iL PARCO NAZIONALE DEL GRAN SASSO

sasso_tremitiiL PARCO NAZIONALE DEL GRAN SASSO
E MONTI DELLA LAGAIstituito nel 1995
REGIONI: Abruzzo (prov. di Teramo, L'Aquila, Pescara),
Marche (prov. di Ascoli Piceno), Lazio (prov. di Rieti)
SUPERFICIE: 148.935 ettari
ALTITUDINE: 219-2.912 metri
SEDE: via Roio 10 67100 L'Aquila - TEL: 0862 401903

PRINCIPALI ACCESSI: Assergi (16 km da L'Aquila per la A24); Amatrice (66 km da Rieti per la S.S. 4); Isola del Gran Sasso (32 km da Teramo per la A24); Capestrano (44 km da L'Aquila per la S.S. 17)

sasso_orsoA passeggio con l'orso Il parco comprende il gruppo montuoso più noto dell'Appennino, quello del Gran Sasso, che ha nel Corno Grande (2912 m) la vetta dell'intera catena e, oltre il solco del fiume Vomano, gli isolati monti della Laga, fra i meno conosciuti e frequentati.

La natura calcarea del Gran Sasso e la conseguente ripidità dei suoi versanti ne fanno quasi un rilievo alpino; fra le sue due dorsali principali ricche di grotte trova posto l'altopiano carsico di Campo Imperatore, lungo quasi 20 chilometri e largo quattro, raggiunto da una comoda funivia da Assergi.

sasso_calderoneAlla base della parete nord del Corno Grande vi è il ghiacciaio del Calderone di cinque ettari, il più meridionale d'Europa e il solo presente sull'Appennino. I monti della Laga, di natura sedimentaria, sono modellati con minore asprezza e sono solcati da piccoli corsi d'acqua che formano numerose cascate.

Il lago di Campotosto, di origine artificiale, vasto 14 kmq, accoglie in inverno una popolazione di folaghe, moriglioni, cormorani, marangoni minori e altri uccelli.

sasso_lupiLa vegetazione copre i versanti teramani dei due sistemi montuosi con prevalenza di faggio e più radi cerri, aceri, tassi e abeti bianchi.

Praterie e pascoli dominano il versante aquilano del Gran Sasso e quello laziale della Laga.

La flora annovera diverse rarità, fra cui l'orchidea Epipogium aphyllum, l'adonide curvata Adonis distorta e l'astragalo aquilano.

La fauna non è abbondante, ma riveste estremo interesse per la reintroduzione del camoscio d'Abruzzo, dell'orso marsicano, del lupo appenninico; presenti la lontra e il gatto selvatico. Fra gli uccelli spiccano l'aquila reale e il falco pellegrino.


sasso_camoscioBENTORNATO CAMOSCIO I camoscio d'Abruzzo è stato scelto quale simbolo del paro. Vi è stato reintrodotto nel 1992 dall'area faunistica di Biegna del parco nazionale d'Abruzzo, grazie anche a un fiianziamento europeo.

Ne esistono due piccoli gruppi (una cinquantina di individui in totale) nel Gran Sasso, che si solo bene adattati al nuovo ambiente.

Più chiaro e più piccolo del suo fratello alpino, questo camoscio dopo molti studi stato classificato Rupicapra pyrenaica ornata, quale sottospecie del camoscio dei Pirenei.

Per permettere di osservarlo da vicino, il parco sta attrezzando un apposito percorso guidato, che sarà presto agibile (per informazioni rivolgersi Ia sede del parco, Tel 0862 401903).

Ma non basta: nel vicino parco della Maiella, a Lama dei Peligni (Chieti), è visitabile l'area faunistica del camoscio TEL 0872 916067).

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