PARCO NAZIONALE DELLA MAJELLA

majellaPARCO NAZIONALE DELLA MAJELLA
Istituito nel 1995
REGIONE: Abruzzo, province di Chieti, L'Aquila, Pescara
SUPERFICIE: 74.000 ettari
ALTITUDINE: 250-2.795 metri.
SEDE: 66016 Guardiagrele (Chieti), via Occidentale 6
Tel: 0871 800713
PRINCIPALI CENTRI VISITA E ACCESSI: Caramanico Terme (50 km da Pescara per la S.S. 487); Lama dei Peligni (57 km da Chieti per le S.S. 81 e 84); Pescocostanzo (95 km da L'Aquila per le S.S. 17 e 84).

Majella_orientaleMAJELLA Per eremi e conventi Chiamata "montagna madre" dagli abruzzesi e "padre dei monti" da Plinio il Vecchio, l'imponente e solenne massiccio calcareo della Maiella si affaccia per 30 chilometri sull'Adriatico, nel settore meridionale d'Abruzzo.

Con i 2.795 metri del monte Amaro è la seconda cima degli Appennini. Vista da lontano, appare un blocco uniforme, ma in realtà è formata da 61 cime (30 delle quali superiori ai 2.000 metri) e da 75 rilievi minori, separati da dorsali, altipiani carsici e da profondi valloni, come quello scavato dalle acque dell'Orfento sul versante occidentale, o le gole di Fara San Martino e di Taranta Peligna sull'opposto displuvio.

majella_grotta_del_CavalloneLe grotte, assai numerose, sono rappresentate dalla
grotta del Cavallone, famosa perché Gabriele D'Annunzio vi ambientò il secondo atto della tragedia "La figlia di Jorio".

Alla quota di 1.745 metri, lunga 1.300 metri e ricca di sale magnificamente concrezionate, è raggiungibile per cabinovia da Lama dei Peligni.

La vegetazione comprende alle quote inferiori querceti misti con cerri, carpini e omielli, seguiti da fittissime faggete e, più in alto, da boschetti di pino mugo.

La flora conta 1.800 specie con diversi endemismi, fra cui l'androsace Principessa Matilde (Androsace mathildae) dei dirupi e particolari varietà di sassifraga, ranuncolo, viola e sedo della Maiella (subsp. magellensis).

La fauna, grazie alle reintroduzioni, conta oggi un centinaio di camosci d'Abruzzo, una cinquantina di lupi appenninici, una decina di orsi marsicani, 150 cervi, quindi caprioli, lontre, gatti selvatici. Si presenta, perciò, con un patrimonio di tutto rispetto.

majella_piviere_tortolinoImportante la presenza del piviere tortolino,
raro uccellino boreale delle praterie umide di carici e nardi. All'interno del parco sono diversi i centri abitati di antica origine medioevale. Ma su queste montagne, ricche di acque, di boschi e di selvaggina, l'uomo ha vissuto fin dalla preistoria.

Interessante è poi la presenza degli eremi
e dei conventi, una quarantina, creati a partire dal X secolo da religiosi solitari provenienti dalla Calabria.
Una vera simbiosi fra natura, fede e storia


majella_lupiATTENTI AL LUPO!
Simbolo del parco della Majella, il lupo appenninico (Canis lupus italicus), animale mite e schivo, è stato ingiustamente perseguitato.

Giunto sull'orlo dell'estinzione, è difficile da osservare, ma chi volesse provare a fare questo emozionante incontro può partecipare alle escursioni guidate organizzate apposta dal parco (per informazioni:  TEL 0871 800713 ).


Altrimenti, si può visitare l'Area faunistica del lupo, del cervo e del capriolo di Popoli (Pescara) in località Impianezza, dove questi animali possono essere avvistati con maggiore facilità.