo acquaiolo, picchio nero. Lo stato di abbandono del territorio, se è la principale attrattiva del parco, limita fortemente la possibilità di visita, sia per le difficoltà di accesso sia per l'impegno e l'esperienza richiesti dalle escursioni.

Questo è un parco per piccoli gruppi, non per le masse; offre silenzi e spazi riconquistati alla natura e richiede una coscienza ecologica piena e matura.

val_grande_CicognaLA TERRA DEI BOSCAIOLI Si ritiene che lo sfruttamento delle foreste della Val Grande risalga a diversi secoli fa.
È stato calcolato che nel decennio 1831-1841 gli alberi abbattuti e fluitati furono 2 milioni 240mila.

A Orfalecchio, dal 1918 al 1930, vi era il capolinea di una piccola ferrovia che conduceva all'Arca, nel cuore più selvaggio dell'odierno parco, e di una teleferica che trasportava il legname a Mergozzo in val d'Orsola. Oggi l'unico villaggio del parco, Cicogna, conta solo 12 abitanti.

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