PARCO DELLE FORESTE CASENTINESI

Il PARCO NAZIONALE DELLE FORESTE
CASENTINESI
, MONTE FALTERONA, CAMPIGNA
Istituito nel 1933
REGIONI: Emilia Romagna (prov. di Forlì) e Toscana (prov. di Firenze e Arezzo)
SUPERFICIE: 36.725 ettari
ALTITUDINE: 555-1.658 metri SEDE: via G. Brocchi 7, 52015 Pratovecchio (Arezzo) tel: 0575 50301
SEDE COMUNITÀ: Via Nefetti 3, 47018 Santa Sofia (Forlì) Tel: 0543 971375

MONTE_FALTERONAPRINCIPALI CENTRI VISITA E ALTRI ACCESSI: B
adia Prataglia (Poppi, Arezzo), per la S.S. 71;
San Benedetto in Alpe (Forlì), per la S.S. 67

FORESTE CASENTINESI, MONTE FALTERONA, CAMPIGNA
Boschi secolari ricchi di storia II parco è nato riunendo aree protette e riserve già esistenti del territorio compreso fra il monte Falterona e il passo dei Mandrioli, e costituisce oggi la più spettacolare concentrazione forestale d'Italia.

Queste foreste secolari furono gestite nel Medioevo dagli ordini monastici che costruirono i complessi di Camaldoli, di San Romualdo e della Verna, oggi complemento ideale alla visita delle attrattive naturali del parco. Il patrimonio forestale, sfruttato da secoli (il legname fu utilizzato dalla flotta pisana e per le impalcature degli edifici fiorentini), è sempre stato rinnovato, e ciò ha consentito di conservare le zone oggi sotto tutela.

faggioIl faggio domina sia il versante emiliano che quello toscano, preceduto rispettivamente da boschi misti (aceri montani, olmi, ceni, tassi, carpini, ecc.) e da foreste di abete bianco. Tra i fiori più vistosi, il giglio martagone, l'aquilegia e la genziana.

Presenti alberi monumentali, come il castagno millenario di Metaleto di Poppi, dal diametro di nove metri, nel cui interno cavo sono stati collocati un tavolo con due panche. Nei dintorni la cascata dell'Acqua Cheta (ricordata da Dante nel canto XVI dell'Inferno) è uno dei richiami più suggestivi del parco.

DainoLa fauna è varia e numerosa e comprende cervo, capriolo, daino e muflone (reintrodotti); fra i predatori faina, donnola, martora, tasso, forse gatto selvatico; accertata la presenza del lupo appenninico. Numerosi gli uccelli, con aquila reale e gufo reale.

Gli anfibi comprendono il geotritone italiano e la salamandra dagli occhiali.
All'interno della foresta della Lama (comuni di Bagno di Romagna e Santa Sofia), cuore del parco, nella riserva integrale di Sasso Fratino, mantenuta rigorosamente allo stato naturale e preclusa ai visitatori, si sviluppa l'associazione ottimale fra abete bianco, faggio e altre latifoglie.

Popolata da cervi e daini, i segni della presenza umana del passato sono costituiti dai resti di 350 aie carbonili.


monastero_di_camaldoliQUANDO FEDE E NATURA SI ALLEANO

Una delle ricchezze del parco è la presenza dell'eremo e del monastero di Camaldoli, e del convento francescano della Verna.

Luoghi di meditazione e di studio, divennero anche sedi di un corretto governo delle foreste, che furono incrementate e difese: i monaci camaldolesi le amministrarono dal 1012 al 1866, e crearono la prima legislazione forestale d'Italia.

Alla Verna San Francesco ricevette le stimmate; la foresta di faggi e di abeti evoca, con il santuario, un ambiente in cui natura e fede offrono insieme un richiamo non banale del parco.

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