PARCO NAZIONALE DELLE CINQUE TERRE

cinque_terrePARCO NAZIONALE DELLE CINQUE TERREIstituito nel 1999
REGIONE: Liguria (prov. di La Spezia)
SUPERFICIE: 10.000 ettari Circa, più 2.800 ettari di riserva marina
ALTITUDINE: 0-812 metri
SEDE (PROVVISORIA): scalinata Costa del Fuso 108, 19017 Riomaggiore
(La Spezia) Tel : 0187 920893

ACCESSI: da Levanto per Monterosso, 12 km; da La Spezia per Riomaggiore, 12 km per la S.S. 370;
dal casello della Al2 di Brugnato per Pignone a Monterosso, 30 km. In treno, linea Genova-La Spezia

cinque_terreCINQUE TERRE La costa delle meraviglie I
riconoscimento da parte dell'Unesco di "patrimonio inalienabile dell'Umanità" attribuito alle Cinque Terre ha accelerato la creazione di un parco nazionale, che sostituisce in parte quello regionale, un poco più esteso, di cui rimangono piccole aree costiere a ponente e a levante.

L'unicità delle ripidissime e rocciose colline terrazzate a vigneto delle Cinque Terre, i borghi medioevali protesi sul mare "come navi che stanno per salpare",i lembi di vegetazione favoriti da un clima mitissimo, la stretta e armoniosa sintonia fra natura e lavoro dell'uomo formano un comprensorio costiero dal fascino straordinario, che non ha termini di confronto al mondo intero.

cinque_terre_manarolaLe Cinque Terre (i cinque borghi che si susseguono da ponente a levante: Monterosso al Mare, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore) occupano un modesto tratto di costa ligure dal promontorio di Punta Mesco, poco oltre Levanto, a punta Persico, prima della falesia calcarea del Muzzerone che precede Portovenere.

Sono 16 chilometri lineari rotti da promontori e calette rocciose, alle cui spalle incombono le colline interamente ricoperte dai "ciàn", gli stretti fazzoletti di terra delimitati da muretti a secco che si rincorrono fino allo spartiacque, il quale raggiunge in media i 500 metri.

Il paesaggio delle Cinque Terre è senza dubbio il principale richiamo per il visitatore.
Migliaia e migliaia di muretti di pietra, innalzati a mano nei secoli dagli abitanti dei sottostanti borghi marinari, contengono la poca terra che accoglie le vigne del celeberrimo vino dolce passito Sciacchetrà e di tre qualità di bianco, lodati e ricercati da papi e sovrani.

Alta sulla collina corre la strada dei Santuari (ogni borgo ne ha uno), da cui si può scendere al mare nei cinque centri abitati, compatti e isolati, luminosi e sereni.

cinque_terre_gabbianoLungo il crinale sopravvivono lembi di bosco a leccio, mentre sulla costiera prevalgono vegetazione e fauna tipiche delle rupi, quindi s'incontra la macchia mediterranea, che risale la collina nei pochi spazi non occupati dai coltivi.

Abitatori del mare sono il gabbiano reale, lo zafferano, la berta minore, il cormorano, la sula; sulle rupi nidificano il corvo imperiale e il falco pellegrino.


Lo specchio di mare antistante le Cinque Terre è protetto quale riserva marina, in considerazione della presenza di residue colonie di corallo e del pregio dei fondali.

vigneti_ 5_terreNETTARE D'AUTORE Le lodi ai vini delle Cinque Terre sono innumerevoli. Francesco Petrarca nell'Africa scriveva: "Da qui i vigneti illuminati dall'occhio benefico del sole e dilettissimi a Bacco si affacciano su Monte Rosso e sui gioghi di Corniglia, ovunque celebrati per il dolce vino...".

Boccaccio cita la Vernaccia di Corniglia del Decamerone (novella di Ghino di Tacco), mentre Gabriele D'Annunzio chiama questi vini "fresche delizie".

La produzione è molto limitata, specialmente quella di Sciacchetrà. Il curioso nome deriva dal dialetto locale "sciacca", schiaccia, e "trae", tira via, per il mosto che non deve fermentare troppo.

Di questo vino si dice sul posto "che fa più dolci le labbra delle fanciulle".

Photo Gallery